CIA-RDP82-0045R002300100008-1 - 2 febbraio 1949
CENTRAL INTELLIGENCE AGENCY — RAPPORTO D'INFORMAZIONE
Paese: Italia
Oggetto: Partito Comunista Italiano (PCI) – Cambiamenti di personale politico e paramilitare e nuovi incarichi
Data di distribuzione: 2 febbraio 1949
Numero di pagine: 2
Classificazione iniziale: Secret / Confidential (poi declassificato)
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La Federazione Regionale dell'Emilia-Romagna è attualmente diretta da Antonio Roasio, la cui sede è a Bologna.
Arturo Colombi è stato trasferito da questa Federazione Regionale dell'Emilia-Romagna a quella di Lombardia, con sede a Milano.
Agostino Novella ha lasciato la direzione della Federazione Lombarda e il comando del settore di Milano (organizzazione militare provinciale) per assumere la direzione dell'Ufficio Quadri Centrale a Roma, precedentemente diretto da Antonio Roasio. Questo ufficio si occupa principalmente di attività di spionaggio.
Pianezza (fnu), organizzatore sindacale della Federterra, è stato assegnato all'organizzazione del PCI della città e della provincia di Milano.
La Federazione e l'Apparato di Bologna sono in fase di riorganizzazione, ad eccezione dell'ufficio guidato da Guglielmo Gottardi. Secondo un [...], Gottardi è responsabile delle attività del Cominform nell'intera area dell'Emilia-Romagna.
Il comando del settore di Novara ha ordinato agli attivisti di partito Eraldo Gastone e Stefano Schiapparelli di riorganizzare le ex formazioni garibaldine nella città e nella provincia di Novara lungo le linee delle rosse Squadre d'Azione Partigiana (SAP). (Commento: Eraldo Gastone, alias Cap. Ciro, era un ex maggiore dell'Aeronautica militare italiana ed ex comandante partigiano. Stefano Schiapparelli, alias Willy, è segretario della Federazione Provinciale di Novara del PCI).
Due brigate nella città di Novara saranno sotto il comando di Ferdinando Zampieri, alias Angin, ex comandante partigiano ed ex Questore comunista di Novara. Egli comanda anche un nucleo di polizia segreta al servizio della Federazione Provinciale di Novara e del settore dell'Apparato locale. Questo gruppo è composto da attivisti fidati che sono ex agenti della polizia ausiliaria ed ex partigiani garibaldini.
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L'Ispettorato Generale della zona congiunta Novara-Vercelli è affidato al Colonnello Raspanti, consigliere comunale comunista della città di Torino.
L'ufficio quadri della Federazione del PCI di Torino e del relativo Apparato è diretto dal Dr. Luciano Gruppi, un uomo di eccezionale abilità. Era precedentemente a capo della sezione propaganda della Federazione milanese del PCI. L'attivista Remo Rey guida nominalmente l'Ufficio Quadri come copertura per il Dr. Gruppi, il quale avrebbe ricevuto un importante incarico di intelligence dalla sezione italiana del Cominform.
Il Colonnello Raspanti è stato assegnato come Ispettore Generale e Supervisore del settore Alessandria-Asti. La sede del settore si trova nel quartier generale del PCI a Casale Monferrato. Il comando di settore è stato recentemente riorganizzato nei seguenti quattro uffici:
a. Ufficio Operazioni
b. Ufficio Reclutamento
c. Ufficio Armamenti
d. Ufficio Informazioni (Ufficio Quadri)
Il compito di reclutare elementi per le forze dell'Apparato e di riorganizzare le ex unità partigiane è stato assegnato ad Arrigo Boldrini, alias Bulow, e a Francesco Scotti. Scotti era precedentemente al comando del Settore dell'Apparato di Milano. È particolarmente noto per le sue attività durante la guerra civile spagnola, in cui fu commissario politico delle Brigate Internazionali e membro del Tribunale Straordinario della Milizia.
Edoardo D'Onofrio è stato assegnato all'Organizzazione Quadri del Comitato Centrale del PCI.
Renato Miele, alias Berry, è stato trasferito dalla direzione del quotidiano milanese l'Unità alla Direzione Centrale del PCI con la responsabilità della propaganda.
Davide Lajolo, alias Ulisse, è stato promosso da vice-direttore a direttore de l'Unità di Milano.
Analisi IA del significato e dell'importanza
1. La Dimensione Segreta: L'Ufficio Quadri Centrale e lo Spionaggio
Il dettaglio più dirompente dell'intero documento si trova al punto 3: la transizione di Agostino Novella alla guida dell'Ufficio Quadri Centrale a Roma, esplicitamente descritto dalla CIA come un organismo "interessato principalmente ad attività di spionaggio". Questo dimostra come l'intelligence americana considerasse il vertice organizzativo del PCI non solo come una struttura politica di massa, ma come un vero e proprio apparato informativo e di spionaggio inserito nei meccanismi della Repubblica.
2. Il Collegamento con il Cominform
I riferimenti a Guglielmo Gottardi in Emilia-Romagna (punto 5) e al Dr. Luciano Gruppi a Torino (schermato dietro la figura di Remo Rey, punto 9) evidenziano il coordinamento diretto tra i quadri periferici del PCI e il Cominform (l'Ufficio d'Informazione dei Partiti Comunisti guidato dall'Unione Sovietica), confermando i canali di collegamento transnazionale tra Mosca e i dirigenti comunisti italiani.
3. La Riorganizzazione Paramilitare in Piemonte (Le SAP e il Settore Alessandria-Asti)
Il documento traccia una mappa dettagliata della militarizzazione del partito nel Nord-Ovest (Novara, Vercelli, Alessandria, Asti):
La ricostituzione delle Squadre d'Azione Partigiana (SAP) sotto la guida di ex ufficiali ed ex comandanti partigiani di spicco (come Eraldo Gastone "Cap. Ciro" e Ferdinando Zampieri).
La strutturazione del comando di settore di Casale Monferrato in quattro uffici specifici (Operazioni, Reclutamento, Armamenti, Informazioni), che evidenzia una pianificazione di stampo rigorosamente militare.
La presenza di figure di veterani della Guerra Civile Spagnola come Francesco Scotti (punto 11), a riprova di come le competenze insurrezionali acquisite negli anni Trenta venissero reimpiegate nell'Italia del dopoguerra.
4. Il Controllo della Stampa e della Propaganda
Gli ultimi punti (13 e 14) mostrano i movimenti nei vertici culturali e mediatici del partito, con l'ascesa di figure di primo piano del giornalismo e della letteratura partigiana come Davide Lajolo alla direzione de l'Unità di Milano, a conferma di quanto il controllo della comunicazione e della stampa fosse strategico per la linea politica e di mobilitazione del PCI all'inizio del 1949.
