Visualizzazione post con etichetta Italy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Italy. Mostra tutti i post

venerdì 23 ottobre 2026

Il piano del PCI per infiltrarsi nella NATO

 


CIA-RDP82-00457R002100570006-4 - 10 dicembre 1948

CENTRAL INTELLIGENCE AGENCY — RAPPORTO D'INFORMAZIONE

  • Paese: Italia

  • Oggetto: Partito Comunista Italiano (PCI) – Istruzioni ai membri richiamati dall'Esercito

  • Data di distribuzione: 10 dicembre 1948

  • Numero di pagine: 1

  • Classificazione iniziale: Secret / Control - U.S. Officials Only (Poi declassificato a Confidential)

Testo del Rapporto

  1. La Federazione del PCI di Milano ha emesso le seguenti direttive per i membri che vengono richiamati dall'Esercito:

    • a) I membri devono presentarsi presso la rispettiva sede di Partito prima della partenza.

    • b) La tessera d'iscrizione al PCI e altri documenti del Partito verranno ritirati.

    • c) Una volta raggiunta la sede dell'assegnazione militare, i membri si presenteranno alla sede locale del PCI per ricevere ulteriori istruzioni.

    • d) La sede del luogo di partenza provvederà a inoltrare la tessera e i documenti di iscrizione alla sede del luogo di destinazione.

    • e) Il membro riceverà sostegno morale e materiale, oltre a spiego delle sue future attività, dalla nuova sede di Partito.

    • f) Il militare comunista deve comunicare tutte le informazioni di natura militare, ovvero: il personale del distaccamento a cui è assegnato e di altri distaccamenti noti al membro; i nomi dei comandanti e degli ufficiali; l'armamento e il dislocamento. Allo stesso tempo, membri selezionati saranno chiamati a condurre una campagna di propaganda per il PCI.

    • g) Il membro del PCI in servizio non deve rivelare la propria appartenenza al Partito e non deve conservare con sé alcun documento incriminante.


Analisi IA del significato e dell'importanza

1. Infiltrazione e Spionaggio Militare Sistematico

Questo documento dimostra un protocollo di spionaggio militare vero e proprio orchestrato dal PCI su scala capillare. Non si tratta di semplice propaganda o proselitismo tra le truppe, ma di un sistema strutturato per la raccolta sistematica di informazioni di intelligence militare sulle Forze Armate italiane (nomi degli ufficiali, arsenali, posizioni delle truppe, organici).

2. Misure di Sicurezza e Clandestinità (Compartimentazione)

Le istruzioni dai punti a a g delineano un rigoroso codice operativo clandestino:

  • Ritiro dei documenti identificativi: Il ritiro della tessera di partito prima della partenza evita che i coscritti possano essere identificati dalle autoritari militari come militanti comunisti durante le ispezioni.

  • Trasferimento riservato dei fascicoli: I documenti del militante viaggiano separatamente attraverso il canale interno del partito, dalla federazione di partenza a quella di arrivo.

  • Copertura ed "Elementi Dormienti": Al militare viene espressamente vietato di rivelare la propria appartenenza ideologica, agendo a tutti gli effetti come un agente in incognito o "coperto" all'interno della caserma.

3. Collegamento Globale del Fascicolo

Questo rapporto completa il quadro emerso dai documenti precedenti:

  • Nel documento del 25 febbraio 1949 (infiltrazione nelle Forze Armate), avevamo visto l'ordine del PCI di far arruolare i militanti più fidati nei reparti di specializzazione (come i radiotelegrafisti).

  • Questo documento del 10 dicembre 1948 ne rappresenta il presupposto operativo: mostra come venivano gestiti, controllati e impiegati i singoli coscritti o richiamati alle armi per trasformarli in fonti informative per la rete di intelligence del partito.

4. Valore per la Sicurezza Alleata (NATO)

Il periodo in cui viene redatto questo rapporto (dicembre 1948) precede di pochi mesi la nascita ufficiale della NATO (aprile 1949). La consapevolezza che la recluta comunista operasse come informatore e propagandista sotto copertura per la propria federazione locale costituiva una delle principali preoccupazioni per gli alti comandi militari americani e per gli apparati di sicurezza italiani (come il SIFAR), alimentando le successive campagne di depurazione ideologica all'interno dell'Esercito Italiano nei primi anni '50.



CIA RDP82-00457R002400290001-7 - 25 febbraio 1949

CENTRAL INTELLIGENCE AGENCY — RAPPORTO D'INFORMAZIONE

  • Paese: Italia

  • Oggetto: Partito Comunista Italiano (PCI) – Tentativi di infiltrare le Forze Armate Italiane

  • Data di distribuzione: 25 febbraio 1949

  • Numero di pagine: 1

  • Classificazione iniziale: Secret / Confidential (poi declassificato)

Testo del Rapporto

  1. A quanto si apprende, la Direzione del Partito Comunista Italiano (PCI) ha emesso ordini a tutte le sezioni del Partito affinché i giovani comunisti più fidati facciano domanda di arruolamento nel gruppo di 7.000 specialisti richiesto dal Ministero della Difesa, come recentemente pubblicizzato in tutta Italia.

  2. La Direzione del PCI ha inoltre richiesto a tutte le Federazioni di presentare un elenco di tutti i membri comunisti che hanno prestato servizio in unità specializzate delle forze armate italiane, in particolare radiotelegrafisti.


Analisi IA del significato e dell'importanza

1. Infiltrazione nelle Strutture Strategiche dello Stato

Questo breve ma denso documento di intelligence rivela la strategia attiva del PCI nei primi mesi del 1949 per infiltrarsi negli apparati di sicurezza e di difesa dello Stato italiano. Sfruttando un bando di reclutamento pubblico del Ministero della Difesa per 7.000 specialisti militari, i vertici del partito cercavano di posizionare militanti di comprovata fede ideologica all'interno delle Forze Armate.

2. Il Ruolo Chiave dei "Radiotelegrafisti" e delle Comunicazioni

L'attenzione specifica per i radiotelegrafisti e le unità specializzate è di primaria importanza militare:

  • Controllo delle informazioni: I radiotelegrafisti avevano accesso diretto alle comunicazioni cifrate, ai dispacci operativi e alle informazioni riservate della difesa.

  • Sabotaggio e Intelligence: In caso di conflitto armato o di insurrezione interna, il controllo delle linee di comunicazione militari da parte di elementi comunisti avrebbe consentito di intercettare i comandi dello Stato o di paralizzare la catena di trasmissione ordini della Difesa.

  • Collegamento con la rete clandestina: Operatori radio infiltrati potevano fungere da ponte di collegamento clandestino con la rete informale del partito o con gli apparati d'intelligence del blocco sovietico.

3. Integrazione con gli Altri Documenti

Questo documento si collega direttamente a quanto emerso nei rapporti precedenti:

  • Si integra con il documento sulle attività paramilitari del PCI (11 aprile 1949), che citava piani di sabotaggio in siti strategici come gli aeroporti di Foggia.

  • Conferma il ruolo del CARS (Centro Assistenza Reduci e Soldati), menzionato nel primo documento di Ascoli Piceno, indicato espressamente dalla CIA come strumento per effettuare infiltratazioni nelle Forze Armate e nella Polizia.

4. La Prospettiva dell'Intelligence USA

Per gli Stati Uniti, nel febbraio 1949 — mentre si definivano le trattative finali per l'ingresso dell'Italia nella NATO (sottoscritta due mesi dopo, ad aprile 1949) —, la certezza o il sospetto che le Forze Armate di un Paese alleato potessero essere infiltrate da quadri di un partito filo-sovietico rappresentava una vulnerabilità di massimo livello per la sicurezza collettiva occidentale.

Se hai altri documenti appartenenti a questo fascicolo o desideri approfondire una delle figure menzionate nei vari report, chiedi pure!


sabato 17 ottobre 2026

Storia del terrorismo italiano: 1956-2001

ESTRATTO IN OMAGGIO - Ingrandisci con il quadratino qui sotto e sfoglia le pagine. 
Una volta aperto il libro a tutto schermo, per ingrandire ulteriormente, cliccare sul +. 
Per sfogliare fai click sulle frecce ai lati.


Acquista il volume completo su Amazon:

Questo testo vuole essere un compendio di storia del terrorismo di supporto a chi volesse approfondire i temi sviluppati nella storia del terrorismo a fumetti. Rappresenta il punto di arrivo di oltre 15 anni di studi e l'obiettivo della mia intera carriera giornalistica, perché speravo di trovare una soluzione ai nostri delitti politici fin dai tempi dell'università. Naturalmente è un lavoro perfettibile, non definitivo, ma pone delle solide fondamenta ai futuri possibili aggiornamenti, perché c'è finalmente un filo conduttore che lega tutte le stragi di stato, c'è un movente chiaro, e in linea generale ci sono i mandanti e gli esecutori dei delitti. Non era facile riprodurre le spiegazioni che nella storia a fumetti vengono offerte dal tenente Colombo, ma qui trovate i documenti da cui sono scaturiti quei fumetti, documenti in gran parte originali e di fonte affidabile. Credo che questa spiegazione del terrorismo italiano, ad oggi, sia la migliore possibile, ben superiore agli esiti delle varie inchieste giudiziarie.




lunedì 21 settembre 2026

DALILEO, Il grande avversario di Cossiga

                                                           Giovanni Galloni, fonte: dati.camera.it


Nella scala gerarchica dei contatti più importanti e consolidati dell’STB c’è sicuramente DALILEO, nome in codice di Giovanni Galloni. Fu questi uno dei fondatori della corrente democristiana di sinistra denominata La Base. Fu amico di Ciriaco De Mita ed ex vicepresidente del CSM dal 1990 al 1994, ministro della pubblica istruzione dal 1987 all’89, durante i governi Goria e De Mita. Fu inoltre amico di Aldo Moro e durante una trasmissione televisiva dei primi anni Duemila, sulle reti Rai, raccontò di aver saputo da Moro che l’americana CIA e il Mossad israeliano si stavano infiltrando nella Brigate Rosse prima della strage di via Fani. Galloni pertanto fu una delle più autorevoli voci dalle quali partì, poi, la campagna di stampa contro la NATO quale presunta complice del terrorismo degli anni Settanta. 

E invece colpo di scena. Giovanni Galloni fu un contatto stabile dello spionaggio cecoslovacco fin dalla fine degli anni Cinquanta, quando i fondatori della Base si recarono a Washington per caldeggiare l’avvicinamento del governo democristiano verso il Partito Socialista, una soluzione molto gradita a Praga per indebolire il capitalismo all’interno della Comunità Economica Europea. Ve n’è traccia in due fascicoli del faldone 10443 dedicato all’Italia: il 118 sui giornalisti potenzialmente avvicinabili dall’STB, e il 384 dedicato a Giuliano Santoro, un avvocato romano che lo spionaggio cecoslovacco intendeva usare per inserirsi nel gruppo dirigente democristiano. 

Quello di Galloni è uno dei fascicoli misteriosi che furono cancellati probabilmente prima della caduta del muro. Ciò che si sa per certo è che questo suo fascicolo, il numero 367, fu spostato nel faldone 81071, sottofascicolo 110. Qui vi erano elencati tutti gli agenti, evidentemente già verificati, che inviavano rapporti cifrati al signor Klima, responsabile dell’ambasciata cecoslovacca. Inoltre, nel fascicolo 44165 è emerso che Galloni manteneva contatti con DOCENT, ossia Giuseppe Ferrarini. 

E’ il caso a questo punto di approfondire maggiormente il pensiero di Giovanni Galloni all’interno del mondo democristiano. Come detto, fu tra i fondatori della corrente di sinistra La base. Nel libro di Guido Gerosa e Gigi Moncalvo intitolato: “De Mita, il nuovo potere”, edito da Sperling & Kupfer, del 1982, vi sono dei dettagli interessanti. A pagina 53 si legge: “La base, principale corrente di questa sinistra, nasce il 27 settembre del 1953 in un convegno indetto a Belgirate sul Lago Maggiore. Presenti al battesimo sono una cinquantina di giovani democristiani, invitati dall’industriale e capo partigiano milanese Giovanni Marcora (che gli amici chiamano con il nome di battaglia di “Albertino”). Al raduno partecipano ex partigiani come Aristide Marchetti e giovani imprenditori come Gian Maria Capuani, ideologi di provenienza dossettiana, che tiene la relazione inaugurale. [...] Nel gennaio 1954 “La Base” diventa anche un giornale, diretto da Marcora. La corrente è ispirata da un giovane siciliano molto acuto, Giovanni Galloni.”

A quell’epoca Galloni si stava laureando in giurisprudenza. Era nato il 16 giugno del 1927, dunque era giovanissimo. Il particolare della data di nascita è stato fondamentale per identificare in questo importante esponente politico l’agente DALILEO. Difatti, essendo stato spostato il suo fascicolo dal faldone “Italia”, il nome di Galloni Giovanni è rimasto soltanto nell’inventario generale del faldone 10443 presente nel fascicolo (o sottofascicolo, come lo chiamano gli archivisti di Praga) 000. Tuttavia, senza la data di nascita non era possibile essere certi della sua identità. L’abbiamo verificata grazie a una ricerca richiesta direttamente all’archivio dei servizi segreti di Praga, riscontrando tutte le tracce che vi abbiamo esposto.

E’ altresì interessante conoscere le finalità con cui la corrente di Galloni stava nascendo alla fine degli anni Cinquanta, poiché diventa evidente l’affinità di questi politici con la politica estera dell’allora Cecoslovacchia, la quale propugnava di dividere la maggioranza italiana di governo e allontanarne una buona fetta dall’alleanza con la NATO. Pochi anni più tardi, dal 1964, La Base e la sinistra socialista diventeranno per l’STB e il KGB un canale riservato in Italia alternativo al sempre più ribelle PCI. Scrivono ancora Gerosa e Moncalvo a pagina 60: “La principale delle tesi basiste è quella dell’apertura a sinistra: propugnata per lungo tempo da Gronchi nell’isolamento, e ora sostenuta, sia pure con infiniti distinguo, da molti leaders della Democrazia Cristiana.” La Base viene accusata di “sinistrismo”, cioè di favorire le campagne del Partito Comunista. E’ sempre la corrente di Marcora e Galloni a farsi promotrice della nazionalizzazione delle industrie strategiche italiane, come del resto indicato anche dalla Costituzione. Alleato di questa corrente era infatti in quel momento uno degli uomini di stato più potenti: Enrico Mattei. “La Base - proseguono gli autori del libro su De Mita a pag. 61 - si rivela una formidabile università d’ingegni politici, forse più adatta a teorizzare che ad agire, ma sicuramente introducente una nota di nuovo acume politico nella società italiana. [...] Per poter sopravvivere nel difficile universo democristiano la Base ha affinato le sue capacità già notevoli di aggregazione. Si è saputa trasformare in una straordinaria massoneria, una consorteria di amici e di solidali, un clan che a volte prolifera clientele, ma che è sempre stato riservato a coloro che seguivano (e seguono) comportamenti politici e umani rigorosi.” 

Questa descrizione non deve ingannare i lettori che non conoscono la storia d’Italia. I pregi di quell’industria di stato voluta dalla Base non sono messi in dubbio dalla scoperta di Galloni tra le spie più influenti di Praga. Devono, piuttosto, far pensare a un lavoro sotterraneo dei Paesi Socialisti per trasformare quella che loro chiamavano politica assistenziale gravitante nell’orbita dell’universo capitalistico in un parastato italiano manovrabile dall’esterno del mondo NATO, come avverrà ad esempio dalla metà degli anni Sessanta con gli accordi che le aziende italiane stringeranno, grazie al governo DC-PSI, per costruire le loro filiali nell’URSS, con tutto quel che di torbido comporterà un simile pericoloso sodalizio: terrorismo economico, tangenti al PCI e ai partiti di governo, complicità negli affari del traffico internazionale di armi e droga.

Ed è su questa trasformazione che va a scontrarsi una delle ultime campagne politiche di Galloni: quella per dimostrare che Gladio Stay Behind fosse la vera base - scusate il gioco di parole - delle stragi e del terrorismo italiano degli anni Settanta. Non bastasse tutto ciò, Galloni fu un grande avversario politico di Francesco Cossiga, il quale durante il suo settennato alla Presidenza della Repubblica e quindi ai vertici del CSM privò Galloni di alcune deleghe nel suo compito di vicepresidente dello stesso organismo. Fu Oscar Luigi Scalfaro, successore al Quirinale di Cossiga, a restituire il mal tolto al suo collega democristiano nel 1992. 

Giusto o no che fosse questo provvedimento, è un fatto che in questa storia si ritrovarono a fronteggiarsi il principale accusatore della Cecoslovacchia quale mandante delle Brigate Rosse e l’accusatore di Gladio, una storia più grande di due giganti della prima repubblica italiana quali erano Galloni e Cossiga. Nativo di Paternò, Galloni è deceduto a Roma il 23 aprile del 2018.