giovedì 31 luglio 2025

Le indagini dell'FBI su Licio Gelli

 


Stamattina non avevo voglia di far niente e invece ho letto per caso sulla pagina Facebook di Michele Santoro che Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo su un dossier dell'FBI su Licio Gelli. 

E niente, la curiosità è più forte della mia poca voglia di lavorare e sono andato sul sito dell'FBI a fare una ricerca (ma quante volte l'avevo già fatta?) E sì in effetti adesso c'è un documento pdf intitolato Licio Gelli-final di 85 pagine, con molti omissis e non è certo la prima volta. Chiariamolo, non sono sicuro che Stefania Maurizi, la giornalista de Il Fatto Quotidiano autrice dell'inchiesta, abbia in mano lo stesso pdf che ho io, ma le leggi in America non sono come quelle italiane, sono uguali per tutti. Perciò è altamente probabile che sia così. 

Cosa c'è di importante nel mio pdf? Oddio, non così tanto per quel che ho potuto capirci. Dico quello che mi ha colpito e mi scuso se sottovaluto qualcosa. Che intanto questo dossier fu voluto dalla magistratura italiana di Milano, la quale a inizio anni '80 inviò un plico segretissimo con molti documenti dell'inchiesta. Veniva insomma richiesta una collaborazione all'FBI. Ecco nel dettaglio cosa c'è nella relazione dell'FBI. "In data 10 luglio 1981, il magistrato inquirente del Tribunale di Milano ha comunicato di essere stato in contatto telefonico con l’AUSA [omissis] del Distretto Sud di New York (SDNY), riguardo alla questione in oggetto, e desidera trasmettergli con urgenza una serie di documenti. I documenti saranno consegnati a mano a New York dall’AUSA [omissis] di Washington D.C., che viaggerà a New York con il volo Pan Am 111, con arrivo all’aeroporto JFK alle ore 15:15 ora locale. Lead - New York – Avvisare l’AUSA [omissis] dell’arrivo, per assicurarsi che l’AUSA [omissis] venga incontrata, poiché sarà solo in transito per Washington D.C. e non resterà a New York a lungo. Amministrativo – Ritrasmettere immediatamente a New York."

Ho chiesto a Chatgpt cosa fosse questo AUSA ed ecco il responso: "Nel documento, AUSA è l’acronimo di Assistant United States Attorney, cioè Assistente del Procuratore degli Stati Uniti. In pratica si tratta di un pubblico ministero federale che lavora sotto la direzione dell’United States Attorney (Procuratore degli Stati Uniti) in un determinato distretto federale, come ad esempio il Southern District of New York (SDNY) citato qui. Nel contesto del documento: L’AUSA è il magistrato statunitense che funge da interlocutore diretto con le autorità italiane (in questo caso il giudice istruttore del Tribunale di Milano). Viene menzionato che una AUSA da Washington D.C. porterà fisicamente i documenti a New York, dove un’altra AUSA dovrà assicurarsi di incontrarla perché lei è solo di passaggio."

Mi è parso interessante che Gelli fosse accusato, inizialmente anche e soprattutto di spionaggio. Poi la questione venne purtroppo superata da altri problemi, come ad esempio la fuga di Gelli in Svizzera e il suo successivo ritrovamento. Vedo però alcuni elementi che potrebbero risultare utili al mio lavoro di inchiesta sul Gelli doppiogiochista (in realtà inchiesta di Mino Pecorelli, non mia). 

Primo elemento. Nel 1982 fu accertato che Gelli aveva provato a telefonare al Segretario di Stato americano e non gli aveva risposto nessuno. Questa la traduzione del documento e il commento dell'intelligenza artificiale: "Il Dipartimento di Stato USA (DOS) ha informato che il 23 gennaio 1982 ha ricevuto una telefonata da Licio Gelli. Gelli ha dichiarato di trovarsi al "Hotel Pierre" a New York City e ha espresso il desiderio di parlare con il Segretario di Stato USA. Il rappresentante del Dipartimento di Stato ha rifiutato di parlare con lui e la chiamata è stata interrotta. Si ordina all’FBI di New York di condurre un'indagine discreta all’Hotel Pierre per verificare se Gelli fosse davvero lì."

Secondo elemento. Lo stesso Gelli si appoggiava a una ditta privata americana di investigazioni, la UNITED INTELLIGENCE, INC. Il contenuto nel dettaglio è questo: "Si fa riferimento a un messaggio precedente inviato da New York il 17 maggio 1984. L’indagine fatta a New York indica che un numero di telefono (682-4425) è intestato a una società chiamata United Intelligence, Inc., con sede al 63 East 42nd Street, New York. Poi vengono menzionati altri numeri di telefono e intestatari, ma questi dati sono omessi (redacted). Gli archivi di New York non hanno trovato nulla (negative) su tutti i nomi controllati, tranne uno. Questo nome compare in una lista di non immigrati ammessi in Canada tra luglio e dicembre 1969, che però non avevano rinnovato il visto. La lista mostra che questa persona, cittadino italiano con passaporto italiano, era entrata in Canada (a Toronto) il 27 settembre 1969 e che il visto era scaduto il giorno dopo, il 28 settembre 1969, senza che ci fossero più contatti da allora. L’indagine di New York riguardava attività della criminalità organizzata per introdurre clandestinamente immigrati illegali negli USA passando dal Canada. L’FBI conclude che al momento non sa se la persona trovata negli archivi sia davvero collegata al caso principale (cioè quello su Licio Gelli menzionato nel teletipo precedente)." Direi che sia piuttosto improbabile che la United Intelligence fosse una copertura per la CIA, anche perché l'FBI non censura questa informazione, ma semmai poteva essere un nome di copertura dei servizi dell'est. 

Terzo elemento, Licio Gelli aveva legami con un'azienda privata, la THERMAL DOWNDRAFT SYSTEMS (TDS), attiva nel New Jersey per importazione di forni a spruzzo per la verniciatura di automobili, ma non vi erano elementi che permettessero un'incriminazione. Nel dettaglio la relazione dell'FBI riporta queste notizie: "Informazioni sul soggetto: Il numero telefonico appartiene a un individuo con un indirizzo in Texas (registrato dal 19 agosto 1988). Possiede una patente di guida del Texas. Descritto fisicamente (altezza, peso, colore dei capelli e degli occhi, data di nascita – tutte queste informazioni sono oscurate). La patente è associata all’indirizzo già citato. Indagine sull'indirizzo e sull’azienda: All'indirizzo si trova un'azienda chiamata THERMAL DOWNDRAFT SYSTEMS (TDS). Anche se fisicamente a quella località, l’azienda è registrata nello stato del New Jersey. È una corporazione attiva con numero di charter 73415-6. TDS ha ottenuto il certificato per operare in Texas il 2 luglio 1987. Controlli finanziari: Il numero di sicurezza sociale associato al soggetto non ha mostrato salari, richieste o impieghi registrati. Chiamata pretesto (pretext call): Una chiamata al numero 214/556-1883 (riconducibile a TDS) ha indicato che l'azienda si occupa di importazione di forni a spruzzo per la verniciatura di automobili. Conclusioni dell’FBI: Dopo aver esaminato gli archivi, l’FBI di Dallas non ha trovato elementi negativi riguardo alla persona e all'azienda TDS."

L'indagine dell'FBI procede quindi a metà degli anni 80 con un'analisi degli articoli svedesi sulla morte di Olof Palme, e va a concludersi sospettando che il Gelli operasse negli USA con attività di copertura per nascondere un traffico di droga e flussi di denaro. Ma senza trovare riscontri concreti. Poi tutto svanisce e il dossier si conclude. 

L'FBI aprì un'indagine anche sulla massoneria americana, anche qui senza trovare tracce del passaggio di Licio Gelli. Le censure mi sembrano normali protezioni per la privacy. Bisogna ricordare che in Italia i fascicoli giudiziari recenti (degli ultimi 70 anni) non vengono di certo divulgati online con questa velocità, e le Commissioni Parlamentari, che una volta potevano bypassare la legge sul segreto d'ufficio, non allegano più alcun documento alle loro relazioni finali. 

Accidenti, la prossima volta che non ho voglia di far nulla non apro nemmeno questo dannato telefono!

mercoledì 30 luglio 2025

Baduel, da spia a "resocontista" di Berlinguer?

 


Uno dei più grandi giornalisti del quotidiano L’unità e più stimati all’interno del Partito Comunista era un collaboratore dell’Stb di Praga. Si chiamava Ugo Baduel. 

Da buon giornalista e studioso con un background culturale di centrodestra non ho mai avuto il piacere di leggere i suoi articoli. I miei modelli sono sempre stati altri: Enzo Biagi, Indro Montanelli, Roberto Gervaso, Mario Cervi. Da ragazzo mi avvicinai alla storia contemporanea leggendo questi illustri scrittori, perché quando volevo acculturarmi trovavo con facilità i loro libri. Mi bastava scartabellare nella libreria di mamma o di nonno. A casa, come quotidiano, non circolava certamente L’Unità, ma semmai il Messaggero, giornale molto più moderato, anche se di centrosinistra e con un’impostazione degli articoli più statalista. La digressione egocentrica serve perciò come giustificazione della mia ignoranza. 

Detto ciò, avevo selezionato il fascicolo 10443_345 perché a un primo screening dell’archivio cecoslovacco mi erano balzate agli occhi le molte pagine in italiano, specialmente quelle sull’ex Jugoslavia e sui rapporti tra Segni e Tito. Ora che ho una visione più completa della prassi spionistica dei Paesi Socialisti, e grazie anche all’intelligenza artificiale, che velocizza notevolmente la traduzione e la comprensione dei fenomeni, posso ricostruire l’origine di quelle pagine italiane che di seguito leggerete. 

Intanto Baduel. Chi era? I documenti non lasciano dubbi, soprattutto il numero 59 (con cui identifico la fotografia del documento e non il numero originale di protocollo). Baduel si chiamava di nome Ugo. L’aggiunta fu fatta a penna. Anche il confronto tra la biografia di Ugo Baduel e il “Baduel” del fascicolo cecoslovacco conferma che si tratta della stessa persona. Il “Baduel” di Praga, oltre a chiamarsi Ugo, al momento di essere contattato dall’Stb era corrispondente di Paese Sera (giornale in cui i cecoslovacchi erano praticamente di casa). Proveniva da ambienti cattolici. I fatti del fascicolo 345 si svolgono tra il 1960 e il 1961, ovvero quando Ugo Baduel era effettivamente un giornalista di Paese Sera. Dunque, il noto giornalista avrebbe venduto informazioni a Praga riguardo al Vaticano, all’Alto Adige, alla Jugoslavia, e sulla politica interna italiana. Poi sarebbe stato accantonato perché, come recita il documento 59, si scoprì che era iscritto al PCI, che evidentemente già da allora non era più considerato un partito amico del Patto di Varsavia.

La biografia ufficiale di Ugo Baduel l’ho estrapolata da una pagina del quotidiano L’unità del 23 aprile 1989, che fu il giorno successivo alla sua morte per un tumore. 

“Nato il 26 marzo del '34 a Perugia, giornalista professionista dal '60, corrispondente dell'Ora di Palermo notista a Paese Sera e poi, dal '63, all Unità. Ecco la biografia di Ugo Baduel, editorialista e inviato speciale del nostro quotidiano. Fu per 10 anni, dal '74 all'84, il resocontista ufficiale di

Berlinguer, che seguì ovunque, in tutti gli appuntamenti più importantı, e di cui scrisse una biografia. Il tumore sı manifestò 4 anni fa. Ma Baduel ha continuato a lavorare fino all'ultimo. La redazione lo ricorda così: riservato, ironico, quası spavaldo nel sopportare la sua malattia.”

Quel giorno tutti espressero il proprio cordoglio per la scomparsa di uno dei protagonisti della storia culturale repubblicana, a partire dal Presidente del Consiglio di allora, Ciriaco De Mita, e dal presidente del Senato, Giovanni Spadolini. 

Prendendo spunto dall’articolo firmato da Rossella Ripert, vorrei riportare le parole di De Mita: «Con la scomparsa di Ugo Baduel - ha scritto Ciriaco De Mita - Il giornalismo e la cultura perdono una figura di grande rilievo nello studio e nell'interpretazione dell'evoluzione delle grandi forze politiche italiane. Partecipo commosso al vostro dolore.” Renzo Foa, nell’articolo di fondo aggiunse questo ricordo: “Ho sempre pensato che fosse una grande firma dell’<Unità>, sicuramente la più letta, E che fosse ancora una grande figura del giornalismo italiano. Direi di più, un protagonista di un giornalismo ragionevole, ma di battaglia civile e politica, oggettivo ma forte e di parte. E quindi - me ne rendo conto adesso - un maestro.”

Baduel fu dapprima nella stampa della sinistra democristiana, poi divenne il “resoncontista” ufficiale dell’Unità sulla vita e sui discorsi politici di Enrico Berlinguer, in tutto il periodo più importante della carriera dello statista, dal 1974 ai momenti concitati del malore che lo uccise nel 1984. 

Ma allora perché Baduel aveva scelto di collaborare con il Patto di Varsavia? Purtroppo scomparve poco prima della caduta del Muro di Berlino e non potrà mai risponderci. Come avrebbe giudicato il nuovo corso del PCI nella seconda repubblica?

Ma restano senza una risposta altre due domande. Nei documenti che leggerete vi sono due gravi errori grammaticali: un <dà>, voce verbale senza accento e soprattutto un’<ha> del verbo avere senza acca. E’ difficile pensare a una semplice svista o a un errore di battitura. I rapporti che Baduel inviava a Praga erano scritti di fretta e senza cura per la forma? Un’altra domanda riguarda l’Alto Adige, sui cui fu chiesto a Baduel di fornire documenti riservati. Ciò significa che i membri del PCI potevano essere a conoscenza di un’intromissione del Patto di Varsavia sulla questione dell’indipendenza altoatesina. Perché dunque dopo il 1989 non si fece nulla per indagare sui depistaggi che questo e altri fascicoli dell’Stb documentano senza ombra di dubbio?


Documento 49

Valutazione

Praga, 20.1.1961

DICLOS - vero nome Baduel

giornalista de Il Paese, in precedenza ha lavorato per l'Azione Cattolica.

Presentazione: la presentazione ebbe luogo presso la sede dell’ambasciata nell'agosto 1960.

Il 7.10.60 un altro incontro, un altro il 14.10.60 e un altro il 19.10.60.

Incarichi: a BADUEL fu chiesto di occuparsi di notizie sul Vaticano e informazioni sulla situazione politica interna in Italia. Gli fu inoltre chiesto di portare vari bollettini vaticani e notizie sulla politica vaticana, di fornire notizie sulla NATO e informazioni per la preparazione del vertice NATO di dicembre, e di elaborare informazioni sulla persona del giornalista ARTISI/contatto con FRATTANI.

Incarico svolto: BADUEL ha portato a termine: ha consegnato un libro di documenti italiani sull'Alto Adige e alcuni brevi resoconti sulla situazione interna pre-elettorale, ha inoltre consegnato alcuni brevi resoconti sulla NATO e sulla politica vaticana.

Conclusione: non abbiamo ulteriori informazioni sulla persona di BADUEL. Il controllo non è stato effettuato.

FUKAN


Documento 59

3a commissione, 3a sezione.

Il 22 maggio 1962.

Proposta di salvare il contatto in archivio,

BADUEL UGO/nome in codice DICLOS/giornalista membro dell'IKS

Incontrò la persona in questione nell'agosto del 1960. Durante ulteriori contatti, gli furono chiesti rapporti sul Vaticano e sugli eventi politici interni in Italia, sulla preparazione della riunione NATO del dicembre 1960 e sull'elaborazione delle informazioni sulla persona del giornalista ARTISSI.

Il controllo di BADUEL non è stato eseguito.

Essendo membro dell'IKS (il PCI, ndr), ci fu un contatto con lui nel dicembre 1960 poi interrotto.

Date queste circostanze, propongo di salvare i risultati per un uso futuro.

cap. Jonak

Cap. Lamac F., Capo del 3° Dipartimento


Documento 33: il Papa 

Papa Giovanni XXIII ha ricevuto in udienza privata il Nunzio Apostolico in Italia, mons. Carlo Grano. Il prelato si sarebbe altresi incontrato con il card. Tardini alla segreteria di stato del vaticano. Secondo indiscrezioni trapelate in ambienti vicinissimi alla sede apostolica e solitamente bene informati risulterebbe  che mons.Grano avrebbe riferito al Papa sugli ultimi sviluppi della campagna elettorale italiana facendo presenti le difficoltà per la D.C. di riuscite in alcuni alcuni punti chiave senza l'appoggio delle destre. Mons. Grano avrebbe fatto notare a questo proposito che l'atteggiamento dell'azione Cattolica Italiana, che è talvolta di opposizione ad alleanze con i fascisti, potrebbe a lungo andare esser pericoloso" e che quindi sarebbe opportuno che certe "campagne" "polemiche" elettorali contro le destre, calassero di tonо. E' da tener presente a questo proposito che suggerimenti erano stati fatti al pontefice anche da alcuni cardintali notoriamente ritenuti come filo-destri. Non si conosce quale sia a questo proposito l'atteggiamento di Giovanni XXIII ma sembra certo che indirette disposizioni in materia politica verranno date noi prossimi giorni. A mons. Grano sarebbe stato dato incarico di svolgere più profondi e precisi sondaggi sugli orientamenti dell’elettorato cattolico e sui rapporti dei candidati D.C. con gli alleati di altri partiti. 


Documento 35: Enrico Mattei

Si è diffusa nei giorni scorsi la notizia che l'ing Mattei presidente dell'ENI ha stretto un accordo con il cartello internazionale del petrolio. Come è noto l'ENI aveva guidato negli anni passati una dura battaglia contro i petrolieri americani e inglesi che dominano il mercato mondiale. Mattei ebbe una bella vittoria prima in Italia e in Sicilia dove ottenne le concessioni di Gela, poi in Medio Oriente. Negli ultimi tempi però i giacimenti del Medio Oriente si sono rivelati poco fruttiferi e le spese fatte dall'ENI sono ormai tali da rendere sicuramente non redditizi i pozzi persiani. Anche in Italia l'ENI ha cominciato a perdere terreno e allora Mattei ha voluto fare un accordo con i suoi nemici di ieri. A questo scopo [h]a diminuito improvvisamente drasticamente il prezzo della benzina AGIP, mettendo in difficoltà le grandi compagnie ESSO e SCHELL.

Queste ultime sono allora venute a patti si à realizzato un accordo che garantisce a Mattei "tranquillità" nell'Italia continentale, mentre da (sic) mano libera ai petrolieri in Sicilia. Ugualmente a Mattei è garantita la zona persiana che però, come abbiano detto, è poco fruttifera.

Mattei in questi giorni sta anche tentando di tornare all'alleanza con Fanfani che aveva abbandonato all'epoca del governo Tambroni. Il prezzo della nuova intesa che serve molto a Fanfani per i finanziamenti che l'ENI può concedere alla sua corrente per le grosse operazioni in sede governativa che Mattei può aiutare a condurre a termine, dovrebbe essere la nomina a Presidente dell'IRI (Istituto di Ricostruzione Industriale) di un uomo "fedele" di Mattei. L'IRI è senza presidente da circa un mese, essendo morto l'on.Fascetti. Ora Mattei vorrebbe che fosse nominato : o il Presidente della "TERNI", Sette, o il Vicepresidente dell'ENI, Cefis. Per contro la confindustria punta sul presidente della Finsider, Manuelli o sul presidente della Fincantieri, Giorgio Tupini (figlio del senatore dc); la DC di destra vuole o Tupini o il prof. Giacchi; infine socialdemocratici e repubblicani vogliono il prof. Visentini o lo stesso on. La Malfa. La presidenza dell'IRI è molto importante e la lotta è accanita: si pensa però che Mattei avrà la meglio e che dopo le elezioni Fanfani nominerà un uomo dell'ENI. Nell'attesa Mattei ha ripreso i finanziamenti ai fanfaniani che aveva sospeso da quasi un anno.


Documento 37: la Francia

L'approvazione da parte dell'Assemblea francese del progetto di de Gaulle per la creazione di una “forza d’urto” francese più libera da troppo stretti legami con la NATO, non ha provocato reazioni ufficiali da parte del Governo italiano. Alla Farnesina si  è fatto osservare che finora il progetto non è uscito dalla sede legislativa parigina e che nessuna autorità della NATO ha espresso ancora un giudizio circa le intenzioni di De Gaulle. Formalmente quindi in posizione di Roma è questa: aspettare le reazioni del Comando NATO di Parigi, ponderare con attenzione i "pro" e i contro del progetto De Gaulle, coordinare un atteggiamento comune con gli altri membri dell'alleanza atlantica. 

Confidenzialmente è stato però sottolineato, sempre negli ambienti della Farnesina, che l’Italia nutra non poche diffidenze nei confronti del progetto della “forza d'urto" francese. Esso, si osserva, indebolirebbe, una indebolirebbe, una volta attuato, i legami fra i paesi della piccola Europa e gli altri paesi occidentali; parallelamente aprirebbe la strada ad analoghe, possibili iniziative della Germania di Bonn e simili iniziative tedesche non potrebbero non generare un grande allarme.


Documento 39: l’Alto Adige

Secondo voci che circolano con insistenza negli ambienti politici romani, il ministro degli Esteri on. Segni intenderebbe dimettersi dopo la conclusione del dibattito all'ONU sulla questione altoatesina. Segni non avrebbe voluto partecipare all'attuale" le Gabinetto Fanfani, ma vi fu costretto dalle insistenze dello stesso Presidente del Consiglio che non voleva raccogliere la pesante eredità del problema altoatesino. Ora Segni, risolta la vertenza con l'Austria, vorrebbe ritirarsi per prepararsi in un isolamento politico assoluto che oggi gli sarebbe vantaggioso, alla realizzazione del sogno di essere eletto nel 1962 alla Presidenza della Repubblica in sostituzione di Gronchi che certamente non sarà più eletto. verrebbe Il Ministero degli esteri con l'attuale Governo verrà rilevato dallo stesso Fanfani.


Documento 41: l’Inghilterra

Ai primi di novembre sarà a Roma il "premier" inglese Macmillan. Temi dell'incontro con i governanti italiani saranno

1) la questione monetaria in relazione alla paventata possibilità di una svalutazione del dollaro che comporterebbe gravi contraccolpi per l'economia dell'Europa occidentale.

2) il regolamento dei rapporti petroliferi internazionali. Le grandi compagnie anglo-americane hanno protestato per l'azione dell'ENI volta a impostare rapporti direttamente con i paesi produttori e consumatori di petrolio, senza passare attraverso il controllo del "cartello internazionale”. In proposito è molto criticata l'azione dell’ENI in Iran. L'Italia, nei colloqui con Macmillan, ha tranquillizzato il cartello riaffermando che l'ENI ha ignorato il "cartello" solo nei casi in cui si presentasse particolarmente vantaggiosa per tutti una trattativa bilaterale con il paese produttore: cioè nel caso dell'Iran. Per il fumuro l'Italia, anche in rapporto al nuovo accordo siglato ufficiosamente fra ENI e compagnie americane, garantirebbe a Macmillan la massima disciplina nel settore del petrolio. 


Documento 43-46-45-44: la Jugoslavia

1) Il ministro degli Esteri jugoslavo, Popovic, sarà ospite del governo italiano dal 1^ al 4 dicembre. La notizia, non ancora ufficiale, è confermata ufficiosamente sia negli ambienti della Farnesina che in quelli dell’Ambasciata jugoslava.

Negli ultimi tempi i rapporti italo jugoslavi sono molto migliorati. Tito, di passaggio per l'Italia al ritorno da New York, ha dichiarato "cordiali" le attuali relazioni con Roma. Questa dichiarazione va messa in relazione con l’incontro Tito-Segni svoltosi ai primi di ottobre negli Stati Uniti.

La Jugoslavia inopinatamente si schierò con l'Austria in sede di Comitato di Presidenza dell'ONU e sostenne in occasione della discussione sull’iscrizione della questione altoatesina all’ordine del giorno dell’Assemblea Generale, la tesi di Kreisky (ministro degli esteri austriaco).

Secondo quella tesi di Vienna la questione dell’Alto Adige andava iscritta come “problema della tutela della minoranza austriaca nel Sudtirolo". Belgrado accettò questa azione sostenuta da Vienna per il semplice motivo che essa, se approvata, avrebbe permesso alla Jugoslavia di usare nel futuro ed eventualmente la dizione "minoranza jugoslava” (invece che quella “minoranza slava”) per quanto riguarda la questione delle minoranze in Carinzia (Austria). 

La tesi austriaco-jugoslava fu battuta nel Comitato di Presidenza dell’ONU e la questione altoatesina fu inscritta all’o.d.g. come problema di applicazione dell’accordo De Gasperi-Gruber, secondo quanto sostiene l’Italia. In quella occasione, Romania, Bulgaria e URSS si astennero, un fatto che fu sottolineato come “notevole” e “interessante” nel rapporto di Ortona (delegato italiano dell’ONU) alla Farnesina. 

Il documento relativo, inviato da Ortona, con la stampigliatura “segreto” fu pubblicato in una foto comparsa sul giornale “Paese” senza che giungessero smentite.

Dopo l’incontro Tito-Segni si ritiene che la Jugoslavia muterà atteggiamento nei confronti dell’Italia sulla questione altoatesina. La visita di Popovic dovrebbe ratificare il “nuovo corso” nei rapporti (ormai politici oltreché commerciali) fra Roma e Belgrado. Si apprende anzi che Tito, ringraziando il Governo Fanfani per le accoglienze ricevute in Italia, ha chiesto che alla visita di Popovic in Italia faccia riscontro un viaggio di Segni a Belgrado in preparazione di un incontro al livello dei Presidenti del Consiglio cui dovrebbe fare seguito infine una conversazione al massimo livello, fra Gronchi e Tito.

Belgrado sembra molto interessata a rendere “stretta e cordiale” l’intesa con Roma.

2) “Agenzia diplomatica” è una agenzia diretta da Calef (il direttore socialdemocratico del settimanale “il punto”). Calef è stato a lungo nelle file dei diplomatici della Farnesina ed è il portavoce più autorevole dei così detti “man-man”, ovvero dei fanfaniani favorevoli a una politica di stretta intesa dell’Italia con i paesi neutrali, di buoni rapporti con i paesi socialisti e di più dinamica iniziativa (in senso britannico) nell’ambito dell’Alleanza Atlantica.

3) Mons. Floyd F. Fischer, capo della "Carità Diocesana di Omelia", negli Stati Uniti, ha compiuto nei giorni scorsi una visita nella sede in Roma della Pontificia Opera di Assistenza. La POA diretta da mons. Baldelli che è autorevolissimo in Vaticano, ha un traffico di miliardi soprattutto con gli USA. Da Washington la POA ottiene enormi quantità di “surplus” agricoli e denari che sono frutto sia di sottoscrizioni di cattolici americani che di sovvenzioni del governo. Va ricordato che nel 1957-58, in relazione con lo “scandalo Giuffrè”, emerse che la POA aveva rivenduto ai poveri da essa assistiti la farina ricevuta “gratis” dall’America e che usava i denari raccolti da organizzazioni del tipo di quella diretta dal potente mons. Fischer per speculazioni bancarie. I colloqui Baldelli-Fischer hanno riguardato quindi le questioni economiche ma anche l’azione politica e di spionaggio che svolge l’ONARMO (sempre diretta da mons. Baldelli) attraverso i “cappellani del lavoro” e attraverso le “missioni mobili”, nei paesi dell’est e dell’Asia. 


martedì 22 luglio 2025

Alto Adige, quei depistaggi dall'est


Domenica 10 marzo 1963, Berlino Ovest. Uno studente di 21 anni muore nel suo appartamento, dilaniato da un devastante ordigno rudimentale che stava fabbricando. Si chiamava Hans Jurgen Bischoff. Stava pianificando un attacco dinamitardo contro il muro di Berlino, eretto dalla Germania Est pochi anni prima per dividere le due parti della città, occupate dagli eserciti dopo la seconda guerra mondiale.

Le indagini sul passato del giovane portarono gli investigatori a collegare questa attività terroristica in territorio tedesco dell’ovest con il terrorismo altoatesino. E’ una sorta di crocevia per comprendere i mandanti degli attentati avvenuti in Alto Adige. Dopo il fortuito incidente di Berlino Ovest, i giornali dei Paesi socialisti cercarono immediatamente di collegare il povero Bischoff a presunti gruppi neonazisti, nonché alla centrale del controspionaggio della Germania Ovest, ovvero il BND, nel quale operava l’ex nazista Reinhard Gehlen. Al contrario, sul giornale occidentale Der Spiegel, veniva narrata una storia molto diversa. 26 marzo 1963: secondo l’articolo intitolato “Tracce nel nulla”, Bischoff non avrebbe fatto parte, come inizialmente si ipotizzava, di gruppi neonazisti come il "Bund Nationaler Studenten", bensì a un’ideologia pangermanica di epoca Ottocentesca, che il ragazzo aveva acquisito nel 1959 in Alto Adige. Qui imparò anche i trucchi per fabbricare ordigni artigianali. La bomba che gli fu fatale era identica - secondo gli inquirenti - a quelle usate dagli altoatesini. Tornato in Germania, il giovane avrebbe acquistato una guida pratica sulla guerriglia partigiana pubblicata dall’Associazione svizzera dei sottufficiali di Bienne. Si tratta di un libello molto famoso scritto da un maggiore dell’esercito svizzero, Hans Von Dach, il quale, prevedendo che l’esercito della neutrale Svizzera non sarebbe riuscito a impedire un’invasione di un esercito nemico, indottrinava i giovani sull’uso delle armi, affinché si predisponessero alla guerriglia partigiana. Ogni cittadino - secondo Von Dach - poteva diventare un buon sabotatore. Un articolo uscito sul Giornale del Popolo il 7 gennaio 1989 affermava che questo libello fu la principale fonte di ispirazione del terrorismo nero e rosso degli anni Settanta, tanto da spingere le autorità della Germania Ovest a proibirne la vendita. 

Quando la polizia di Berlino Ovest andò a perquisire la cantina di Bischoff, nel marzo del 1963, trovò, oltre a un intero arsenale di armi, anche il libello di Von Dach. E non solo. “Tra i documenti sequestrati - scrisse Der Spiegel - c'era una bozza di un "Manifesto tedesco", in cui un gruppo di studenti, i cui nomi erano sconosciuti, criticava "l'atteggiamento codardo dell'Occidente" e lamentava il fatto che i politici della "città sulla riva sinistra" di Bonn non avessero fatto nulla "per liberare finalmente i nostri fratelli nella Germania centrale dal dominio straniero".”

Chi convinse il povero ragazzo ad entrare nel torbido ambiente della guerriglia urbana? E’ possibile che Bischoff fosse stato addestrato dalla DDR a compiere attentati a Berlino Ovest e in Alto Adige?

Il sospetto è alimentato dal fatto che ho trovato altri documenti che provano i continui depistaggi dell’Stb cecoslovacco in Alto Adige. Durarono per tutti gli anni Sessanta. Sto parlando del fascicolo 10443_121, volume 2. Questa rassegna dimostra che l’obiettivo era proprio di convincere l’opinione pubblica che gli attentati altoatesini fossero pianificati dal BND della Germania Ovest. Reinhard Gehlen fu il bersaglio preferito della disinformazione russo-cecoslovacca. Molto denaro fu speso dal Patto di Varsavia per ottenere dei depistaggi perfetti (anche in stile P2), e pare che i risultati furono eccellenti.

Nei numerosi documenti che propongo di seguito, l’inserimento dell’Stb cecoslovacco sembra limitarsi al depistaggio ideologico, anche se si tratta di un’attività molto prolungata nel tempo e assai impegnativa dal punto di vista finanziario. Ciò lascia pensare che il Patto di Varsavia avesse strutturato il suo intervento nella questione altoatesina come un mosaico di progetti operativi, suddivisi tra i vari Paesi socialisti, in perfetta sintonia con il concetto di mutuo soccorso previsto dall’economia comunista. Probabilmente fu il Kgb a coordinare gli eventi, lo si può evincere bene dagli ultimi documenti che leggerete, redatti dal controspionaggio di Praga. L’Stb si specializzò nell’aspetto culturale-ideologico, la Stasi - io credo - su quello operativo-terroristico. E’ soltanto un’ipotesi, ma sono obbligato a sbilanciarmi, perché la documentazione che leggerete non lascia dubbi sulla matrice dei depistaggi e sui risultati che ne scaturirono. Forse partirono proprio da lì i sospetti sul coinvolgimento di Gladio Stay Behind nel terrorismo altoatesino e le ricostruzioni che ancora abbiamo su questi eventi fu gravemente condizionata dai falsi volantini partoriti dalla mente diabolica dei cecoslovacchi. Come si potrebbe pensare che, dopo anni e anni di depistaggi per accusare il BND, Gehlen, la NATO, di aver armato la mano di Norbert Burger e dei suoi terroristi altoatesini, qualcuno nella stessa NATO avesse deciso di dare ragione ai depistatori e avesse iniziato a compiere davvero degli attentati?



Documento 9-11

Segretissimo

Il Partito Popolare Austriaco e il problema dell'Alto Adige.

Rapporto dell'agenzia.

Conferenza dei Ministri degli Esteri di Austria e Italia sul problema

La conferenza sull'Alto Adige, originariamente prevista per il 7 novembre 1962 a Innsbruck, fu rinviata a causa dell'intervento diretto del Partito Popolare Austriaco (OeVP) a Roma. L'iniziativa fu presa dal Segretario Generale dell'OeVP WITHALM. L'OeVP era particolarmente preoccupato che l'incontro di KREISKY & PICCIONI avrebbe influenzato i voti a favore del Partito Socialista Austriaco (SPOe). Dopo trattative con la dirigenza del Partito Cristiano Democratico in Italia, all'OeVP fu raccomandato da Roma di trovare una valida motivazione in base alla quale il governo italiano potesse rinviare la conferenza. Le elezioni austriache non potevano essere un motivo per annullare la conferenza. In seguito a questa raccomandazione, i rappresentanti dell'OeVP fecero pressione per la nomina di due rappresentanti tirolesi nella delegazione austriaca che avrebbe dovuto partecipare alla conferenza. Questo atto fu motivo sufficiente per il governo italiano, che dichiarò che la partecipazione dei rappresentanti tirolesi avrebbe modificato la natura dell'incontro e propose il rinvio della conferenza.

Tuttavia, la dirigenza dell'OeVP è attualmente scettica sull'ulteriore sviluppo dei negoziati con l'Italia. È molto probabile che la prossima conferenza sull'Alto Adige si svolga al più presto nel giugno 1963, in vista delle elezioni parlamentari italiane di primavera. Il governo italiano non sarà disposto a intavolare negoziati ufficiali con l'Austria prima di queste elezioni. Un eventuale incontro anticipato tra i ministri degli esteri dei due Paesi sarebbe visto solo come un gesto amichevole da parte della Democrazia Cristiana italiana nei confronti del OeVP.

Il governo austriaco non ha nuove proposte o piani per risolvere autonomamente la questione altoatesina. Tuttavia, prima che possano aver luogo nuovi negoziati, intende prendere nuovamente le distanze dalle azioni terroristiche in Alto Adige. Il governo italiano non ha adottato misure decisive contro i terroristi.

Il governo austriaco ha una posizione piuttosto difficile a questo riguardo, che può essere caratterizzata in 2 punti: 1) È, da un lato, la mentalità degli abitanti del Tirolo austriaco, che

sono contrari a una politica di tolleranza e a negoziati infiniti e chiedono che la libertà per l'Alto Adige venga imposta, anche con la forza. Il deputato KRANEBITTER, presidente dell'organizzazione nazionalista Berg Isel Bund, non è solo un leader riconosciuto dei contadini tirolesi cattolici, ma anche un caro amico del Ministro dell'Agricoltura bavarese HUNDHAMMER. Tramite lui è anche in contatto con il Ministro per gli Incarichi Speciali della Germania Ovest KRONE. Inoltre, si dice che KRANEBITTER sia un confidente di O. HABSBURG in Tirolo.

2)Dietro gli attentati terroristici in Alto Adige ci sono ambienti della Germania Ovest. La Polizia di Stato austriaca (STAPO) e la polizia italiana sarebbero ben informate su questo atto. Per questo motivo, la polizia austriaca non può accusare troppo apertamente i responsabili delle attività terroristiche. 


Documento 13

Estratto dal rapporto del 4° dipartimento/Vienna, n. 11418 del 12.12.1562.

Il governo austriaco continua a impegnarsi affinché l'NSR (Germania Ovest, ndr) intervenga a favore dell'Austria nella questione altoatesina con il governo italiano. Durante la visita di LUBKE in Austria, STEINER è intervenuto presso SCHROEDER, e anche il Ministro KLAUS è intervenuto presso Adenauer presso l'NSR. In occasione dei festival musicali di Salisburgo di quest'estate, questa richiesta è stata nuovamente presentata a KRONE. Circa due settimane fa, il presidente del BERG-Isel-Bund KRANNEBITTER e il Ministro KLAUS & GLOBKE, in cura a Bad Gastein, si sono incontrati. Il Ministro KREISKY ha riferito sui suoi negoziati con PICCIONI durante la riunione del VS-OSN del 12.10.62 alla sessione di Innsbruck. PICCIONI avrebbe accusato KREISKY dell'atteggiamento tiepido del governo austriaco nei confronti degli atti terroristici. Le autorità italiane avrebbero prove sufficienti per dimostrare che tale attività è sostenuta dall'ala destra dell'OeVP, dell'FPOe e dei politici tirolesi. Si dice che i circoli menzionati abbiano creato un'associazione terroristica con elementi provenienti dalla Baviera. In origine, il centro di questa associazione era il BERG ISEL BUND, che tuttavia trasferì questa attività ad altre organizzazioni, la più importante delle quali è il cosiddetto Centro di informazione per la politica europea in Monaco. In questa organizzazione, l'addetto stampa della direzione provinciale dell'FPOe, il Dr. HARDT STREMAYR, ex membro del NSDAF e secondo vicepresidente del BERG ISEL BUND, svolge un ruolo importante. H. è anche un conoscente intimo del Dr. ZIMMER-LEHMAN e del Ministro KLAUS. Alla luce della reazione negativa degli attuali funzionari del governo provinciale e del BERG ISEL BUND, ha dichiarato che il Ministero degli Esteri austriaco sta ora concentrando i suoi sforzi per confutare le affermazioni di PICCIONI e il suo sostegno alle attività terroristiche dei politici dell'OSVP, dell'FPOe e del Tirolo. Secondo le informazioni provenienti dagli ambienti dei socialdemocratici italiani di destra, KREISKY non esclude che i comunisti siano coinvolti in alcuni atti dei terroristi. Tuttavia, KREISKY non è stato in grado di fornire prove concrete a sostegno di questa ipotesi. In questa occasione, K. ha affermato che, per impedire ai comunisti di utilizzare le attività terroristiche per propaganda contro la destra, è necessario prendere nettamente le distanze e condannare le attività dei terroristi.

Praga 13.12.1962


Documento 15

Informazioni sull'attentato a INTURIST nel centro di Berlino.

Durante le indagini sull'attentato alla sede di Berlino Ovest dell'INTURIST, la polizia di Berlino Ovest ha scoperto che l'esplosivo trovato nella cantina di BISCHOFF (che, come noto, si è fatto esplodere mentre preparava una bomba nel suo appartamento) proveniva dai magazzini della Bundeswehr. Tuttavia, non è ancora stato stabilito da dove provenisse. Inoltre, è emerso che lo stesso esplosivo viene utilizzato negli attentati in Alto Adige. Questo esplosivo è stato utilizzato anche negli attentati al "sed". Poiché non si sono verificati ulteriori attentati a Berlino Ovest dopo la morte di BISCHOFF, la polizia di Berlino Ovest conclude che questi siano stati eseguiti da BISCHOFF. Finora non sono stati identificati complici.


Documento 17-19

7 febbraio 1962

Ministro dell'Interno

Caro compagno ministro

Nel 1962, con l'invio di volantini in Alto Adige, venne attuata la misura SEVER, il cui obiettivo era quello di aggravare la disputa austro-italiana su questo territorio e, in particolare, di suscitare sospetti contro NSR (Germania Ovest) di un'ingerenza segreta in tale disputa, contro gli interessi dell'Italia. Ciò avrebbe dovuto incoraggiare l'opinione pubblica italiana verso il revanscismo tedesco-occidentale. In Austria e in Italia AO SEVER ha raggiunto con successo il suo obiettivo. 

Secondo le prime notizie, il 3 febbraio 1962, il quotidiano provinciale "Alto Adige", pubblicato a Bolzano, pubblicò una fotocopia dell'ultima parte del volantino, una traduzione completa e una lettera di presentazione. Il giornale descriveva il volantino come la prima manifestazione ufficiale di un gruppo neonazista e tedesco che mirava a sfruttare la questione altoatesina per creare un Grande Reich tedesco e che si univa a organizzazioni terroristiche esistenti. Il movimento veniva descritto come sufficientemente forte da lanciare un'offensiva propagandistica. Il suddetto articolo fu letto il 4 febbraio 1962 in tutti i principali quotidiani italiani: Unità (KSI), Avanti (ISS), Popolo (organo ufficiale della Democrazia Cristiana), Tempo (giornale di estrema destra), Messaggero (giornale governativo di destra), Paese (giornale di sinistra). I giornali citati citano i punti salienti del volantino e lo caratterizzano come manifestazione di un chiaro orientamento nazista. 

Il maggior spazio è dato al volantino del quotidiano governativo Messaggero, in cui si afferma che la polizia, che ha sequestrato diversi volantini, non sta cercando di scoprirne la fonte e che - cosa più regolare in tutto il senso e in cui si realizza lo scopo principale dell'azione - è quasi certo che la sede dell'organizzazione sia nella NSR.

I giornali aggiungono che i volantini vennero spediti per posta in grandi quantità. Il 4 febbraio 1962, un articolo simile fu pubblicato anche dai giornali austriaci Volksstimme & Kleine Volksblatt.

Alla neonata organizzazione, ancora sconosciuta, che cerca di interferire nella lotta politica in Alto Adige, come affermano i documenti, vengono attribuiti notevole importanza e potere. L'organizzazione è stata inventata dai suoi fondatori. Dato che si è affermata con successo, continueremo le azioni con l'obiettivo principale di fornire all'Italia prove dell'attività terroristica in Alto Adige.

Dopo aver raccolto tutti i materiali ci metteremo in contatto con lei, compagno Ministro, in modo più dettagliato.

Con cordiali saluti

Documento 21

Capo I, Ministero dell'Amministrazione degli Interni

Colonnello Josef Houska

A Praga il 7 settembre 1962

TOP SECRET

Caro compagno capo,

In allegato vi invio un'analisi della risposta del 3° Reparto dell'AO SEVER II e vi chiedo di inviare l'allegato al Capo del 3° Reparto, Tenente Generale Lamač, dopo averlo esaminato.

Trattandosi di un'azione di successo e ben condotta, che ha causato disaccordi tra importanti paesi della NATO, si raccomanda di elogiare il 3° Reparto e l'iniziatore dell'azione, il Capitano di Vascello Ráliš. Ciò contribuirebbe all'attivazione di attività offensive nei reparti operativi.

Capo del XVIII Dipartimento


Documento 23-25-27

Analisi della risposta all'evento SEVER II.

Questo giugno, il nostro 3° reparto in Italia ha condotto l'Operazione SEVER II. Essa faceva seguito all'Operazione SEVER I e mirava a incoraggiare l'opinione pubblica italiana a resistere al revanscismo e al pangermanesimo tedesco-occidentale. Vennero sfruttate la tradizione e le attività revansciste dei tedeschi nell'Alto Adige.

L'azione consisteva nella distribuzione di un volantino nelle città dell'Italia settentrionale, che chiedeva il concentramento dei soldati tedeschi nell'esercito italiano e l'istituzione di centri di addestramento speciali, ufficiali di origine tedesca e un comando tedesco in queste unità tirolesi. Il testo del volantino era scritto in un tipico spirito pangermanico-revanscista.

Il quotidiano tedesco AKTUEL (portavoce del ministro filo-tedesco STRAUSS) ha pubblicato il nostro volantino nel suo 35° numero del 1° settembre a pagina intera e ne ha dedicato un'altra a un commento, la cui traduzione è allegata. Il commento descrive essenzialmente il volantino come una falsificazione realizzata in Italia allo scopo di fomentare sentimenti contro il pangermanesimo tedesco-occidentale. Il commento attacca duramente i funzionari italiani e, citando indiscrezioni provenienti da ambienti di polizia, identifica l'agenzia di stampa italiana ITALIA come la distribuitrice del volantino. Indica l'azione come un'attività sovversiva all'interno della NATO, di cui quest'ultima dovrebbe occuparsi, e sottolinea che l'Italia rischia di perdere il suo prestigio in questo modo. L'articolo discute la possibilità e le condizioni per un eventuale dispiegamento di unità tedesche nell'Italia settentrionale. Il commentatore menziona anche alcuni errori tecnici commessi dai tedeschi nell'azione. Tuttavia, li usa come prova per incriminare l'Italia.

Il volantino e i commenti anti-italiani furono apparentemente pubblicati intenzionalmente sulla stampa della Germania Ovest con l'obiettivo di aiutare i tedeschi sudtirolesi nelle loro attività anti-italiane. Pur prendendo le distanze dalla paternità del volantino, i tedeschi ne assicurarono la distribuzione e ne forzarono la diffusione.

Le autorità italiane, che hanno mantenuto segreta l'esistenza del volantino, ne hanno discusso. La vera posizione dell'autore dell'articolo emerge chiaramente dall'osservazione che la distribuzione del volantino è rivolta agli altoatesini "che soffrono già abbastanza".

In questo momento, la coscrizione obbligatoria avrà luogo in Italia e il governo italiano ha quindi serie ragioni per mantenere segreto il volantino e impedirne la distribuzione. Se non reagisse agli attacchi dolosi tedeschi (il che è improbabile), significherebbe accettare tutte le accuse sopra menzionate con tutte le conseguenze, incluso il rischio di una risposta sfavorevole nella NATO. Tuttavia, se la stampa italiana reagisse, le contraddizioni italo-tedesche si aggraverebbero ulteriormente e, di conseguenza, la cooperazione nella NATO verrebbe compromessa. La risposta italiana deve essere monitorata attentamente.

Il Rudé právo di oggi pubblica un articolo sulle attività revansciste tedesche nell'area del nostro evento e segnala anche i volantini incendiari distribuiti dalla Germania Ovest. L'articolo afferma che alcuni giornali della Germania Ovest stanno stampando questi volantini, esultando per essi come "una nuova manifestazione dell'irrefrenabile consapevolezza della popolazione tirolese". È quindi probabile che anche altri giornali della Germania Ovest, di cui non disponiamo, abbiano reagito al nostro volantino. La nostra partecipazione all'evento è rimasta invariata.

Valutazione:

I documenti precedenti sono completamente segreti. L'operazione SEVER II ha raggiunto con successo il suo obiettivo e ha contribuito a provocare una controversia più aspra e una dichiarazione più seria da parte dei paesi NATO di quanto inizialmente previsto. Il commento nella lettera di STRAUSS suggerisce che la controversia potrebbe estendersi ai negoziati e alle attività ufficiali della NATO. Per raggiungere questo obiettivo, raccomandiamo di preparare e attuare la prossima fase dell'operazione SEVER II, ovvero:

Continuazione dell'evento:

Preparare un altro volantino che farà riferimento al precedente e, oltre all'espansione in Italia, verrà inviato anche ai partecipanti alla conferenza NATO che si terrà a dicembre. 

Nel volantino verranno spiegati gli obiettivi delle richieste del volantino precedente: in caso di stato di guerra, i battaglioni richiesti di tedeschi tirolesi saranno aumentati a reggimenti e la regione dell'Alto Adige sarà inoltre occupata da una divisione tedesca, che sarà in grado di garantire in modo affidabile gli interessi della NATO nella zona, indipendentemente dalla situazione del resto dell'esercito italiano.

Inoltre, il volantino, utilizzando un modulo appropriato, intende dissipare i dubbi sull'esistenza dell'organizzazione Freikorps Deutsche Einheit da noi inventata e sollecitare la creazione di loro sezioni, che per motivi di cospirazione dovranno operare in modo indipendente per un certo periodo.

Tema:

Il successo di questo evento conferma la correttezza del metodo utilizzato. Raccomandiamo pertanto di organizzare un evento simile nelle zone di confine francesi e, con un'attenzione filo-francese invertita, nel Saarland.

A Praga il 7 settembre 1962


Documento 35-37

Il 12 giugno 1963. 

Secondo informazioni del quotidiano austriaco Salzburger Nachrichten del 4 febbraio 1963, all'inizio di febbraio 1963 il giudice istruttore italiano presso il tribunale di Bolzano, dott. MARTIN, intentò una causa contro 85 altoatesini in relazione agli attentati dinamitardi commessi principalmente nel 1961 in Alto Adige.

Come istigatori e autori sono state identificate 27 persone, tra cui l'ex segretario generale dell'UDC Dr. STANEK, nonché i cittadini austriaci Dr. Heinrich KLIER e Wolfgang PFAUNDLER.

Tutte le altre persone, indipendentemente dalla loro partecipazione all'attività sopra menzionata, sono definite nella causa come "co-partecipanti spirituali".

L'intero fascicolo è lungo 700 pagine, la denuncia in sé è lunga circa 160 pagine.

Secondo una fonte ufficiale italiana del 29 maggio 1963, il processo a 160 persone fu rinviato e trasferito dal tribunale di Bolzano a Milano. Delle 160 persone menzionate, circa 65 sono in custodia cautelare, 16 sono sfuggite all'accusa e le altre sono in libertà vigilata.

Per la prosecuzione dell'AO SEVER, è necessario ottenere il fascicolo completo dell'atto d'accusa con la relativa legalizzazione, se rilasciato dal tribunale, e, se possibile, la sua traduzione in tedesco.

Il nostro interesse per la parte italiana, cioè per i dettagli delle azioni terroristiche compiute, è giustificato, perché il problema sudtirolese è simile ai problemi che avevamo con i Sudeti e che culminarono appena 25 anni fa con la disgregazione della repubblica.

Oggi Seebohm e l'intera comunità dei Sudeti nella Repubblica Federale di Germania e in Austria si oppongono attivamente alla repubblica e non solo, ma si espongono anche in Alto Adige.

Lei vuole quindi mostrarci, tra le altre cose, lo stretto legame e gli stessi metodi utilizzati dai nazisti tedeschi, confrontando in modo specifico alcuni casi dell'Alto Adige con altri simili avvenuti 25 anni fa.

Se i compagni italiani sono interessati, potremo pubblicare il materiale solo dopo la conclusione del processo a Milano. Saremo lieti di ricevere eventuali comunicati stampa pubblicati in Italia durante il processo, o un atto di invio.

Ritengo che sarebbe più opportuno che il materiale potesse essere ottenuto tramite i contatti della residenza e dell'IKS, come precedentemente discusso con S. Melka. S. Kolouch aveva precedentemente discusso con S. Tenente Colonnello Pražský che, se non ci fosse stata altra via d'uscita, S. Melka avrebbe effettuato un breve viaggio (con corriere, ecc.) in Italia, dove avrebbe svolto il ruolo di mediatore per un contatto con S. Pajeta. Qualora il materiale non potesse essere ottenuto in anticipo, sarebbe necessario, come discusso con S. Lamač, garantire la fornitura dei dati, che dettagliamo, direttamente con la partecipazione di un collaboratore idoneo al processo.

Secondo le informazioni, sulla strada che da Roma porta allo Stadio Olimpico c'è un grande obelisco sul quale è ancora presente una grande iscrizione: MUSOLINI DUCE.

Abbiamo bisogno di diversi negativi di ottima qualità per pellicola 10-14°DIN con diverse esposizioni, su cui sia visibile l'"inizio di Roma", in modo che l'immagine mostri questo obelisco con l'iscrizione ben leggibile (preferibilmente con luce radente, che disegnerà anche le ombre). Non sviluppate la pellicola, fatela sviluppare appositamente: le immagini ci serviranno per la stampa.

Si consiglia di inviare il film tramite il corriere più vicino.

Si prega di inviare tutto il materiale richiesto all'OAO.

Capo del XVIII Dipartimento:

capitano Mouchka Jaroslav


Documento 41

Alto Adige – invio di materiali

L’accusa richiesta da voi contro il gruppo terroristico STANEK e soci sarà redatta nel modo da voi proposto. La faremo pubblicare tramite il contatto LANNUTTI, responsabile della rubrica interna “Avvenimenti” del giornale Alto Adige (speciale edizione tedesca), citando il numero dell’ottobre 1962, in cui è descritta l’attività del gruppo terroristico STANEK e co., insieme ad altri imputati.

Secondo LANNUTTI, la base per la stesura di questo articolo sarà proprio l’atto di accusa che ci interessa. Nel testo dell’articolo saranno evidenziati in corsivo solo i passaggi rilevanti. La copia dell’atto d’accusa è per ora disponibile solo per LANNUTTI, ma nel caso riteniate utile, possiamo inviare delle fotocopie alla PFS (probabilmente sezione centrale dei servizi, ndr) insieme all’articolo.

Vi inviamo contemporaneamente anche il rullino fotografico con la fotografia dell’atto d’accusa recante l’etichetta “Italico” e la scritta “MUSSOLINI”, fotografata come da vostre istruzioni.

Allegato: atto d’accusa

24.6.1963

KOTVA

Nota manoscritta in fondo (traduzione):

L’attuale clima politico italiano è favorevole. Il volantino fascista con il nome Mussolini dovrebbe suscitare reazioni forti, specialmente a Roma. Secondo Lannutti, però, è meglio non affrettarsi troppo, il clima può cambiare.

Si raccomanda discrezione assoluta. [firma poco leggibile]


Documento 43

Per AO SEVER

Durante il viaggio con il compagno Vik abbiamo visitato nei giorni scorsi Brunico, Bressanone e Merano, con l’obiettivo di raccogliere pubblicazioni locali.

Abbiamo ottenuto una discreta quantità di materiale, anche se non tutto ciò che cercavamo. Alcuni giornali erano esposti solo in vetrine chiuse (ad esempio quelli cattolici).

Abbiamo consultato vari cataloghi presso le librerie. L’impressione generale sul livello delle pubblicazioni politiche, economiche, scientifiche e turistiche è che sia piuttosto elevato. Alcuni titoli erano pubblicati sotto l’egida di enti americani o della NATO. Abbiamo individuato una libreria speciale con sezioni sudtirolese, italiana e tedesca.

Non siamo riusciti a trovare pubblicazioni più ampie che trattassero della posizione dei tedeschi in Alto Adige.

Turismo e contesto

C’è un notevole incremento dell’attività turistica. La nostra persona di copertura (il "nostro uomo") si è mosso liberamente tra la popolazione senza destare sospetti. Non sembrava che fosse sorvegliato o notato.

Non abbiamo trovato pubblicazioni chiaramente ostili (secondo la nostra valutazione), ma non escludiamo che alcune riviste locali contengano commenti o articoli che valga la pena esaminare più a fondo.

Abbiamo notato che anche per la vicinanza al confine ci sono edicole ben fornite di riviste tedesche, italiane e austriache.

Conclusioni operative

Un'ottima fonte si è rivelata il negozio di giornali della stazione, dove era possibile acquistare sia numeri attuali sia vecchi di riviste. Abbiamo trovato anche alcune copie del mensile “Athesia”, ma solo numeri recenti.

Prezzo per la pubblicazione – 10 supplementi: 1.560 lire.

15.7.1963

F.to: Jani


Documento 47

XVIII. sezione del 1° Dipartimento del Ministero degli Interni

n. di prot. AJ-00/946/1810-63

17 giugno 1963

Compagno

Tenente colonnello Jun Pražský,

1ª sezione, vicecapo del 1° Dipartimento del Servizio di Sicurezza di Stato (ŠtB)

Preparazione dei materiali per la continuazione dell’AO SEVER – chiarimenti per il controllo dell’operazione “Libretto”

Poiché nessuna delle nostre sezioni è attualmente in grado di fornire, per mancanza di dati, informazioni completamente precise sul fatto se in Italia esista “un conto di viaggio” e altri dettagli necessari per l’elaborazione pianificata della continuazione dell’AO SEVER, ti preghiamo di assegnare compiti all’11ª sezione, che sono già stati preparati.

Allo stesso tempo, chiediamo il permesso – come risulta dai compiti – affinché il residente possa aprire un conto speciale e l’autorizzazione affinché su tale conto venga trasferita la parte necessaria della valuta italiana. L’entità esatta – se sarà necessaria per il mantenimento della residenza – non possiamo ancora determinarla.

Allegati: 3 fogli

Capitano Jaroslav Moučka

Capo della XVIII. sezione del 1° Dipartimento


Documento 49-51-53

Operazione "libretto" (da intendersi come libretto bancario, ndr).

Segretissimo

Ai fini operativi è necessario determinare:

1) se in Italia esistono libretti di risparmio postale (simili ai nostri libretti di risparmio di viaggio - CVK) che possono essere depositati e prelevati ovunque

2) se e dove è possibile ottenere tale CVK e se è possibile ottenerlo senza documento d'identità personale (ad esempio presso la cassa di risparmio postale principale, ecc.), o cosa è necessario per richiederne uno

3) se e dove rilasciano il CVK durante l'attesa e descrivono dettagliatamente cosa è necessario a tal fine nel modo più preciso possibile, incluso il tempo di attesa (tutte le azioni, comprese quelle del funzionario responsabile, ecc.)

4) se sia possibile istituire un CVK non solo a nome, ma anche se il "libretto del portatore" possa essere presentato presso qualsiasi ufficio postale (PU) da chiunque; descrivere dettagliatamente i pagamenti su CVK presso diversi PU fuori Roma

5) qual è l'importo massimo che può essere prelevato in una sola volta in un giorno e senza alcuna restrizione, come sono limitati i pagamenti, ad esempio, a un certo importo al giorno ("limite:"), o, ad esempio, all'obbligo del prelevatore "oltre il limite" di provare la propria identità (cosa è sufficiente per provare l'identità - elencare tutti i documenti), ecc.

6) Quanto tempo ci vuole per un prelievo "normale" presso l'ufficio postale in via di scomparsa e quanto tempo ci vuole per un prelievo "oltre il limite" e descrivere in dettaglio cosa comporta un prelievo "oltre il limite" (ad esempio, è richiesta una carta d'identità, il prelievo viene verificato telefonicamente, non per posta, presso la sede centrale, ecc.)

7) se esistono anche in stazioni di polizia più piccole, ad esempio distrettuali, in città dove c'è solo

a) sportelli cassa dedicati a CVK; qual è il loro orario di apertura medio nei giorni feriali (dal martedì al venerdì) dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 17; quando chiudono solitamente (fuori Roma); quali sono gli importi medi dei depositi e dei prelievi regolari da CVK?

b) nelle piccole banche non ci sono sportelli cassa appositi, dove (presso quali sportelli) vengono effettuati i depositi e i prelievi CVK e qual è approssimativamente il volume di operazioni giornaliere effettuate presso questi sportelli (contanti e altro)?

8) quali difficoltà o complicazioni possono presentarsi nelle PU più piccole con pagamenti "normali" e "superiori al limite" da parte del CVK (descrivere, se possibile, quelle osservate nel modo più dettagliato possibile)

9) È possibile ottenere delle "regole" generali sui risparmi di viaggio in Italia e, in caso affermativo, come posso fornirle?

A tal fine è necessario aprire un libretto postale del donatore "di importo tale, in valuta italiana, che dopo ulteriori 2-3 versamenti, il "limite" massimo di pagamento, se stabilito, venga superato di almeno il 20%.

Il libretto deve essere aperto presso la sede della Cassa di Risparmio Postale di Roma, dove è più probabile che venga emesso durante l'attesa (legalizzazione - partenza dal Reno, non si desidera portare contanti con sé). Si basa sul portatore, non sul nome, in modo che l'altro coniuge, i figli, la domestica, ecc. possano effettuare il prelievo.

Non è possibile creare un libro "non consegnato", quindi non creare questo.

Se il libretto viene aperto, è necessario effettuare altri 2-3 depositi, sia presso gli uffici postali di Roma che presso quelli fuori Roma, per determinare i regimi applicati dai diversi uffici postali. Questi depositi devono essere effettuati entro un periodo di circa 10-20 giorni. Nel frattempo, è necessario effettuare circa 2 prelievi di importo inferiore al possibile "limite" e a diverse di concetti non romani.

Quando il deposito sul libretto raggiunge il limite massimo, ovvero quando supera di circa il 20-30% il "limite" di prelievo stabilito, è necessario richiedere un prelievo superiore al "limite" presso un ufficio postale più piccolo in un'altra parte d'Italia (nord, sud), che non rientri nell'amministrazione postale romana, in modo che rimanga sul libretto un saldo pari a circa il 10% del deposito totale prima di tale prelievo. Tale prelievo deve essere richiesto da una persona diversa da quella che ha aperto il libretto, in modo che basta verificare in modo affidabile eventuali complicazioni e l'esatto svolgimento dei dettagli. L'importo selezionato deve quindi essere nuovamente depositato in questo CVK, almeno il 50%, dopo un intervallo di circa 10-20 giorni. Questa è la seconda fase dell'operazione.

Il libretto, se istituito, non verrà annullato nei prossimi 2-3 anni. Dopo aver effettuato le verifiche della prima fase, verrà inviato con tutti gli eventuali allegati alla sede centrale per l'ispezione (confronto di timbri, firme, modalità di registrazione, ecc.). Verrà quindi restituito alla residenza, che effettuerà un deposito o un prelievo di importo inferiore (diversi o dello stesso importo) ogni 6-10 settimane per mantenerlo "vivo". (A questo scopo, utilizzare principalmente viaggi di lavoro e privati, ad esempio a Roma). Eventuali modifiche al regime finanziario postale devono essere segnalate immediatamente alla sede centrale. Ogni deposito e prelievo, anche futuro, deve essere sempre effettuato presso un ufficio postale diverso. Solo nella prima fase, ai fini della verifica, è necessario effettuare un prelievo e un deposito entro 30 giorni presso lo stesso ufficio postale al di fuori Roma. Nel caso in cui i francobolli presenti nel CVK, con cui l'ufficio postale verifica il prelievo o il deposito, siano diversi dai normali francobolli postali (con cui si affrancano le lettere, ecc.), è necessario effettuare prelievi e depositi anche presso alcuni uffici postali di Milano e delle province

Bolzano e Trento. A tal fine, è necessario aprire un conto "libro" presso la residenza. Un importo eccedente del 20-30% il "limite" italiano per i pagamenti da libri può essere trasferito definitivamente sul conto. Il libro e la differenza in contanti devono essere conservati separatamente dal residente e, in sua assenza, dal rappresentante o timbrati sul 50.

Senza il consenso della sede centrale, i fondi del conto "libretto di risparmio" non possono essere utilizzati in alcun modo diverso da quanto indicato. L'importo totale svincolato per questo conto deve essere sempre garantito da un deposito sul libretto di risparmio e dalla differenza in contanti.

La prima fase dell'operazione, cioè la costituzione del libro e tutte le manipolazioni fino al prelievo "oltre limite" da parte di persona diversa da quella che ha costituito il libro, dovrà essere effettuata entro la fine di settembre dell'anno in corso (1963).

In questo contesto, per ogni transazione presso l'ufficio postale deve sempre essere redatto un verbale separato, con la dicitura "Operazione Libro n. n.". Il verbale è tratto da quanto sopra. Il verbale deve includere il luogo, la data, l'ora della transazione, l'importo del prelievo o del deposito, chi l'ha effettuato, l'esatta designazione e la descrizione dettagliata del regime postale e una descrizione completa e dettagliata di tutti i collegamenti (chi ha effettuato la transazione, chi era registrato presso la residenza, chi lo accompagnava, ad esempio dall'Ambasciata, la moglie, ecc. e se conosceva o poteva dedurre lo scopo del viaggio, altre persone presenti all'ufficio postale, funzionari dell'ufficio postale; il funzionario dell'ufficio postale che ha registrato i depositi o i pagamenti e ha manipolato il libro, una descrizione esatta della manipolazione e di tutte le azioni, senza omettere alcun dettaglio, fino all'uscita dall'ufficio postale). Ogni viaggio verso l'ufficio postale fuori Roma e ogni prelievo devono essere opportunamente legalizzati (dopo l'uscita dall'ufficio postale, ad esempio, effettuare un acquisto privato, ecc.).

Il residente è personalmente responsabile dell'esecuzione affidabile e segreta del "Libro delle operazioni". L'azione può essere eseguita esclusivamente dal personale della residenza e alla rete operativa non possono essere affidati compiti nemmeno parziali. La presente istruzione è depositata in busta sigillata datata 50. 17. 6. 1963. 


Documento 55-57

AO

22.10.1963

Considerando il piano per l'anno 1963 per la linea AO, ordiniamo l'invio dei documenti richiesti in precedenza ad AC.

1./

Il fascicolo d'accusa contro 160 persone accusate di attività terroristiche nella zona dell'Alto Adige – Sudtirolo, n. 115 – è stato eseguito in copia in questi giorni, e si può contare sul suo invio.

2./

Questionario operativo:

La richiesta di invio dei documenti necessari vi è stata inviata con la spedizione n. 11/63 del 26.6.1963. A questa richiesta non avete ancora risposto né con documenti né con dichiarazioni. Vi preghiamo di inviare i documenti richiesti affinché possano essere trasmessi al centro già entro novembre. Allo stesso tempo, inviateci il vostro parere sulla realizzabilità di questa azione.

3./

Operazione "TIBER":

Nel prossimo futuro sarà attuata l'azione "TIBER", che dovrebbe precedere la riunione del Consiglio NATO a Parigi, cioè nella prima metà di novembre c.a.

Luogo dell'azione:

In circa 4-5 località nei pressi di Merano, vicino a importanti vie di trasporto, dovranno essere piazzati oggetti/armi con la scritta "TERNI", insieme a sacchetti di plastica contenenti documenti con indizi che facciano pensare a una provenienza tedesca, indirizzati alla redazione della rivista MESSAGGERO trattante la questione dell'Alto Adige / A. Sterpelone/...

...sarà inviata una lettera anonima in lingua tedesca, presumibilmente scritta nella RFT (Repubblica Federale Tedesca), spedita dall’Austria (nel caso non sia possibile spedirla dalla RFT). La lettera dovrà richiamare l’attenzione sulla presenza degli oggetti nascosti, specificando solo un luogo, mentre gli altri resterebbero nascosti – il lettore della lettera dovrebbe trovarli secondo questo schema operativo.

Con questo scopo, entro la fine di novembre, trovate 4-5 luoghi adatti nelle vicinanze di vie di trasporto e indicate quali di essi possono essere usati per nascondere alcuni kg di esplosivo plastico. Comunicate entro la fine di ottobre anche eventuali suggerimenti o commenti sull’operazione.

4./

Operazione "SEVER IV":

Nel prossimo anno si prevede di realizzare anche questa azione.

Luogo dell’azione:

La popolazione di lingua tedesca dell’Alto Adige riceverà una lettera poco prima del richiamo al servizio militare. La lettera sarà inviata con aereo e conterrà appelli a rifiutare di prestare servizio militare, sfruttando la riluttanza italiana verso le richieste internazionali per evitare che i cittadini di lingua tedesca siano obbligati al servizio militare.

Per realizzare l’azione, saranno necessari i seguenti dati:

a./

Le date in cui saranno redatte le liste di coscrizione nella zona dell’Alto Adige. Se non potete fornirle, vi chiediamo di informarci se tali liste esistono per l’intera Italia o solo per singole regioni o province.

b./

Verificare se per ogni nome è indicato anche l’indirizzo. Nel caso lo sia, sarebbe possibile usare gli indirizzi per l’invio diretto dei materiali alle persone di lingua tedesca soggette al servizio.

c./

Le date esatte del richiamo al servizio militare.


Documento 59

Il 2 gennaio 1964.

Chiedo l'adempimento degli incarichi inviati con il pacco n. 8/63 del 12/05/1963, relativi agli ordini della sezione AO, in particolare l'invio di riviste sudtirolesi tedesche. Si segnala che, ad esempio, DOLOMITEN è in vendita presso la stazione ferroviaria Termini di Roma. Per una panoramica completa di tali esigenze, ne inviamo la descrizione. Per l'anno 1964, includiamo il piano dell’azione SEVER IV, ovvero l'invio di volantini agli indirizzi dei coscritti di lingua tedesca provenienti dall'Alto Adige. Abbiamo inviato il programma dell'evento il 22 ottobre 1963, con il numero di pratica 18/63. L'AO non concorda con l'attuazione dell'evento TIBER, pare che non sia stato approvato.


(mancano due documenti)


Documento 61-63

Requisiti della sezione AO:

Inviare più copie di tutte le riviste altoatesine tedesche liberamente disponibili (acquistabili), che ogni altoatesino possa avere.

In futuro sarà necessario verificare con la sede dell'agenzia la consegna (differita) di questi periodici dall'Alto Adige regolarmente:

a) DOLOMITES (giornale sudtirolese, giornale sudtirolese, settimanale Atesia-Bolzano)

(6 volte a settimana)

b) Giornale dell'Alto Adige pubblicato a Bolzano

c) Volksbote, organo del Partito Popolare Sudtirolese, edito da Athesia-Bolzano (1x settimanale)

d) Bollettino Ufficiale della Regione Trentino Tiroler Etschland (italiano-tedesco) edito da: Regionalausschus, Trento, Piazza Dante (2 volte a settimana)

e) Südtiroler Panorama, Zeitung der Sudtiroler Werktätigen, (organo del Partito Comunista Italiano in tedesco, pubblicato da: G.Pressel, Bolzano, Castelmarecciostrasse 

Quando si acquistano periodici, è preferibile attenersi all'interesse occidentale, non a quello interno.

Siamo inoltre interessati a pubblicazioni tedesche (o italiane) più complete riguardanti l'Alto Adige (calendari, antologie, ecc.), alla storia delle organizzazioni politiche, culturali, sportive e ricreative tedesche e ai luoghi di lavoro dei loro funzionari, ed eventualmente anche dei loro membri. Questo materiale e gli indirizzi, o almeno i nomi, possono essere ottenuti (dall'agenzia) gradualmente e inviati alla sede centrale man mano che vengono forniti.

Abbiamo bisogno di una panoramica il più possibile precisa e dettagliata dell'organizzazione, delle strutture e del personale di tutte le istituzioni altoatesine tedesche in generale. Gradiremmo anche biografie di personaggi noti e meno noti, nonché di attuali funzionari ed esponenti di questo movimento.

Per una gita occasionale adatta (e senza fretta) nell’Alto Adige, è importante controllare (anche visivamente):

a) Da qui e dove nella zona ci sono solo nomi tedeschi, oppure è richiesto il bilinguismo o solo l'italiano per gli edifici ufficiali (tribunali, poste, polizia, uffici amministrativi locali, ecc.) e per gli edifici privati (negozi, piccole aziende, ristoranti, ecc.).

b) Come sono indicati i nomi delle città e dei villaggi (per indicare il percorso), si prega cioè di indicare il cartello lungo le strade o sulle case all'ingresso del luogo. Descriverlo in dettaglio. Siamo interessati a sapere se esclusivamente in italiano, bilingue o, se possibile, solo in tedesco (se possibile, fotografarli con un'apposita legenda).

c) Come si pronunciano i nomi (italiani, non tedeschi) nelle città (dove specificatamente) 

d) Riviste e libri austriaci sull'Alto Adige possono essere acquistati liberamente in edicola o in libreria? In caso affermativo, quali sono disponibili qui. Si prega di fornire un elenco dei giornali della Repubblica Federale Tedesca disponibili qui e di quelli in vendita libera. 


Documento 67

A.O.

In allegato sono incluse le buste sigillate I-II-III contenenti lettere con materiale fortemente anti-italiano relative all'Alto Adige.

Le lettere contrassegnate "Banca d’ Italia" sono pronte per l'invio.

Le lettere devono essere inviate senza alcun segno identificabile.

a) Affrancare correttamente (utilizzare il prezzo indicato a matita) – i francobolli vanno incollati con acqua.

b) Per garantire la sicurezza contro la sorveglianza, inserire nelle grandi cassette postali pubbliche, preferibilmente in tre diversi uffici postali (PU).

Dal primo ufficio postale inviare solo le lettere della busta I (destinate fuori dall’Italia).

Dagli altri due uffici postali inviare le lettere nelle buste II-III (destinate all'Alto Adige).

L'invio deve essere effettuato prima del fine settimana, preferibilmente in un solo giorno; in tal caso, prima vanno inviate le lettere alle regioni italiane e poi quelle dirette all'Alto Adige.

La divulgazione non autorizzata di questi fatti causerebbe una grave crisi internazionale e una campagna di propaganda anti-cecoslovacca. Pertanto, poiché la distribuzione di materiale simile avverrà anche in altri Paesi contemporaneamente, si richiede il massimo livello di segretezza.


Documento 71

Il 13 febbraio 1964.

AO

Nel Messaggero del 21. 1. 1964 la “Relazione Saragat sulla politica estera” afferma, tra l'altro, che l'accordo tra le quattro parti che costituiscono la maggioranza “sarà fedelmente mantenuto." Questa frase è stata utilizzata nella parte dell'interpretazione di Saragat in cui vengono discussi gli impegni dell'Italia nella creazione di una forza multilaterale NATO. Cerca di capire il testo letterale di questo accordo.


Documento 73

3° Dipartimento dell'Amministrazione I del Ministero dell’Interno

All’attenzione del compagno capo reparto

Divieto di attività di polizia statale nel Tirolo meridionale

11 marzo 1964

Secondo informazioni attendibili, il Ministro federale degli Interni austriaco Ölah ha emesso un’ordinanza secondo la quale ogni attività della polizia statale e delle autorità informative nel Tirolo meridionale deve essere immediatamente sospesa. Principalmente, nessun funzionario può essere inviato in missione ufficiale nella regione del Tirolo meridionale in Italia.

I nostri informatori a Vienna hanno riportato che è stato sottolineato che ogni attività in questa regione deve essere interrotta immediatamente.

Secondo note ricevute, il Ministro Ölah ha dichiarato che, sebbene non sia contrario, poiché le attività storiche erano supportate dalla sede centrale della polizia statale, per altri motivi ha deciso di vietare ogni attività della polizia statale nel Tirolo meridionale. Questo ordine è stato trasmesso tramite l’ufficio della Direzione generale della sicurezza pubblica a Vienna alla fine dello scorso anno, ma non è stato osservato. Ölah ritiene che l’attività della polizia nel Tirolo meridionale non sia più opportuna, anche perché secondo lui il Dott. Bruno Kreisky (all’epoca Ministro degli Esteri austriaco) intende ottenere da Roma alcune concessioni. La dirigenza del Partito Socialista austriaco ha incluso l'azione sudtirolese nel programma politico del Dott. Kreisky e il partito stesso sta cercando di ottenere il suo allontanamento dal governo. Il Ministro Ölah vuole evitare che l'azione contro l'Italia per la questione del Tirolo meridionale venga vista come una manovra esclusivamente da parte dell'Austria e senza supporto internazionale, secondo la sua valutazione non intende parteciparvi.

Comandante del 6° Dipartimento dell’Amministrazione I del Ministero dell’Interno

Tenente colonnello K. Zápotocký


Documento 77

Il 16 giugno 1964

In un numero di DOLOMITEN, in uscita il 10 maggio, sono stati pubblicati un articolo e un opuscolo sugli imputati in Alto Adige. Questo è il nostro A.O.. Poiché l'invio di riviste può essere facilmente trascurato, assicuratevi di ordinarle regolarmente e di inviarle alla sede centrale per posta. Allo stesso tempo, fornite i numeri di Delomiten "del periodo sopra indicato", in modo da poter ricevere quanto sopra.


Documento 79

AO "SEVER"

Non ne abbiamo ancora trovati, cercherò di procurarmi "Dolomiten" per aprile e maggio. Spero che durante le vacanze potremo inviare regolarmente altri giornali richiesti.

Ti mando un pacco contenente un francobollo universale, e il tampone necessario per timbri, che ho acquistato a un prezzo molto basso.

Quando riceveremo un nuovo sussidio finanziario, inizierò con ulteriori acquisti. Abbiamo quel tempo.

Nella cassa ci sono solo soldi, quelli necessari per pagare l'assicurazione dell'auto.

Nel pacchetto è incluso anche il quotidiano Alto Adige.

Spese: 1700 lire - bollo universale

pneumatico da 800 lire

Allegati: 1 pacco


A 11 ij 1313 - 1960-61

Negli USA verrà condotta una campagna di disinformazione contro la CIA americana.

Il 3° dipartimento preparò misure attive contro gli americani in Marocco. Una campagna di volantinaggio è in fase di preparazione in Alto Adige per compromettere la Repubblica Federale di Germania; con lo stesso obiettivo, il 4° dipartimento ha condotto la campagna "Lettera", il 5° dipartimento ha condotto la campagna "Nebbia" in Grecia, il cui obiettivo era quello di rafforzare le divergenze tra la Repubblica Federale di Germania e la Grecia; il 6° dipartimento ha condotto un'azione per compromettere la politica della Repubblica Federale di Germania sulla questione di Berlino Ovest, con la pubblicazione di diversi articoli sul quotidiano iracheno "Al-Bilad".


3/ Nella regione europea:

a) Lungo la linea della Repubblica Federale Tedesca.

- L'intelligence cecoslovacca sta pianificando una serie di misure attive, sulla base delle quali sono state scambiate informazioni e materiali con gli alleati sovietici. Si tratta delle seguenti misure:

- Verrà pubblicata sulla stampa cecoslovacca la notizia che, con il consenso delle autorità americane, il BND della Germania occidentale assumerà una posizione decisiva nell'ambito della riorganizzazione dell'intelligence della NATO.

- Verrà redatta e messa a disposizione del consolato italiano a Innsbruck una falsa "lettera del governatore provinciale del Tirolo". Il contenuto della lettera indicherà la partecipazione del BND agli eventi altoatesini tramite gli agenti ZAKO e SAVARY.

- La stampa africana pubblicherà materiali sulla penetrazione della DDR nei paesi sottosviluppati e sull'uso delle istituzioni economiche della DDR da parte del BND della Germania Occidentale per penetrare in questi paesi. Saranno forniti i nomi specifici delle organizzazioni.

- Per disinformare il BND, si sospetterà che il suo ex organo LAMMEL sia un agente dei servizi segreti cecoslovacchi, con i quali i contatti sono stati temporaneamente interrotti.

- Tramite la STAPO austriaca, alla quale verrà fornito materiale tramite una combinazione idonea, verrà sollevato il sospetto che il giornalista collaboratore del GO HELMENSDORFER e il membro del quadro del GO Dr. ZIEGLER di Monaco siano collaboratori dei servizi segreti cecoslovacchi.

-Si tenterà di disinformare le massime autorità di Bonn sul fatto che GEHLEN, tramite WEHNER, sosterrà la SPD alle elezioni.

- Per compromettere GLOBEK verrà preparata una falsificazione di una lettera di GLOBEK al rappresentante della Repubblica Democratica Tedesca (NDR) EEC HALLSTEIN, in cui si chiede la legalizzazione del quadro GO říčník SEELIGER durante i negoziati tra CEE ed EFTA, affinché possa avere contatti con persone che lavorano a favore della stampa antitedesca.

NSR. Le foto del falso saranno inviate al ST

- Dobbiamo ottenere informazioni dai nostri amici sovietici sugli ex tedeschi dei Sudeti che sono attivi nella Cancelleria federale, nei ministeri chiave e nei servizi segreti della Germania occidentale.




sabato 19 luglio 2025

Le manovre per isolare Charles de Gaulle


Charles de Gaulle, durante i dieci anni in cui fu Presidente della Repubblica Francese, ovvero dal 1959 al 1969, fu il bersaglio preferito dello spionaggio del Patto di Varsavia. Il fascicolo 10443_121 contiene nel volume 3 e parte del 4 degli interessanti documenti sulle strategie comuniste per isolare politicamente e screditare il celebre “Generale”. 

Pur trattandosi di vicende che non appartengono all’obiettivo di questo libro, che sono quelli di conoscere i piani dello spionaggio comunista in Italia durante la guerra fredda, rappresentano un ottimo termine di paragone con quanto accadde in Italia durante gli anni Sessanta, nonché per le ripercussioni che potrebbero aver avuto sui partiti di governo come la Democrazia Cristiana.

Le misure attive UDER e poi ODBOR, come leggerete dall’ampia e chiarissima documentazione, avevano lo scopo di formare nell’opinione pubblica francese, ma anche italiana, l’idea che l’organizzazione paramilitare nota con la sigla OAS, attiva in Algeria tra il 1961 e il 1962 con una serie di sanguinosi attentati, fosse mossa da un’ideologia fascista. Questa disinformazione dell’Stb cecoslovacco era stata architettata mediante una serie di lettere false, attribuite al capo dell’OAS, Raoul Salan, nelle quali l’organizzazione minacciava azioni di ritorsione contro una presunta politica di avvicinamento al comunismo da parte del presidente De Gaulle, cui venivano mosse delle durissime accuse di tradimento. Una volta creato l’inganno, l’Stb non esitò ad attaccare, con la seconda misura attiva ODBOR, lo stesso De Gaulle per la sua politica autoritaria e dittatoriale. 

La storia ufficiale, che quasi certamente non tiene conto di questo dossier cecoslovacco, narra che l’OAS (Organisation de l’Armée Secrète) era nata nel 1961 con lo scopo di contrastare il referendum con cui il governo De Gaulle concedeva all’Algeria l’autodeterminazione. L’OAS “è stata un’organizzazione paramilitare diventata poi un’entità terroristica sanguinaria, nonché culturalmente influente, della Francia gollista.” Così l’ha descritta il giornale online Insideover, che si è spinto anche oltre alludendo a presunti legami con Gladio Stay Behind. A fondare l’OAS furono alcuni ex ufficiali dell’esercito francese. Appunto, Raoul Salan, Pierre Lagaillarde, e Jean-Jacques Susini. Secondo Insideover, i tre capi dell’organizzazione intendevano combattere non soltanto contro l’indipendenza dell’Algeria ma anche contro”la classe dirigente francese” “ritenuta responsabile della liquefazione dell’impero coloniale”. Avrebbero quindi radunato un “esercito parallelo” costruito su legionari, militari e agenti segreti disposti a combattere per la loro causa. Ma qual era il vero obiettivo? I documenti che vi propongo in questo articolo dimostrano che l’aspetto ideologico fu notevolmente ampliato e distorto dalla disinformazione cecoslovacca. Più corretto sarebbe quindi parlare di una causa “nazionalistica” alla base del bagno di sangue di cui si macchiò l’OAS nei primi anni Sessanta. In certi passaggi sembra di rileggere la disinformazione che l’Stb stava mettendo in atto nello stesso periodo in Alto Adige. Resta in entrambi i casi il dubbio che le Misure Attive potessero essere accompagnate anche da azioni terroristiche sul campo da parte del Patto di Varsavia. 

La campagna di attentati dell’OAS non ebbe gli esiti sperati dagli organizzatori, in quanto il 5 luglio del 1962 l’Algeria ottenne l’indipendenza e i responsabili delle stragi furono arrestati e processati. Salan fu condannato all’ergastolo dall’Alto Tribunale militare di Parigi il 23 maggio 1962, evitando la fucilazione solo per le attenuanti generiche. Ma già nel 1968 era fuori dal carcere, in quanto de Gaulle decise di concedere un’amnistia e nel 1982 ottenne persino il reintegro “onorifico” nell’esercito. Morì due anni dopo, nel 1984, all’età di 85 anni.


Documento 85

Il 5 dicembre 1962.

AO UDER

In appendice alleghiamo materiale relativo all'AO ÚDER, che mira a compromettere l'OAS agli occhi delle autorità francesi e dell'opinione pubblica. L'AO mira a dimostrare che l'OAS non è composta da nazionalisti francesi, ma da fascisti con legami internazionali che stanno preparando un'ulteriore intensificazione delle azioni terroristiche. L'AO mira a provocare nuove azioni da parte delle forze di polizia contro il TAS e a distogliere sia le forze di polizia che l'OAS dal KSF e da altre forze progressiste.

Verranno pertanto diffusi volantini a nome dell'OAS, per esigere una mobilitazione generale delle "forze sane del popolo", un'intensificazione del terrore contro i seguaci di de GAULLES e la sua nascita da parte di SALAN.

Inoltre, lettere minatorie dovrebbero essere inviate ad alcuni giornalisti e politici che sono stati avvertiti che l'OAS sta coprendo le loro attività traditrici e che saranno liquidati se non cambiano il loro atteggiamento nei confronti dell'OAS,

La lettera minacciosa è indirizzata al ministro FREY e gli chiede di interrompere le azioni contro l'OAS,

A seconda della situazione, nei prossimi post verranno inviate lettere più lunghe, come lettere di estorsione ad alcuni yankee parigini.

Vi chiediamo di inviare le lettere gradualmente, ogni giovedì e venerdì, per circa una settimana, per dare l'impressione che l'organizzazione stia operando regolarmente. Prima di inviare la lettera a:

G. COSSELIN,

10, rue St. Marc, Parigi 2

verificare con il signor Motl se gli indirizzi corrispondono.

Maneggia le lettere con cura e indossa i guanti per evitare di lasciare impronte. Sigilla con una spugna e acqua!

Firmato: Lamac


Documento 87

AO UDER

Il 13 aprile 1962.

Stiamo inviando 2 lettere in allegato, che fanno parte di una misura esterna, per la cui attuazione avete dato istruzioni nell'ultimo dispaccio. Lettere indirizzate a persone benestanti, da cui l'OAS esige il pagamento di 100.000 franchi francesi. Esse mirano a confermare il legame dell'OAS con l'estero e a screditare ulteriormente questa organizzazione.

Inviare le lettere seguendo gli stessi principi di cautela utilizzati per le altre lettere.


Documento 91

Signore,

È con grande preoccupazione che seguiamo da tempo la vostra attività politica. Gli attuali sviluppi della situazione in Algeria, conseguenza del tradimento di de Gaulle degli interessi del popolo francese, ci obbligano a richiamare la vostra attenzione, con franchezza e molta serietà, sul nostro punto di vista.

Sapete bene che, dal 1945, in Francia si sta conducendo una lotta eroica per consolidare i legami di amicizia e cooperazione con i territori d'oltremare. La Francia non intende far rivivere lo spirito del vecchio colonialismo, ma si adopera per creare una forma superiore di fruttuosa collaborazione tra tutti i popoli della Comunità francese. Il raggiungimento di questo obiettivo contribuirebbe non solo a restaurare la grandezza della nostra Patria e a rafforzare la sua giusta posizione nel mondo, ma anche a fermare l'infiltrazione comunista in tutta l'Europa cristiana.

Non ha senso illudersi che, in questa giusta lotta, la Francia non abbia subito una serie di sconfitte umilianti. Ora, la decadenza sempre crescente in cui la Francia è stata gettata dal sistema dei partiti e che sta raggiungendo il suo apice a causa della politica criminale di De Gaulle, beneficia del sostegno dei comunisti e della finanza internazionale, nonché dei loro ausiliari retribuiti, tra i quali annoveriamo anche lei.

Se è vero che riteniamo inutile appellarci alla vostra coscienza e al vostro senso dell'onore, crediamo tuttavia in questo momento cruciale di avere il diritto di interrogarvi in nome della Patria: in che modo contribuite al ripristino della gloria e della grandezza della Francia? Qual è il vostro atteggiamento nei confronti degli uomini che si sono assunti l'impegno di combattere questa battaglia, la vostra determinazione?

Siamo certi che la storia pronuncerà il suo giusto verdetto sull'era attuale e spazzerà via coloro che, per interessi stranieri o per guadagno personale, si sono schierati con il nemico.

Ecco perché, a nome di tutti coloro che lottano per una Francia nuova e felice, vi avvertiamo formalmente che non tollereremo ancora per un'ora senza dire una parola che si sollevino dubbi sulla grandezza e la giustizia della nostra lotta, che uomini onesti e coraggiosi siano vilipesi e calunniati, o che i nostri metodi di combattimento siano accusati di fascismo, per la sola ragione che amiamo la Francia senza misura e che siamo decisi ad acconsentire a tutti i sacrifici per il ripristino della sua grandezza e del suo onore!

Abbiamo mezzi sufficienti per mettere a tacere chiunque tenti di ostacolare il cammino verso i nostri ideali.


Documento 93

Signore,

Siamo costretti a constatare con rammarico che, di fronte al periodo di pericolo crescente che, a causa del tradimento di De Gaulle, attende il nostro Paese, voi non volete comprendere cosa significhi questo periodo nella storia della Francia e vi schierate con coloro che stanno conducendo il Paese al disastro.

Nulla, tuttavia, vi consente di giustificare la vostra condotta! La vostra attività nasce da un unico movente, ovvero un carrierismo sfrenato che non può essere mascherato da formule pompose, piene di parole come libertà, progresso e democrazia, mutuate dal vocabolario comunista. 

Anche voi non potete non discernere che è proprio sotto il segno di queste formule che i regimi costruiti sui partiti politici hanno condotto la Francia alla sua attuale decadenza e degradazione. E anche voi dovete riconoscere, purché abbiate un minimo di senso dell'onore, che sostenere la grandezza della Francia e la sua unione con i territori d'oltremare, ritornare alle sue gloriose tradizioni e assegnarle il posto che le compete nella lotta contro il comunismo, rappresenta una missione che solo i puri patrioti che animano le nuove e sane forze che scaturiscono dall'intera Nazione francese possono compiere.

Questo Corpo patriottico non permetterà che la sua coraggiosa lotta venga continuamente denigrata e minata da persone imbevute di un'ideologia straniera, per le quali gli interessi egoistici prevalgono sul destino dell'intera Nazione. Spetta anche a voi affrontare la realtà: in un momento in cui la nostra organizzazione, spinta dal desiderio di infliggere un colpo mortale al governo de Gaulle, sta portando avanti la mobilitazione generale di tutti i patrioti onesti determinati a vincere, in un momento in cui abbiamo avviato e rafforzato i nostri legami con i paesi stranieri, non saremo disposti a contemplare le vostre attività distruttive nell'inazione. Siate certi che i sacrifici che siamo costretti a compiere in questo momento a causa del tradimento sono solo temporanei e non sono in grado di ostacolare la nostra marcia verso la vittoria finale!

Considerate questa lettera il nostro ultimo avvertimento! Abbiamo i mezzi a cui ricorreremo senza esitazione per mettere a tacere coloro che, consapevolmente o per stupidità, aprono la nostra patria all'egemonia del comunismo e della finanza internazionale.

ABBASSO DE GAULLE! SALAN ALL'ELISÉE! VIVA LA NUOVA FRANCIA! VIVA L'ESERCITO!

L'O.A.S


Documento 95-96

Francese!

La Patria è in pericolo! I legami tradizionali della Francia con l'Algeria devono, a causa del tradimento di de Gaulle, essere spezzati, l'onore dell'esercito macchiato e la grandezza e la gloria della nostra Patria calpestate. È giunto il momento di attaccare risolutamente tutti coloro le cui politiche criminali stanno spingendo la Francia nell'abisso.

I mezzi impiegati finora non saranno più sufficienti. Per questo invitiamo tutti gli uomini d'onore e i patrioti a rafforzare la lotta contro i traditori e i servi del comunismo, a liquidare senza pietà gli elementi che, per interessi stranieri, vendono l'onore della Francia contemporaneamente alla libertà di tutta l'Europa cristiana. Con lo slogan "SALAN ALL'ELISEO" proclamiamo la mobilitazione generale di tutte le forze sane della Nazione e le invitiamo a partecipare attivamente al rovesciamento del governo traditore del generale de Gaulle. Grazie all'azione delle nostre unità armate e in collaborazione con l'intera popolazione, creeremo in Algeria e nella Metropoli un'atmosfera che impedirà al governo di attuare gli Accordi di Evian.

Patrioti! Unitevi alle fila delle nostre unità armate e delle altre formazioni e siate pronti a sferrare il colpo mortale e definitivo al regime criminale! Sottomettetevi senza esitazione agli ordini che garantiscono il coordinamento delle nostre azioni e quindi la nostra vittoria finale.

Non risparmiate le vostre forze nell'eliminare i membri dell'esercito e della polizia che, in nome della loro carriera sotto i regimi marci dei partiti politici, ignorano gli interessi della Patria e preparano il terreno per l'avvento del comunismo!

Il tradimento può indebolirci temporaneamente, ma non spezzerà il nostro spirito combattivo né la potenza delle nostre armi. Nella sacra lotta che stiamo conducendo in Francia e in Algeria, rinasce la grande solidarietà delle nazioni europee contro il comunismo e la putrida plutocrazia! Il nostro giorno è giunto di nuovo! Il tradimento non è al potere solo in Francia! L'unione con coloro che si sono prefissati lo stesso obiettivo in altri paesi farà rivivere le gloriose tradizioni della Grande Europa, che deve essere salvata dal comunismo così come dalla decomposizione interna. Questa unione, felicemente suggellata oggi, diventerà sempre più forte! Coraggio, popolo francese! Non resteremo isolati quando giungerà la nostra ora! Nel momento decisivo, migliaia di nostri amici in tutti i paesi d'Europa legheranno il loro destino al nostro, nei cui cuori troppi lunghi anni di abbassamento e umiliazione non hanno spento la fiamma della lotta per la resurrezione di un'Europa purificata da tutti i miasmi deleteri che le sono estranei.

Siamo orgogliosi che gli eventi odierni ci pongano in prima linea tra persone animate dai nostri stessi ideali e determinate a stare al nostro fianco nei momenti più difficili.

La lotta è dura, i nostri sacrifici sono grandi! Nulla, però, ci fermerà nella nostra marcia verso la vittoria finale!

Viva l'Esercito!

O.A.S.

Lunga vita ai nuovi 


Documento 101

La tendenza filo-marxista di Ben Khedde provocò serie reazioni di sfiducia da parte delle classi elevate musulmane e della ricca borghesia.

Il controllo politico della popolazione europea in Algeria è quasi totale.

L'esercito non staccherà la spina al lealista Jur, per il piacere di aprire la strada al G.P.R.A.

Il generale de Gaulle non ha più nulla da negoziare con quest'ultimo. È d'accordo con lui su tutto, compreso il Sahara. È l'opposizione esclusiva delle stesse popolazioni algerine (quasi tutti gli europei, una quota crescente di musulmani oltre a coloro che sono rimasti fedeli alla Francia e combattono al nostro fianco). È questa opposizione di un intero popolo (sostenuta dal tacito accordo dell'esercito che vieta la lista in vigore degli accordi praticamente conclusi tra Parigi e Tunisia).

La soluzione del problema algerino non passa più attraverso queste due città, né attraverso l'ONU. È, con l'aiuto del generale Salan e dei suoi collaboratori, nelle mani degli algerini stessi, degli europei e dei giudei francesi. Si è tentato di sbarazzarsi di queste popolazioni senza il loro consenso, e vediamo che ciò è impossibile.

RIFIUTANO LA SOLUZIONE PREFABBRICATA CHE IL GENERALE DE GAULLE E IL G.T.R.A. VOGLIONO CHE SIA EUROPEA.

Alcuni immaginano che la partenza del generale de Gaulle farebbe sprofondare la Francia nel caos. È più corretto affermare che la presenza del generale de Gaulle è responsabile di questo caos e non può che prolungarlo e aggravarlo.

La sua partenza renderebbe molto più facile la soluzione di tutti i problemi, in primo luogo del problema algerino. La Francia potrebbe quindi svolgere, ancora una volta, nella difesa del mondo libero il ruolo che l'attuale governo non è in grado di svolgere.



Documento 103

VIVA LA FRANCIA

15 ottobre 1961

ORGANO DI COMBATTIMENTO DELL'O.A.S. METROPOLITAINE

Editoriale

"Quanto all'Algeria, nel bene e nel male, da tre anni non abbiamo cessato di avvicinarci all'obiettivo che mi sono prefissato in nome della Francia... Ieri, per averlo voluto e per averlo fatto gradualmente adottare dalla grande massa degli spiriti..." Così parlò il signor de Gaulle, rivolgendosi solennemente alla Francia, il 2 ottobre 1961.

Tutto è ormai completamente chiaro: il signor de Gaulle ha ripreso il potere nel 1958, grazie a una rivolta popolare in nome dell'Algeria francese, "incanalata" verso di lui dal signor Delbecque, con la ferma intenzione di abbandonare l'Algeria. Non ne abbiamo mai dubitato molto, non ne abbiamo più dubitato affatto per molto tempo. È comunque positivo che il criminale confessi liberamente il suo crimine. Ai sensi degli articoli 71, comma 4, e 86 del Codice penale, l'atto d'accusa contro il signor de Gaulle sarà più facile da redigere dinanzi all'Alta Corte.

Chi riteneva "di nuovo plausibile" l'ipotesi di un ritiro volontario del "capo dello Stato" è stato ben accolto quella sera. Il signor de Gaulle è fin troppo felice di essere all'Eliseo, lo abbiamo sempre detto, e userà tutti i mezzi per mantenervi la sua posizione. Scioglimento ed elezioni saranno sufficienti contro la cattiva volontà parlamentare, l'articolo 16 "in tutta la sua possibile estensione" lo garantirà nelle occasioni più urgenti...

I politici che sono stati sdegnosamente criticati di sfuggita possono riflettere sulla libertà d'azione che ancora godono. Il signor Frey lo ha chiarito: il signor de Gaulle, se necessario, si rivolgerà direttamente al popolo, sopra le sue teste, e ne otterrà il sostegno. Ovviamente non avranno molto peso nello scontro. Non perché il signor de Gaulle sia molto popolare, ancora una volta, ma perché i francesi hanno riflessi monarchici.

Il problema in Francia non è mantenere il potere, ma prenderlo. Con il generale Salan insediato domani all'Eliseo, i francesi acclameranno il generale Salan come hanno acclamato il maresciallo Pétain, come hanno presunto e sono pronti ad acclamare di nuovo il M.de de Gaulle. Il Parlamento non si è ancora ripreso dal suo discredito, e i semplici leader di partito non potranno mai impedire che l'approvazione popolare fluisca verso il capo dello Stato, chiunque egli sia. La Francia non vuole rivedere i loro giochi irrisori, e il signor de Gaulle, che lo sa bene, ne sta approfittando.

Dobbiamo saperlo anche noi, e tenerlo costantemente presente in questi giorni in cui il momento decisivo si avvicina rapidamente e in cui non verrà commesso un solo errore. Il potere dell'O.A.S. in Algeria non autorizza, al contrario, alcun allentamento dei nostri sforzi. Dobbiamo stare attenti a non credere che l'ingresso trionfale del generale Salan nella Delegazione Generale, la presa di controllo dell'intera provincia in ventiquattro ore o tre giorni, siano sufficienti a risolvere tutti i problemi, e che non ci resterebbe altro da fare, nella Francia metropolitana, che fregarci le mani e preparare le bandiere per accoglierlo a nostra volta. Nel frattempo, il signor de Gaulle apparirebbe in televisione, appellandosi al "popolo" contro questi "devianti", questi agitatori, e la Francia, a quanto pare, si schiererebbe di fatto al suo fianco. Il destino della nazione si decide a Parigi; non ci devono essere errori.

La costituzione del Consiglio nazionale francese, la cui proclamazione è riportata di seguito, giunge al momento giusto.

Jules Bertin.


Documento 104

PROCLAMAZIONE AL POPOLO FRANCESE

CONSIGLIO NAZIONALE FRANCESE

In nome della Nazione e del popolo francese,

Le personalità civili e militari riunite a Parigi il 12 ottobre 1961, agendo sia in nome proprio che in nome dei responsabili civili e militari della lotta nazionale contro l'autorità di fatto impedita da forza maggiore,

- Visto il ricorso del 28 luglio 1961 con cui si constata lo stato di vacanza delle funzioni legislative, a seguito del tacito consenso del Parlamento agli atti del Presidente della Repubblica, costituendo tuttavia il delitto di alto tradimento previsto dall'articolo 68 della Costituzione del 4 ottobre 1958;

Prendendo atto che l'apertura della sessione ordinaria del Parlamento non ha apportato alcun cambiamento a questo stato di cose e ricordando che la continuità della nazione deve essere assicurata in ogni circostanza e qualunque cosa accada;

 - Prendendo atto che lo sviluppo della lotta dell'O.A.S. contro l'autorità di fatto su tutto il territorio rende necessaria l'istituzione di un'autorità centrale, capace di farsi carico dell'organizzazione e della direzione suprema della lotta sul territorio metropolitano con la stessa determinazione del generale dell'esercito Raoul Salan nella provincia dell'Algeria,

- Considerato che l'avvicinarsi della battaglia finale richiede che l'autorità adotti urgentemente le misure necessarie per far fronte alla situazione creata dalla scomparsa delle autorità di fatto e l'obbligo di garantire così nel più breve tempo possibile le responsabilità dello Stato e del governo,

Decisero di costituirsi in Consiglio Nazionale Francese, depositario della sovranità nazionale.

In nome della Nazione e del popolo francese, il Consiglio nazionale francese adotterà tutte le misure che le circostanze imporranno, allo scopo di porre fine all'usurpazione delle autorità di fatto e di ristabilire la sovranità dello Stato francese.

Lo stesso giorno si insediò il Consiglio nazionale francese.

 a Parigi, il 12 ottobre 1961


Documento 105-106

CONTRO l’O.A.S., M. de GAULLE VUOLE FARE DOBFER

LE BANDE FLN

Numerose informazioni, verificate e provenienti da fonti attendibili, ci sono pervenute riguardo al piano elaborato dal signor de Gaulle per cercare di ridurre l'O.A.S., unico ostacolo posto sulla strada della "sua" pace algerina. Agli ingenui impenitenti sembrerà incredibile, e in effetti, nella storia si trovano esempi piuttosto rari di tale mostruosa perversità. Ecco cosa sappiamo. Inutile dire che i combattenti dell'O.A.S. hanno il dovere imperituro di diffondere queste informazioni il più ampiamente possibile.

Durante le numerose conversazioni segrete avvenute nelle ultime settimane tra emissari gollisti e il FLN, i primi, per sfuggire alla tragica situazione di stallo in cui si trovano, si sono mostrati determinati a cedere tutto alle rivendicazioni degli uomini di Tunisi, del territorio algerino (incluso il Sahara, naturalmente), degli europei e dei fedeli musulmani, ecc. Come disse una volta il signor de Gaulle: "Bene! Soffriranno!". Gli uomini di Pen Khedda hanno tuttavia sottolineato (non senza ragione) che un dono così teoricamente magnifico non sarebbe probabilmente toccato loro finché l'OAS fosse stata lì a sbarrare loro la strada verso Rocher Noir. "Liquidate l'OAS", hanno dichiarato in sostanza, "e negozieremo. Non aspettatevi nulla da noi in anticipo".

Nel suo ufficio all'Eliseo, il signor de Gaulle si prese del tempo per riflettere. Questo è il piano che la sua follia criminale cercherà ora di mettere in pratica.

1°/ In una prima fase, l'esercito francese verrà ritirato dalle postazioni di Costantina e Orania, che non ha evacuato, al fine di creare un vuoto totale. Le truppe saranno reimbarcate per la metropoli o concentrate ad Algeri (il recente abbandono della postazione di Sakiet rientra in questa prospettiva).

2°/ Questa operazione dovrebbe essere condotta in modo indolore: la frontiera verrà aperta ai bander...ll. di stanza in Tunisia, in modo da consentirne l'insediamento in territorio algerino. Così, il signor Ben Khedda, il cui "governo", con la benedizione dei gollisti, potrà insediarsi a Batna o a Costantina (prima tappa prima di entrare nella Roccia Nera), potrà immediatamente proclamare di controllare una parte del territorio algerino e ottenere il riconoscimento internazionale.

3°/ Grazie alle truppe riportate ad Algeri, verrà lanciata un'offensiva generale contro l'O.A.S., per respingerla il più possibile verso Oranie, che fingeremo di risparmiare. Questa offensiva sarà accompagnata dalla creazione della forza musulmana sognata dal signor de Gaulle, nella quale al FLN verrà naturalmente dato ampio spazio.

Dopo che l'indipendenza dell'Algeria sarà stata solennemente proclamata, l'OAS verrà presentata al mondo come una ribellione contro il governo legale dell'Algeria.

Si tratterà quindi solo di ridurla, e a questo scopo sono previsti diversi mezzi: da un lato, la chiusura dei porti di Orano da parte della flotta francese in modo da tagliare fuori tutte le comunicazioni via mare (le recenti manovre navali di fronte a Mers-el-Kébir sembrano essere state una prova generale dell'operazione). Si prevede quindi che Oranie verrà gradualmente asfissiata, isolata com'è dal mondo dal Marocco a ovest, dalla flotta francese a nord, dalle truppe del F.L.F. a est e dal Sahara a sud. D'altra parte, brigate internazionali, formate da volontari provenienti da paesi arabi e comunisti, arriveranno a supportare le truppe del F.L.N. per svolgere l'operazione di bonifica. Possiamo affermare nel modo più formale che il signor Malraux ha già avuto alcuni contatti in vista della costituzione di queste brigate.

Questi sono i tratti essenziali del piano del signor de Gaulle. Per definirlo, si preferisce usare il termine follia piuttosto che tradimento. Solo un pazzo avrebbe potuto concepire una tale mostruosità.


Inutile dire che nulla di tutto ciò ci spaventa. L'esercito francese, per quanto epurato, non accetterà mai di svolgere il ruolo ignobile che gli è stato preparato. Non è meno certo che l'OAS sia già in grado di infliggere una schiacciante sconfitta militare alle forze di Ben Khedda. Per quanto irrealizzabile possa sembrare, questo piano merita comunque di essere reso noto. È il colmo dell'aberrazione criminale.

PROCLAMAZIONE N. 1 del Consiglio Nazionale Francese, relativa alla MOBILITAZIONE GENERALE dei patrioti nei dipartimenti a nord del Mediterraneo.

Il Consiglio nazionale francese,

- Vista la mobilitazione generale nei dipartimenti dell'Africa del Nord ordinata dal generale dell'esercito Raoul Salan;

Considerando che l'avvicinarsi della lotta decisiva dell'O.A.S. contro le forze del potere di fatto esige che tutti i francesi siano pronti a rispondere alla chiamata della nazione che lotta per il suo destino e che il peso della lotta non può essere lasciato unicamente ai cittadini domiciliati nei dipartimenti dell'Africa del Nord;

Considerando che è importante mobilitare immediatamente i patrioti su tutto il territorio nazionale, DECIDE

Articolo 1.- La mobilitazione generale dei patrioti ordinata nei dipartimenti dell'Africa del Nord dal generale d'esercito Raoul Salan è estesa a tutto il territorio metropolitano.

Articolo II. Ogni francese preoccupato per il destino del paese, membro o meno dell'O.A.S., deve considerarsi tutelato dalla presente decisione ed essere pronto a rispondere a qualsiasi ordine individuale proveniente dal personale dell'O.A.S.

Articolo III. - Lo Stato Maggiore dell'O.A.S. determinerà le modalità di applicazione del presente ordine, che entrerà in vigore a partire da oggi. Fatto a Parigi, il 13 ottobre 1961.

Nota dell'editore: L'ordine di mobilitazione generale appena firmato dal Consiglio nazionale francese è il preludio a un nuovo sviluppo nella lotta dell'esercito segreto nella Francia metropolitana.

Importanti decisioni di attuazione saranno prese nei prossimi giorni dalla sede centrale dell'O.A.S. nella Francia metropolitana. La settimana dal 22 al 29 ottobre è già stata designata "Settimana metropolitana dell'O.A.S.".


Documento 107-108

CARTA D'AZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE FRANCESE

Il Consiglio nazionale francese, riunito a Parigi il 13 ottobre 1961,

Considerati gli obiettivi che la Metropolitan O.A.S. si è prefissata nella sua lotta contro le autorità di fatto;

Considerando che, di fatto, la politica dell'autorità di fatto ignora le rivendicazioni più legittime del popolo francese di ogni categoria e condizione, mentre conduce nello stesso tempo allo smembramento della Francia, compromettendo così gravemente e immediatamente sia gli interessi superiori della nazione sia gli interessi immediati dei cittadini, che sono comunque uniti;

Considerato che spetta al Consiglio nazionale francese adottare tutte le misure appropriate per difendere gli interessi generali della nazione e gli interessi particolari dei cittadini;

Considerando che, d'altronde, la lotta contro l'autorità di fatto non avrebbe senso se assumesse il solo aspetto negativo di un'impresa il cui successo lascerebbe la Francia abbandonata al caso o al caos; che è di conseguenza importante proclamare che la vittoria dell'O.A.S. non sarà che il punto di partenza di un lavoro a lungo termine di ricostruzione del paese, che non può essere intrapreso che su basi opposte a quelle che hanno ispirato gli atti dell'autorità di fatto, e che è necessario che la nazione sappia che i dirigenti che hanno guidato la sua lotta non si sottrarranno al loro dovere di

guida verso la sua rinascita: Dichiara di adottare come carta d'azione della zona il programma stabilito dall'O.A.S. metropolitana, e cioè essenzialmente:

1) la salvaguardia con ogni mezzo e a qualunque costo dell'integrità del territorio. I problemi specifici delle province francesi del Nord Africa saranno risolti attraverso un saggio decentramento dell'intero territorio metropolitano.

2) l'annientamento del comunismo in Francia, non solo attraverso la messa al bando delle sue organizzazioni, dichiarate o parallele, ma in profondità, attraverso il rovesciamento in tutti i campi della politica con cui il regime pluto-democratico sta surrettiziamente conducendo la società al collettivismo.

3) In questa prospettiva fondamentale, il ripristino delle normali condizioni di vita per tutte le attività basate sull'iniziativa personale, in particolare l'agricoltura, base tradizionale della società, lo spirito d'impresa dovrebbe essere incoraggiato, non penalizzato.

4) una politica economica e sociale audacemente innovativa, che garantisca a ogni famiglia francese uno stipendio dignitoso e condizioni di vita dignitose, mirando all’elevazione delle persone e non più al loro livellamento verso il basso.

ECCO ALCUNI MESSAGGI PERSONALI: Soleggiato dopo le nebbie mattutine. - Uno, due, tre, quattro. - Gli orecchini di zia Agathe sono d'oro massiccio. - La Mitidja è un fiume francese. Prima tavola (stanza aperta, ponte-remo). Il Tour de France del 1962 ha concluso la sua tappa a Spa, in Belgio. - Verticalmente: emettete suoni profondi. Il Salone Nautico Internazionale è finito. Goethe era presente a Valmy. - Giovanna d'Arco è nata il 6 gennaio. - Le vacanze del signor Hulot continuano.

5 la restituzione alla comunità nazionale, in particolare mediante la vendita forzata di azioni al personale e ai modesti risparmiatori, delle società monopolistiche suscettibili di nuocere agli interessi della nazione, che sono e restano la legge suprema.

6) la ricostituzione di una vera educazione nazionale, che dia ai giovani francesi l'orgoglio della patria francese.

7) la ricostituzione dell'esercito, esempio e guida per tutta la nazione; ciò avverrà in particolare mediante il pensionamento obbligatorio degli ufficiali dipendenti dallo Stato e la promozione accelerata degli ufficiali che, dopo il coraggio dimostrato in combattimento, avranno dimostrato coraggio civico.

Il Consiglio Nazionale Francese sostiene gli appelli dell’0.A.S. metropolitano francese. Chiede agli ufficiali, disperati per le politiche dell'autorità di fatto, di rimanere ai loro posti alla vigilia della battaglia decisiva; l'abbandono dei loro incarichi non può essere tollerato. Dichiara solennemente che la Francia non sarà in alcun modo vincolata da alcun trattato, convenzione o accordo attualmente sottoscritto dall'autorità di fatto, in particolare da quella algerina, con i leader della ribellione algerina.

Settimana d'azione dell’0.A.S. nella Francia metropolitana

il suo coraggio, il più francese dei pr Algeria è ora, per le sue vittorie di Francia, ad Algeri, come a Orano e ovunque nei 13 dipartimenti della riva sinistra del Mediterraneo, la popolazione conserva all'unanimità la fiducia nell'Algeria francese di fronte all'arbitrarietà, all'incapacità e alla codardia.

Sì, tra i nostri compatrioti laggiù, siano essi operai, contadini, soldati, è definitivamente finito il tempo in cui ci si lasciava ingannare dalle menzogne convenzionali e dagli eufemismi ipocriti che si ammantano del mantello della pace con l'unico scopo di consegnarli, legati e legati, alla furia bestiale dei felleghn del P.L.N.

Ma ora la lotta contro l'abbandono del territorio nazionale che è l'Algeria-Sahara spetta alla Metropolia impegnarsi pienamente.

Per questo motivo venne decisa una Settimana d'azione dell'O.A.S., da domenica 22 a domenica 29 ottobre 1961, per tutto il territorio metropolitano.

Nel corso di questa settimana, progressivamente fino all'ultima domenica, i patrioti francesi, combattenti dell'O.A.S. o no, civili o militari, dovranno, anche individualmente:

Aumentare il numero di attacchi dell'OAS a muri e strade. Esporre le bandiere di combattimento dell'OAS nel maggior numero possibile di punti ben in vista o simbolici.

Intensificare la distribuzione di opuscoli e pubblicazioni dell'O.A.S.

Aumentare gli avvertimenti telefonici e postali a coloro che sostengono il tradimento gollista.

Applicare scrupolosamente le istruzioni specifiche per lo svolgimento delle missioni speciali.

L'OAS COLPISCE DOVE VUOLE, QUANDO VUOLE, CHI VUOLE

Stampa clandestina speciale di Vive la France


Documento 109-111-113

3° Dipartimento del Ministero dell'Interno Amministrazione

Il 17 aprile 1962.

TOP SECRET

Ministro dell'Interno

s. L. Štrougal

Misure attive in Francia, realizzate con l'ausilio di materiale d'agenzia attraverso le redazioni dei quotidiani in Italia, Austria, Grecia e Inghilterra.

Nome in codice AO: TRADIMENTO.

la nomina di SALANA all'ex Primo Ministro DEBRÉM.

La misura attiva si basa sull'utilizzo di materiale dell'OAS, fornitoci da FAUST. Si tratta di una lettera riprodotta, inviata ai giornali francesi ma non pubblicata, che rivela in diversi esempi concreti le istruzioni di DEBRE di stabilire contatti con alcuni organi dell'OAS, ai quali venivano offerti denaro e armi. Nella lettera, SALAN respinge l'offerta di DEBRE e parla con disprezzo della sua politica di tradimento sia degli interessi della Francia che del suo "capofamiglia", il Generale de GAULLE. Si allega anche una copia della nota manoscritta dell'attuale Generale GARDON sulla visita di CH. de la MALENE, che nel 1958 discusse ad Algeri, su ordine di DEBRE, la questione della condanna degli autori dell'attentato contro SALAN. SALAN ha recentemente fatto riferimento a questa questione in una lettera a DEBRE, citata dal quotidiano parigino Le Monde.

Entrambi i documenti saranno accompagnati da una lettera di accompagnamento della delegazione generale dell'OAS nella metropoli, firmata da GONTRIM, che è stata inviata ai giornali francesi insieme alla lettera di SALAN DEBRÍ.

Lo scopo di questa AO è quello di fornire ulteriori prove del sostegno che l'OAS riceve dalle più alte cariche governative in Francia. Si propone di rivelare le vere ragioni della lenta azione del governo contro l'OAS e di provocare opposizione al regime i cui leader consentono direttamente le attività di questa organizzazione terroristica.

esecuzione:

Invieremo le lettere sopra menzionate da Parigi alle redazioni di diverse riviste in Gran Bretagna, Austria, Italia e Grecia. Data la nostra esperienza di precedente collaborazione con alcune delle riviste prese in considerazione in questo caso, possiamo presumere che il materiale verrà pubblicato nei paesi menzionati senza il nostro intervento diretto.

controllo del risultato:

La risposta a questa AO sarà monitorata sulla stampa estera; anche gli uffici di residenza nei paesi interessati saranno incaricati del monitoraggio.

Circostanza pericolosa

L'intera azione sarà svolta sulla base dei documenti originali, che saranno solo leggermente modificati. Nella redazione e riproduzione delle lettere non verranno utilizzati né carta né colori cecoslovacchi, quindi non vi è alcun pericolo che l'origine dell'azione possa essere rivelata. Dopo l'invio delle lettere, non interferiremo nel corso dell'azione, perché presumiamo che almeno alcune redazioni potranno

essere interessate ai materiali e pubblicarli loro stessi.

Anche la sicurezza dell'agente FAUST, che ci ha consegnato il materiale, non è messa a repentaglio da questa azione.

Capitano Vácha, ufficiale anziano del 3° dipartimento

Gruppo AO del dipartimento di studio.

Vice Capo dell'Amministrazione Tenente Colonnello Kamenický

Capo del 3° Dipartimento Capitano Lamač

Capo/Prima Amministrazione del Ministero dell'Interno, Col. Houska

Fatto 2x,

Copia n. 1 per il Ministro, copia n. 2 per il volume 0445.


Documento 115

Dal dipartimento, 1a sezione

Il 24 dicembre 1962.

4° dipartimento, villaggio di Konšel,

In appendice alleghiamo 2 buste contenenti una lettera di SALAN a DEBRE, appunti del Gen. GARDON  Incontri con il confidente di DEBRÉ, Malene, e una lettera di presentazione della dirigenza parigina dell'OAS.

Chiediamo che questo materiale venga inoltrato a uno dei vostri colleghi dei giornali austriaci, dove si presume possa essere di interesse generale. Il materiale menzionato è stato inviato direttamente da Parigi alle seguenti redazioni:

Volksstimme, Die Presse, quotidiano dell'Alta Austria Kirchhofer, Salisburgo News, Southeast Daily Sports, giornale Stoner, Illustrated Kronen-Giornale/Consolazione/,Corriere.

Come leggenda per l'agente, si potrebbe usare l'affermazione che il materiale è stato inviato dall'organizzazione OAS alla nostra agenzia di stampa ceca di Parigi e che noi sosteniamo che la sua pubblicazione sulla nostra stampa non sarebbe del tutto tattica ed efficace.

Lo scopo dell'evento è quello di mettere in luce la collaborazione tra alti funzionari francesi e il TAS. L'evento si svolgerà anche nel Regno Unito, in Germania e in Italia.

Vi chiediamo inoltre di monitorare gli annunci stampa e di altro tipo riguardanti questo evento.

Incl.: 2 buste.

Capo del 3° Battaglione:

capitano Lamač F


Documento 125-126

vedi Il Generale Salan

Febbraio 1962

Signore,

La facilità e la flagrante malafede con cui incriminate l'OAS mi spingono a fornirvi alcuni chiarimenti. La vostra posizione vi consente con tutti i mezzi di negare e proibire alla stampa di esprimere liberamente la propria opinione. L'arbitrarietà che è ormai la regola del regime che servite vi consente le iniziative più ampie e anche la più bassa disonestà. Quanto a me, mi accontenterò semplicemente di avervi detto ciò che penso, sicuro di essere ascoltato da tutti coloro il cui buon senso e la cui concezione della corretta valutazione delle cose non avete ancora soffocato.

È certamente elementare e comodo attribuire all'OAS tutti gli errori del momento. È altrettanto facile attribuirle tutte le esazioni, anche quando, attraverso un insidioso sfruttamento della situazione, sono i vostri stessi servizi a commetterle. Non è un segreto che, dal giorno in cui siete stati costretti ad ammettere la vostra impotenza, abbiate creato gruppi d'azione le cui attività vi permettono di seminare ulteriore confusione nei fatti e nelle menti. Quando uno Stato si riduce a creare tali sistemi, credete davvero nella sua vitalità e nelle sue possibilità di durata? È vero che tali atti sono sempre stati vostri e dei vostri compari. Il Paese è sempre meno ingannato. Tutti ormai sanno che le esplosioni che quotidianamente sconvolgono la capitale e le province sono spesso, e per uno scopo che certamente non ignorate, opera dei vostri servizi e dei partiti di estrema sinistra a cui vi unite così volentieri per i vostri tristi compiti.

In un momento in cui il Potere sta lentamente morendo, ogni mezzo è buono per cercare di salvarlo. Voi condividete tra i primissimi la responsabilità dello Stato rivoluzionario che si sta creando. È vero che non si può pretendere altro che calci e brutalità da colui di cui l'ammiraglio Thierry d'Argenlieu disse: "Non è mai stato capace di essere altro che il mio sposo".

Eppure sapete che, nonostante i mezzi generosi che impiegate, non siete riusciti a neutralizzare le profondità dell'Organizzazione. Alle vostre torture, alle vostre esazioni, alle vostre brutalità, i nostri combattenti rispondono con fede e determinazione esemplari. Avete creato, e questa sarà una delle principali vergogne del vostro regime, i "barbouzes" (poiché questo è il loro nome). Per farlo, avete dovuto fare appello al Partito Comunista e a qualche mercenario senza morale. Non solo le loro azioni non sono riuscite a raggiungere il cuore del nostro movimento, ma abbiamo inferto loro colpi così duri che, nonostante le favolose somme che distribuite loro, la paura li ha vinti e li vedete oggi sfuggirvi di mano. I vostri metodi hanno anche causato una certa inquietudine tra i ranghi dei servizi d'ordine e della polizia tradizionale, che hanno capito rapidamente che un regime che non può più contare su altro che "organizzazioni parallele" è esso stesso perduto. Quindi non posso che rendere omaggio alla lucidità di questi soldati e funzionari. Quando dite loro che devono essere considerati mobilitati, ditevi che non è più al servizio della vostra causa che sono lì, ma a quella della Patria e quindi della nostra, perché tutti sanno che noi stiamo lottando per la giusta Causa, contro la vostra tradizione.

Pertanto, nella posizione che occupate, nel posto che occupate nel regime e nel quadro delle decisioni pubbliche e segrete che prendete, portate, insieme ai vostri collaboratori immediati, la maggior parte della responsabilità dello stato di guerra civile che si sta affermando nel paese. 

R.SALAN


Documento 141-142

Generale Salan

9 febbraio 1962

Signore,

Quando ho deciso di rendere pubblici alcuni fatti specifici, avevo a disposizione tutti gli elementi necessari per affrontare tutte le smentite. Dovrei forse ricordarvi il caso Debrosse nell'affare delle torture? Avete ritenuto utile smentire i termini della mia lettera, relativa all'affare Bazooka. Vi invierò a breve, per vostra documentazione personale, la fotocopia del rapporto del Generale GARDON, che menziono nella mia lettera. Darò inoltre ampia diffusione a questo rapporto affinché nessuno ne venga a conoscenza.

Colgo l'occasione che mi viene offerta oggi per affrontare un altro problema: quello della permanenza del tuo tradimento.

Dopo il fallimento di Bazooka, non ho bisogno di soffermarmi su come hai tradito la causa che hai difeso sia in Parlamento che sulle colonne del "Courrier de la Colère". Tutto questo è ormai di dominio pubblico.

Ciò che voglio chiarire oggi riguarda le sue recenti manovre con cui lei si sta nuovamente cimentando nel giochetto del tradimento, ma che ora prende di mira proprio la persona che l'ha portata all'apice dell'onore, cioè il generale de Gaulle in persona, di cui lei è Primo Ministro.

Percepisci meglio di chiunque altro la fine del regime e vuoi essere il primo a prendere impegni per un futuro che ti si presenta sotto una luce piuttosto oscura. Pertanto, da tre mesi stai inviando alcuni dei tuoi collaboratori più prossimi ad Algeri con la missione di contattare la nostra Organizzazione. L'ex caporedattore del "Courrier de la Colère" è stato licenziato per primo. Rendendoti conto che sarebbe stato impossibile per te...

Per far sentire le vostre argomentazioni ai massimi livelli dell'O.A.S., avete cercato di corrompere elementi subordinati. I signori Melnak e Gilbert Bresson, dal vostro ufficio, hanno tenuto i loro incontri al Palazzo d'Estate di Algeri e, durante i contatti, hanno offerto denaro, armi e avvertimenti. Sapete cosa è successo a coloro che si sono lasciati sedurre dai vostri emissari, la cui missione era convincerli dell'utilità della vostra manovra, che consiste nel sostituire De Gaulle con il vostro gollismo.

Quindi hai iniziato tradendo una causa, hai tradito te stesso, ora tradisci il tuo padrone, vedendolo indebolirsi. Un record di servizio notevole e lodevole.

Ciò che non dovete ignorare è che io neutralizzerò e bloccherò spietatamente qualsiasi manovra da voi intrapresa o da voi orchestrata. L'OAS non si occuperà di tradimento.

R.SALAN

Sig. Michel DEBRE Hotel PARIGI Matignon


Documento 3-5

I. Relazione del Ministero dell'Interno, III dipartimento

Il 14 febbraio 1962.

TOP SECRET

Un riassunto delle misure attive a sostegno della resistenza francese contro i tentativi dei circoli reazionari di instaurare il fascismo in Francia.

Il carattere del periodo attuale, che sta attraversando lo sviluppo politico interno in Francia, è interamente determinato dagli sforzi dei circoli reazionari francesi per instaurare un regime fascista. La loro organizzazione, l'Organizzazione dell'Esercito Segreto (OAS), sempre più attiva nella Francia metropolitana, soprattutto a Parigi, ha delineato negli ultimi mesi un nuovo orientamento per le sue attività: secondo queste nuove linee guida emanate dalla dirigenza dell'OAS, tutte le unità dell'OAS devono ora concentrare le loro azioni terroristiche esclusivamente contro il Partito Comunista Francese (FKS) al potere in Francia. La dirigenza dell'OAS mira a questo obiettivo, da un lato, attenuando la persecuzione dell'OAS da parte delle autorità francesi e la condanna delle sue precedenti azioni da parte di una parte inconsapevole dell'opinione pubblica francese, e dall'altro, mobilitando le forze di polizia contro l'FKS organizzando azioni di protesta e manifestazioni del Partito Comunista Francese e rendendo visibile alla parte inconsapevole dell'opinione pubblica francese il "pericolo comunista" che minaccia la Francia.

Sulla base della situazione attuale, stabiliremo la seguente linea per l'attuazione di misure attive nel prossimo futuro: 

Creeremo... Creeremo la finzione di una nuova organizzazione ultrafascista, l'OAS, che abbia legami con il movimento fascista internazionale. In nome di questa nuova organizzazione, pubblicheremo volantini che chiedono l'accelerazione della campagna contro de Gaulle, l'introduzione del terrore nell'esercito contro i suoi fedeli sostenitori, la "purificazione" dell'esercito e della polizia, simile a quella in Algeria. Per quanto riguarda gli obiettivi politici, sia nella Francia metropolitana che in Algeria, la nuova organizzazione manterrà la posizione proclamata dalla dirigenza dell'OAS. 

-2-


E


La nuova organizzazione presenterà la richiesta di mobilitare le #forzesanedellanazione" a maggio di quest'anno, in occasione del quarto anniversario del tradimento della causa nazionale da parte del generale de Gaulle.

Stiamo quindi cercando di compromettere l'OAS (tutte le sue organizzazioni) di fronte all'opinione pubblica francese, per dimostrare che i membri dell'OAS non sono nazionalisti francesi, ma fascisti con legami internazionali. Allo stesso tempo, cercheremo di mettere l'apparato di polizia e l'OAS l'uno contro l'altro, e allo stesso tempo di deviare la pressione delle forze di polizia e dell'OAS contro il Partito Comunista Francese e le forze progressiste.

Per conto della nuova organizzazione dell'OAS saranno intraprese le seguenti azioni:

a) Saranno inviate lettere minacciose a diversi influenti politici di "centro" e a eminenti giornalisti borghesi. La scelta dei destinatari sarà effettuata in modo da garantire che le personalità menzionate esprimano pubblicamente la propria posizione nei confronti dell'OAS.

Verrà inoltre inviata una lettera minacciosa al Ministro dell'Interno, FREY. Saranno inviate lettere estorsive a diversi importanti finanziatori, chiedendo loro di depositare una certa somma a sostegno dell'OAS.

b) Sulla base di materiale proveniente dalla stampa e ottenuto tramite le agenzie, gli elenchi degli ufficiali e dei poliziotti condannati dall'OAS alla liquidazione saranno diffusi tramite una circolare interna dell'OAS.

c) Si farà in modo che alcuni giornali francesi rispondano alle attività della nuova organizzazione OAS e sottolineino gli stretti legami dell'OAS con le organizzazioni fasciste straniere.

Nella determinazione della linea di sintesi delle misure attive si è tenuto conto della necessità di scegliere misure che non richiedano un complesso lavoro preparatorio organizzativo.

Capo del 3° Dipartimento dell'I.SMV:

Il capitano Lamač František, sul modello del capitano Vlk


Documento 7-9-11

Prima Amministrazione del Ministero dell'Interno, III Dipartimento

21 novembre 1962

Compagno Lubomír STROUGAL.

Proposta di misure attive

Numero di fogli: 3

Allegati: 2

Misure attive in Italia, nome in codice "RESISTENZA", attuate dall'ente di residenza romano, attraverso la pubblicazione sulla stampa italiana di interessanti informazioni provenienti dalla Francia.

È noto negli ambienti politici che il Generale De GAULLE presumeva di ottenere un numero di voti maggiore nel referendum sulla Costituzione francese rispetto a quanto effettivamente ottenuto. È noto a tutti che De GAULLE intendesse liquidare i partiti politici esistenti di "vecchio tipo", ovvero praticamente tutti i partiti tranne quelli che lo sostenevano. Uno dei politici che si è distinto, chiaramente contrario alle ambizioni politiche di De GAULLE, è Gaston MONNERVILLE, rappresentante della sinistra democratica al Senato, Presidente del Senato francese.

L'agente della residenza parigina, HEMAN, ha ottenuto informazioni da GUICHARD, un dipendente del gabinetto del Ministro-Presidente francese POMPIDOU, secondo cui De GAULLE intendeva, nel caso in cui avesse ottenuto il 70% dei voti nel referendum sulla Costituzione, sciogliere il Senato e sottoporre MONNERVILLE alla sorveglianza della polizia per aver insultato il Presidente. Secondo le stesse informazioni, De GAULLE intende sciogliere il Senato nel caso in cui i suoi sostenitori ottengano la maggioranza alle elezioni parlamentari. La polizia sarebbe inoltre stata informata del fatto che MONNERVILLE avesse ricevuto informazioni sul pianificato assassinio di De GAULLE.

Presumo che la pubblicazione sulla stampa italiana possa suscitare l'interesse degli ambienti politici dell'opposizione francese, che potrebbero usare queste informazioni come ulteriori argomenti contro De GAULLE, dimostrando che è disposto a ricorrere all'uso di metodi fascisti per liquidare i suoi sostenitori.

Metodo di esecuzione:

Le tesi da pubblicare sul giornale saranno discusse con il giornalista comunista SANSONE, direttore del quotidiano Paese Sera (quotidiano di sinistra controllato da KSI, dichiarato indipendente). In caso di accordo, verrà inviata alla redazione una lettera anonima con le sue informazioni, in modo che SANSONE possa documentare le informazioni ricevute. La descrizione sarà redatta in francese, con una macchina da scrivere francese e su carta francese.

Monitoraggio della risposta:

Monitoraggio della stampa italiana e francese.

Circostanze pericolose:

Le informazioni, ottenute da una cerchia piuttosto ristretta di persone, verranno riformattate in modo che la fonte (HEMAN) non venga rivelata.

SANSONE, che pubblica le informazioni, è considerato un compagno affidabile che non rivelerà l'origine e il metodo con cui ha ricevuto le informazioni.

Capo del 3° Dipartimento:

Capitano Fr. Lamac

Vice Capo I.spr.MV:

Tenente colonnello Jan Pražský

Capo della 1a Direzione del Ministero degli Affari Interni

Josef Houska


Documento 15

Gentile Direttore, le scrivo tutto questo perché, da quanto ho appreso da persone ben informate, sembra che si stia preparando un gioco d'azzardo. Pur credendo di poter impedire ciò che il generale sta progettando, ritengo che informare per tempo il pubblico francese potrebbe almeno porre dei limiti all'arbitrarietà del generale e, d'altra parte, mettere in guardia il pubblico italiano da ciò che potrebbe accadere, aprendo forse la strada anche qui a un potere personale.

inviato a SANSONE

ROMA

Via della Camilluccia 195

Redazione

PAESE SERA

Manovre golliste contro il Senato

PARIGI - Un vivo allarme regna negli ambienti democratici francesi per le manovre goliste tendenti a dare il via libera al Senato, che dovrebbe essere trasformato nelle intenzioni che si attribuiscono al generale De Gaulle in una specie di assemblea consultiva per l'economia e il lavoro. L'operazione anti-Senato, stando a voci che circolano negli ambienti politici parigini, dovrebbe articolarsi in più tappe, la prima delle quali avrebbe avuto come obiettivo la persona stessa del presidente del Senato Gaston Monnerville. Si tratterebbe, in effetti, di una vendetta, perché Monnerville, come si ricorderà, è stato uno dei più accaniti sostenitori dei progetti assolutistici di De Gaulle ed è stato denunciato attraverso un ricorso al Consiglio Costituzionale le illegalità delle misure prese dal Generale per il referendum sulla elezione del Capo dello Stato a suffragio diretto. Sta di fatto che da qualche tempo a questa parte viene fatta circolare negli ambienti politici francesi la voce secondo la quale Monnerville era stato messo al corrente a suo tempo dell’attentato che si preparava contro il presidente De Gaulle da parte dell’estrema destra. Sempre secondo queste voci, la polizia si starebbe dando ora da fare per procurarsi le “prove” allo scopo di mettere sotto accusa il presidente del Senato. 

In altri termini i gollisti stanno cercando un pretesto per eliminare Monnerville dalla scena politica e per colpire, una volta montato lo scandalo del suo presidente, il secondo ramo del Parlamento, che è una delle poche istituzioni democratiche che resistono agli ambizioni piani assolutisti del Generale.

Gli ambienti democratici francesi sono preoccupati sia per le minacce che sovrastano il Senato sia per i metodi con i quali il regime gollista intende giungere, gradualmente, alla sua liquidazione.