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sabato 12 luglio 2025

Cameri e Novara nel mirino della STASI


Il territorio novarese era sicuramente nel mirino dello spionaggio comunista della Germania Est, almeno dai primi anni Settanta. Lo apprendiamo leggendo due relazioni molto minuziose sui piani operativi della NATO in Italia redatte dalla STASI, che dimostrano la centralità del territorio di Novara e del settore più a nord, ovvero verso la zona di Trarego Viggiona, sul lago Maggiore, in questo delicato ruolo di controllo militare dell’Occidente.

Il primo documento in cui compare Novara con la sua provincia, nell’ambito delle operazioni militari della NATO è del febbraio 1972. Il nome in codice è: MfS, HVA 88, V1. Nel paragrafo relativo alla difesa aerea Cameri veniva nominata in quanto zona in cui gli aerei NATO venivano portati per le riparazioni.


"Difesa Aerea

Il sistema di difesa aerea italiano, in coordinamento con l'ADOC (Centro Operativo di Difesa Aerea dell'Aeronautica Militare), si basa su tre SOC (Centri Operativi di Pratica di Mare) con i relativi settori di difesa aerea:

I (MONTE VENDA)

II (MONTE CAVO)

III (MARTINA FRANCA)

Questi includono e sono gestiti dalle unità di comunicazione dell'Aeronautica Militare:

2 LREW (Stazioni di Allerta Precoce a Lungo Raggio NATO)

13 CRC (Centri di Controllo e Segnalazione)

2 RP (Posti di Segnalazione)

1 Battaglione del Fronte Tattico Aereo

È quindi garantita la copertura radar completa dello spazio aereo italiano, inclusi i piazzali a nord, est e sud-est. Sono in corso lavori per estendere la sorveglianza dei piazzali a sud e ovest. L'automazione del sistema di difesa aerea. Il team è stato avviato (riequipaggiamento del 1° SOC Monte Venda (a sud di Padova).

L'ICOC (1° Comando Centro Operativo Italiano) garantisce la cooperazione tra la 5ª ATAF e il Comlandsouth.

La difesa aerea, insieme alle unità di aviazione da combattimento, dispone di 12 Battaglioni (1ª Brigata Aerea, 350 Velivoli Nike/Hercules) della 1ª Brigata Aerea e 4 Battaglioni Razzi Antiaerei (HAWK) delle Forze Terrestri.

Le unità di combattimento sono guidate dal Centro Operativo Regionale ROC (operazioni di attacco) e dal Centro Operativo SOC Sea Gate (operazioni LV).

L'addestramento ai caccia in doppia capacità (caccia come cacciatore) è in corso da tempo ed è già stato completato in alcune unità.

Il consolidamento delle forze antiaeree di tutte le forze armate, al fine di un comando unificato di difesa aerea, è garantito e costantemente testato attraverso esercitazioni in corso. Intelligence sulla situazione aerea dalla Marina Le informazioni sulle forze in mare vengono inserite nella situazione aerea del SOC.

Le seguenti strutture del Servizio di Segnalazione e Controllo Aereo sono, oltre al loro compito principale, costantemente impiegate per il supporto aereo delle forze terrestri:

SOC MONTE VENDA

CRC UDINE (mobile)

RP MONTE TELEGRAFO (a nord-est di BOLZANO)

RP MONTE SCINAUZ (a nord di UDINE)

401.Squadriglia Aerea (mobile).

Vedi Armamenti ed Equipaggiamenti

Inventario Aerei e Missili Antiaerei

L'Aeronautica Militare dispone di un inventario (obiettivo) di 

18 F-86 F

22 F-86 K

88 F/TF-104 G (di cui 20 nello squadrone di addestramento)

36 RF-104 G

50 F-104 S

18 G-91 Y

20 G-91 PAN (squadrone acrobatico)

54 G-91 B

Totale circa 316 aerei da combattimento e 6 logistici

circa 30 aerei da trasporto (esclusi gli elicotteri)

circa 350 FK NIKE/HERKULES

Manutenzione tecnica

Gli squadroni e le brigate sono organicamente suddivisi in gruppi tecnici e di base aerea. Sono subordinati ai comandanti di unità in termini di truppe e questioni operative, mentre un unico ramo tecnico fa capo ai comandi di regione aerea.

Gli squadroni volanti dispongono di proprie attrezzature tecniche e di altri equipaggiamenti da combattimento. Viene fornito il personale specializzato necessario per i servizi di manutenzione e riparazione. I gruppi tecnici sono responsabili delle riparazioni e delle ispezioni.

Questi gruppi tecnici possono eseguire autonomamente ispezioni fino a 100 ore; le ispezioni che superano la loro capacità sono delegate ai gruppi di riparazione. Un'ispezione ogni tre ore, così come tutte le riparazioni di maggiore entità, viene eseguita da aziende industriali.

I gruppi di riparazione sono dislocati a CAMERI e GROSSETO."


Anche in un’altra relazione, archiviata con il nome in codice di: MfS HVA 46 V1, compare il territorio novarese. Siamo però arrivati già alla fine della guerra fredda. Il documento, sempre della tedesca orientale STASI, la polizia di sicurezza della DDR, reca la data del 1987. Compaiono Novara e addirittura il piccolo centro di Bellinzago all’interno di una carta geografica italiana nella quale erano state annotate le basi dell’esercito italiano con i relativi battaglioni loro assegnati. A Novara veniva segnalato il battaglione Centauro, mentre a Bellinzago il Curtatone. Anche in questo documento compariva Cameri, ma quale sede dell’aeronautica. Nella cittadina si trovavano 13 velivoli F-104 S.

mercoledì 18 gennaio 2017

Terremoti artificiali? Ecco dove avvennero


Nel centro Italia si susseguono i terremoti, probabilmente naturali. Di certo nel passato ve ne furono, però, altri provocati artificialmente. Come ad esempio quello che avvenne nel 1960 nella zona di Intra. Scienziati italiani ed esteri fecero esplodere, in occasione dell'anno geofisico, considerevoli quantitativi di tritolo nel monte Bavarione, a quota 1100 metri sul livello del mare. Se si va a prendere la cartina, non si può non constatare che con il monte Bavarione siamo esattamente nella zona dell'Alpe Archia di Trarego Viggiona, la stessa di cui si parlò nel 1996 per la denuncia del consigliere provinciale Diego Caretti. 
La data esatta dell'esperimento fu il 26 settembre 1960. La prova ce la fornisce un articolo del 27 settembre 1960 del quotidiano La Stampa.

giovedì 28 aprile 2016

Vezzalini: "L'utero è la più grande tragedia dell'umanità"


L'ex prefetto fascista di Novara fucilato nel 1945, Enrico Vezzalini, intervenne con queste parole per dirimere uno screzio amoroso tra due nazi-fascisti durante la guerra. Amore e morte. E' questo volto umano, inedito, dell'occupazione nazista a colpire, ora che dopo tanti anni le comunicazioni private degli amministratori di Salò emergono dalle polveri degli archivi. Quello che vogliamo sottolineare in questa sede sono gli ampi stralci della lettera che Vezzalini scrisse il 26 novembre del 1944, da Novara, al capitano Herrn Seeling, comandante della sicurezza di Domodossola. In pratica c'era da fare da paciere per una questione di gelosia per una donna, probabilmente contesa da Duner, amico di Vezzalini, al nazista Seeling. Quest'ultimo mise in dubbio l'onestà e la fedeltà del Duner. «C'è di mezzo una donna - scrisse allora Vezzalini -. E noi sappiamo che l'utero è la più grande tragedia della umanità. Questo non esclude che Duner abbia delle colpe. E che possa riparare.» Mi ha colpito non solo l'umanità del prefetto fascista, ma anche il suo sentirsi vittima, quasi schiacciato dai partigiani, nonostante fosse uscito momentaneamente vittorioso dalla battaglia dell'Ossola. 

giovedì 14 aprile 2016

"Costruite ricoveri sui rilievi del lago Maggiore"


E' la richiesta che partì nel 1941-42 dalla prefettura di Novara quando ancora i bombardamenti anglo-americani sembravano lontani e improbabili. Ho fatto una piccola ricerca in archivio per trovare conferme circa il fatto che a Trarego Viggiona, sopra Verbania, possa essere stato costruito un bunker antiaereo durante la seconda guerra mondiale. C'è una traccia che porta a pensare alla possibile presenza fin dal lontano 1943 di un tunnel all'Alpe Archia, nelle proprietà degli Scarsetti. All'epoca il prefetto segnalò ai gerarchi del regime che non potevano essere costruiti ricoveri nelle località intorno al lago Maggiore, perché erano troppo frequenti le inondazioni di scantinati. Fu consigliato quindi di costruire questi rifugi per la popolazione sui rilievi della zona. Il podestà di Verbania, peraltro, sempre in quel periodo rispondeva al prefetto che i bombardamenti non erano considerati un serio pericolo per la città. Motivo: la posizione non strategica di Verbania. La storia dirà poi che non fu così. Ci furono le bombe e i morti anche a Verbania, ma non c'è traccia di documenti sulla presenza di un ricovero antiaereo all'Alpe Archia. Si sa soltanto che nel 1944 i tedeschi fecero saltare una galleria della prima guerra mondiale a Mergozzo, danneggiando le abitazioni vicine. Anche il tunnel di Archia secondo il testimone del quotidiano La Stampa proverrebbe dalla Grande Guerra del 15-18. 


Questo è l'elenco delle persone morte durante i bombardamenti aerei di Verbania del 25 e 26 settembre del 1944. La fonte è una relazione del comune di Verbania inviata al prefetto di Novara il 25 ottobre 1946: 1) Augusto Proserpio, 2) Giovannina Colombo, 3) Albina Maria Nebbia, 4) Efrem Luigi Resmi, 5) Pietro Ferri, 6) Caterina Rizzato, 7) Teresa Veneranda Pedroni, 8) Caterina Miello, 8) Giuseppina Passoni, 9) Anna Maria Mor, 10) Luigi Cacciatori, 11) Renato Albertini, 12) Renato Ferrini, 13) Johannes Jaeschke, 14) Antonio Colombo. Altre cinque persone sono rimaste sconosciute e irriconoscibili. E altre cinque sono morte nel comune di Baveno durante i bombardamenti del 25 settembre 1944.

mercoledì 2 gennaio 2013

Lo scandalo delle elezioni già vinte nel Verbano Cusio Ossola


Il 7 giugno del 2009 il prefetto del Verbano Cusio Ossola Ubaldi chiuse la prefettura prima della fine dello spoglio delle schede. E’ un fatto a cui personalmente ho assistito in qualità di inviato di un’emittente locale piemontese. Rispetto alle elezioni del 2001, vissute sempre come giornalista ad Ancona, mi sembrò strano che la prefettura fosse desolatamente vuota: non vennero giornalisti, né politici, se non i vincitori che volevano farsi intervistare. Alle 22.30, con solo un 50% circa delle schede scrutinate ufficialmente, a Verbania il PDL festeggiò per le strade la vittoria di quelle elezioni, vinte sia in provincia con Nobili sia al comune, dove Zacchera sostituì Zanotti del PD. Strani anche i dati che affluivano in prefettura: notai che non arrivavano per linee interne, diciamo intranet, dal Viminale, bensì erano presi da un comunissimo sito internet. Alle 23.30 circa il prefetto Ubaldi, poiché doveva andare a dormire, non aspettò l’esito degli ultimi cinque seggi ancora da scrutinare; fatto che venne da me denunciato in diretta. La tv piemontese non gradì le mie frasi e la dirigenza affermò il giorno dopo: “gli equilibri del territorio non si toccano”. Ora questi equilibri vengono messi a rischio da una sentenza del tribunale di Verbania uscita il 18 giugno 2012 su La Stampa. Il prefetto Ubaldi è stato condannato a 7 mesi per peculato, per essersene andato con auto blu e scorta in villeggiatura a Positano, proprio dopo le elezioni del 2009. Alla luce di questi fatti torna l’interrogativo, cosa accadde quella sera a Verbania?