domenica 2 agosto 2026

La lista delle spie rumene in Italia (1945-1989)

Iosif Constantin Drăgan, fondatore della ButanGas. Fonte: Tribune Media Services

Nelle operazioni della Securitate rumena in Italia (curate principalmente dalla UM 0544 / CIE - Centrul de Informații Externe), la figura della "spia" tradizionale (l'agente segreto operativo reclutato con un codice) era rara tra i cittadini italiani.

La Securitate preferiva costruire reti composte da agenti di influenza (agenți de influență), intermediari d'affari, informatori legali e propagandisti retribuiti. Queste persone, spesso ignare dell'esatta classificazione che la Securitate dava loro nei propri dossier interni, fornivano informazioni riservate, facilitavano affari in valuta forte o promuovevano l'immagine del regime di Nicolae Ceaușescu in cambio di vantaggi economici, accademici o politici.

Di seguito sono riportate le figure chiave di cittadinanza italiana (o residenti in Italia) individuate negli archivi del CNSAS e nelle ricostruzioni storiografiche:

1. Iosif Constantin Drăgan – L'agente di influenza principale

  • Chi era: Imprenditore petrolifero (fondatore di ButanGas), miliardario e cittadino italiano di origine rumena.

  • Ruolo per la Securitate: È stato il più importante agente di influenza del regime di Ceaușescu in Italia e in Europa occidentale.

  • Attività documentate:

    • Propaganda e fondazioni: Attraverso la sua casa editrice Nagard (con sede a Roma) e la Fondazione Europea Drăgan, finanziò riviste e libri destinati a ripulire l'immagine di Ceaușescu e a promuovere il nazionalismo rumeno ("Protocronismo").

    • Contrasto ai dissidenti: Collaborò con la Securitate per neutralizzare e discreditare la diaspora anticomunista rumena in Italia e in Occidente.

    • Intermediazione economica: Agì come canale finanziario e commerciale privilegiato per le aziende di Stato rumene.

2. Giancarlo Elia Valori – Il contatto politico-istituzionale

  • Chi era: Uno dei più noti manager e finanzieri italiani (dirigente di grandi enti pubblici come Autostrade e SME), iscritto alla P2 e ben introdotto nella Democrazia Cristiana.

  • Ruolo per la Securitate: Nelle carte della Securitate figurava come un contatto politico d'alto livello e potenziale vettore d'influenza.

  • Attività documentate:

    • Mantenuto in altissima considerazione dal regime (ricevette lauree ad honorem e decorazioni in Romania), Valori favoriva i contatti diretti tra gli ambienti politici italiani (particolarmente l'ala democristiana) e i vertici di Bucarest.

    • Utilizzato dallo spionaggio estero rumeno per raccogliere analisi informali sugli orientamenti della politica italiana e dei Paesi NATO.

3. Licio Gelli – L'intermediario finanziario e d'intelligence

  • Chi era: Maestro Venerabile della Loggia P2.

  • Ruolo per la Securitate: Classificato come "risorsa d'informazione d'alto livello" e partner commerciale per le operazioni speciali.

  • Attività documentate:

    • Triangolazioni finanziarie: Aiutava la Securitate a far affluire valuta pregiata verso l'azienda ombra Dunărea e il fondo AVS (Aport Valutar Special).

    • Informazioni riservate: Garantiva scambi di notizie sulle dinamiche politiche italiane, sui movimenti anticomunisti e sugli assetti bancari internazionali in Sud America e in Europa.

4. Biografi e propagandisti italiani (es. Gian Luigi Zucchini)

  • Chi erano: Giornalisti, saggisti e accademici italiani che tra gli anni '70 e '80 pubblicarono biografie e volumi celebrativi su Nicolae e Elena Ceaușescu presso case editrici italiane.

  • Ruolo per la Securitate: Erano gestiti dalla sezione di propaganda della Securitate in collaborazione con il Ministero degli Esteri rumeno.

  • Attività documentate:

    • Venivano stipendiati o compensati con contratti di traduzione, viaggi di lusso a Bucarest e decorazioni ufficiali in cambio della stesura di libri encomiastici scritti spesso sotto la diretta supervisione o revisione degli apparati d'intelligence rumeni.

5. Intermediari commerciali e direttori di società d'import-export

  • Chi erano: Uomini d'affari e rappresentanti di commercio italiani operanti nell'asse Milano-Roma-Bucarest.

  • Ruolo per la Securitate: "Fonti di utilità economica" (surse).

  • Attività documentate:

    • Molte ditte italiane utilizzate per importare merci rumene a prezzi stracciati erano gestite da intermediari che accettavano di firmare report informativi sulla concorrenza industriale italiana o di retrocedere provvigioni in nero ai funzionari della Securitate (operativi sotto copertura diplomatica presso l'Ambasciata rumena a Roma).

Riassunto della struttura

I dossier del CNSAS mostrano che la Securitate non cercava spie militari tradizionali in Italia, ma puntava a una rete d'influenza sistemica:

  • L'élite finanziaria/politica (Valori, Gelli) per aprire porte istituzionali.

  • Gli imprenditori-ponte (Drăgan) per finanziare la propaganda e fare affari.

  • Gli intellettuali/editori per plasmare l'opinione pubblica.

Nei dossier della Securitate (in particolare della UM 0544 / CIE, lo spionaggio estero rumeno) desegretati dal CNSAS, il capitolo legato al giornalismo in Italia non riguarda quasi mai "spie militari" tradizionali, ma si divide in tre distinte categorie operative:

  1. Ufficiali della Securitate sotto copertura da giornalisti (cittadini rumeni inviati in Italia).

  2. Giornalisti e pubblicisti italiani reclutati come "agenti di influenza" o propagandisti retribuiti.

  3. Giornalisti italiani schedati come "fonti" (surse) o contatti inconsapevoli.

1. Ufficiali della Securitate sotto copertura da giornalisti (Corrispondenti a Roma)

Per la Securitate, la copertura ideale per gli ufficiali del CIE inviati in Italia era il tesserino da corrispondente estero per gli organi di stampa di Stato rumeni. Tra i nomi e i ruoli documentati negli archivi:

  • I corrispondenti dell'agenzia Agerpres e di Radio-TV Rumena a Roma: La postazione di corrispondenza a Roma dell'agenzia di stampa di Stato Agerpres era quasi totalmente gestita da ufficiali coperti della Sezione Italia del CIE. Il loro compito era raccogliere informazioni d'ambiente sui palazzi della politica italiana e accreditarsi presso la sala stampa estera.

  • Corrispondenti di Scînteia (organo del Partito Comunista Rumeno): Utilizzavano le interviste a politici italiani (specialmente dell'area democristiana, socialista e comunista) per raccogliere valutazioni riservate da inviare a Bucarest.

2. Giornalisti e pubblicisti italiani usati come "Agenti di Influenza" e propagandisti

Queste figure di nazionalità italiana venivano ingaggiate, stipendiate o incentivate dalla Securitate (tramite l'Ambasciata o la casa editrice Nagard di Iosif Constantin Drăgan) per pubblicare articoli, interviste e libri celebrativi del regime di Ceaușescu in Italia.

  • Gian Luigi Zucchini: Pubblicista e saggista italiano. È stato uno dei principali autori e curatori di volumi agiografici su Nicolae ed Elena Ceaușescu destinati al mercato editoriale italiano, lavorando a stretto contatto con i diplomatici-operatori della Securitate a Roma.

  • Ugo Ragozzino: Giornalista e scrittore italiano che ha firmato diverse monografie encomiastiche sul "pensiero" di Ceaușescu e sulla politica estera rumena, ricevendo in cambio finanziamenti per la stampa, viaggi d'affari e accoglienza di alto livello a Bucarest.

  • Collaboratori del circuito Nagard e di Noi Tracii: Giornalisti pubblicisti italiani legati alla casa editrice di Drăgan a Roma che firmavano articoli a sostegno delle teorie storiche del regime (protocronismo) e di legittimazione della dittatura.

  • Giancarlo Elia Valori: Pur essendo primariamente un manager e uomo di finanza, Valori fu un prolifico pubblicista e autore di volumi di analisi politica internazionale. Nei dossier del CIE era considerato un vettore fondamentale per veicolare articoli e interviste favorevoli a Ceaușescu sulla grande stampa italiana.

3. Giornalisti italiani schedati come "Fonti" (Surse) o Contatti

Nei dossier informativi del CNSAS compaiono i nomi di decine di celebri giornalisti italiani (inviati del Corriere della Sera, La Stampa, Il Tempo o della Rai) che hanno viaggiato in Romania tra gli anni '70 e '80.

  • La "schedatura automatica": Quando un giornalista italiano chiedeva un visto o un'intervista con Ceaușescu, la Securitate apriva un fascicolo d'inseguimento o d'analisi (dosar de urmărire informativa).

  • I report della Securitate: Se il giornalista italiano, durante un pranzo o un colloquio informale con i funzionari rumeni, rilasciava commenti sulla politica italiana o sui retroscena del governo di Roma, quelle dichiarazioni venivano trascritte e il giornalista veniva archiviato con un nome di copertura come "sursă" (fonte) o "contact d'interesse", anche se il giornalista italiano non sapeva di essere stato schedato o reclutato.

In sintesi

I documenti del CNSAS dimostrano che la Securitate in Italia non ha mai avuto una vera rete di "spie giornalistiche" sotto ordine militare, bensì un sistema pragmatico: ufficiali rumeni con falsa tessera da giornalista che gestivano pubblicisti italiani compiacenti e pagati per fare propaganda.

Iosif Constantin Drăgan (1917–2008) è stato la figura centrale della rete d'influenza e propaganda della Securitate rumena in Italia e in Europa occidentale.

Miliardario, fondatore del colosso del GPL ButanGas e considerato per decenni tra gli uomini più ricchi d'Italia, Drăgan ha rappresentato il perfetto paradosso dell'era della Guerra Fredda: un magnate capitalista residente in un Paese NATO che finanziava e promuoveva attivamente il regime comunista di Nicolae Ceaușescu.

1. La convergenza ideologica: Dal fascismo al Nazional-Comunismo

Prima di legarsi alla Securitate, Drăgan aveva un passato politico complesso:

  • Trasferitosi in Italia nel 1940 per studiare all'Università La Sapienza di Roma, sviluppò simpatie per il movimento legionario della Guardia di Ferro rumena e per il fascismo italiano.

  • Negli anni '70, quando Ceaușescu attuò una svolta ideologica isolazionista e ultra-nazionalista (il cosiddetto "Nazional-Comunismo"), Drăgan trovò un punto di contatto perfetto con il regime di Bucarest: l'esaltazione delle radici autoctone daci e l'anti-sovietismo retorico.

2. La Casa Editrice Nagard (Roma)

Fondata a Roma nel 1974 (il nome Nagard è semplicemente "Drăgan" scritto al contrario), la casa editrice divenne il principale braccio editoriale di disinformazione e propaganda culturale gestito in coordinamento con gli apparati rumeni.

Le linee editoriali chiave di Nagard:

  • Il "Protocronismo" e la Tracologia: Nagard pubblicò decine di volumi volti a promuovere il protocronismo (la teoria pseudo-storica secondo cui la civiltà daco-tracia avrebbe anticipato la cultura greca e romana ed era la culla della civiltà europea). Questo serviva a Ceaușescu per giustificare l'autarchia culturale della Romania.

  • Agio-biografie di Ceaușescu: Traduzione e distribuzione in Italia di opere celebrative e raccolte di discorsi di Nicolae ed Elena Ceaușescu, presentati come statisti illuminati e indipendenti da Mosca.

  • Revisionismo storiografico: Pubblicazione di riviste (come Noi Tracii) e saggi distribuiti in università e biblioteche italiane per accreditare la visione della storia ufficiale del regime.

3. Rapporti operativi con la Securitate (UM 0544 / CIE)

Nei dossier desegretati del CNSAS (Consiliul Național pentru Studierea Arhivelor Securității), Drăgan compare sotto vari codici operativi (tra cui "Labiș", "Darian" ed "Edmond"), gestito direttamente dalla Direzione I (Centrul de Informații Externe - lo spionaggio estero).

Le sue mansioni operative per conto della Securitate si articolavano su tre livelli:

                  ┌─────────────────────────────────────────┐
                  │    IOSIF CONSTANTIN DRĂGAN (CIE)        │
                  └────────────────────┬────────────────────┘
                                       │
     ┌─────────────────────────────────┼─────────────────────────────────┐
     ▼                                 ▼                                 ▼
┌───────────────┐             ┌─────────────────┐             ┌─────────────────────┐
│  INFLUENZA    │             │ NEUTRALIZZAZIONE│             │ CANALI FINANZIARI   │
│  POLITICA     │             │ DIASPORA        │             │ ED ECONOMICI        │
│               │             │                 │             │                     │
│Uso di Nagard  │             │Infiltrazione dei│             │Finanziamento in     │
│e Fondazione   │             │gruppi esuli     │             │valuta forte per     │
│Drăgan per     │             │anti-comunisti a │             │società di Stato     │
│lobbying       │             │Roma e Parigi    │             │rumene               │
└───────────────┘             └─────────────────┘             └─────────────────────┘
  1. Lobbying e contatti ad alto livello: Drăgan utilizzava la sua posizione nell'élite economica italiana per organizzare convegni e incontri culturali in cui invitava accademici, giornalisti e politici italiani, avvicinandoli gradualmente alle posizioni di Bucarest.

  2. Neutralizzazione della diaspora rumena in Occidente: Con la Fondazione Europea Drăgan (con sedi a Roma e Milano), cercò di spaccare la comunità degli esuli rumeni in Italia e in Francia. Finanziando fazioni nazionaliste della diaspora, depotenziava l'opposizione democratica anticomunista che faceva capo a Radio Free Europe.

  3. Triangolazioni finanziarie: Attraverso il circuito ButanGas e la rete di società estere, offriva garanzie bancarie e supporto logistico alle imprese ombra della Securitate (come la ditta Dunărea) per l'acquisizione di valuta pregiata.

4. L'eredità nei documenti del CNSAS

Dopo la caduta del muro di Berlino e l'apertura degli archivi della Securitate, lo storico rumeno Petre Opriș e i ricercatori del CNSAS hanno confermato che Drăgan non era semplicemente uno "sponsor" autonomo, ma eseguiva piani di lavoro annuali concordati direttamente con i generali del CIE a Bucarest. In cambio, il regime gli garantì l'accesso esclusivo al mercato energetico rumeno e la protezione per i suoi asset industriali nel Paese.

1. Chi era "Santini" nei dossier della Securitate

Il riferimento principale riguarda Alceste Santini, uno dei più noti giornalisti italiani dell'epoca, vaticanista de L'Unità, esperto di diplomazia ecclesiastica e delle relazioni tra la Santa Sede e i Paesi del blocco comunista (Ostpolitik).

  • Perché interessava alla Securitate: Per via dei suoi contatti ai massimi livelli sia nel Vaticano sia negli ambienti della sinistra italiana, Santini rappresentava una finestra informativa fondamentale per Bucarest.

  • Come figurava nei file: Nei dossier della Securitate, Alceste Santini compare sia come soggetto di dettagliati report di tracciamento e analisi informativa, sia come contatto a cui gli ufficiali coperti da giornalisti chiedevano valutazioni sulla politica vaticana e italiana.

  • L'uso del nome nei documenti: In alcuni fascicoli dell'archivio rumeno, il cognome "Santini" (o varianti come "Santi") veniva utilizzato dagli ufficiali del CIE sia per identificare direttamente il giornalista italiano, sia come identificativo interno del canale di contatto legato alla stampa vaticana.

2. I principali nomi in codice (Nume Conspirative) della rete in Italia

La Securitate assegnava un nome di copertura a chiunque entrasse nei suoi archivi — non solo agli agenti effettivi, ma anche agli informatori inconsapevoli, agli intermediari d'affari e ai bersagli di spionaggio.

Ecco i principali nomi in codice documentati negli archivi del CNSAS relativi alla rete d'influenza e informazione in Italia:

Nome Reale / FiguraNome in Codice (Nume Conspirativ)Ruolo / Settore
Iosif Constantin Drăgan"Labiș", "Darian", "Edmond"Imprenditore (ButanGas), patron della casa editrice Nagard, principale agente d'influenza e propaganda.
Licio Gelli"Luciano", "Gică"Maestro della P2, intermediario finanziario, commerciale e politico d'alto livello.
Giancarlo Elia Valori"Valeriu", "Vasile"Manager pubblico, contatto politico-istituzionale e canale d'influenza nella Democrazia Cristiana.
Alceste Santini (e rete vaticanisti)"Santini", "Santi"Giornalista e vaticanista, fonte di analisi sull'Ostpolitik e sui rapporti Stato-Chiesa.
Collaboratori della Stampa / Traduttori"Savin", "Manole", "Anton", "Verdi"Nomi in codice assegnati a pubblicisti, traduttori della casa editrice Nagard e informatori di secondo livello a Roma e Milano.

3. Cosa significava avere un "nome in codice" per la Securitate

È importante sottolineare una particolarità del funzionamento della Securitate:

Avere un nume conspirativ non significava automaticamente essere una spia o un traditore reclutato.

Gli ufficiali del CIE (lo spionaggio estero) stilavano report dopo ogni pranzo, caffè o incontro formale con un giornalista o un politico italiano. Per giustificare le proprie spese d'incarico a Bucarest e proteggere le proprie fonti, l'ufficiale rumeno creava una scheda d'archivio assegnando un nome in codice al suo interlocutore italiano, spesso a totale insaputa di quest'ultimo.

Nel caso di Santini e degli altri giornalisti accreditati a Roma, molti di essi trattavano con i corrispondenti rumeni (che in realtà erano ufficiali del CIE sotto copertura) convinti di svolgere semplicemente il proprio lavoro di scambio di notizie e interviste diplomatiche.


FONTI BIBLIOGRAFICHE

1. Fonti Primarie: Gli Archivi del CNSAS (Bucarest)

La fonte documentaria di prima mano è costituita dalle carte desegretate del CNSAS (Consiliul Național pentru Studierea Arhivelor Securității):

  • Fondo UM 0544 / CIE (Centrul de Informații Externe): È l'archivio dello spionaggio estero rumeno. Contiene le cartelle operative relative alla rete italiana, compresi i report inviati dalla stazione della Securitate presso l'Ambasciata rumena a Roma.

  • Fondo Informativ e Fondo Documentar: Contengono le schede informative sui contatti stranieri d'alto livello, i verbali dei meeting riservati con delegazioni d'affari e i dossier sui codici operativi attribuiti ai vettori d'influenza in Europa occidentale (come i dossier "Labiș", "Darian" ed "Edmond" associati a Iosif Constantin Drăgan).

2. Memorialistica d'Intelligence: Ion Mihai Pacepa

Una delle prime testimonianze dirette sull'asse Bucarest-Roma proviene da Ion Mihai Pacepa, ex generale e vicedirettore dello spionaggio estero rumeno (CIE), fuggito negli Stati Uniti nel 1978.

  • Opera di riferimento: Red Horizons: Chronicles of a Communist Spy Chief (1987) / Orizonturi Roșii.

  • Contributo: Pacepa ha rivelato i dettagli dei colloqui riservati tra Nicolae Ceaușescu, Licio Gelli e Iosif Constantin Drăgan, descrivendo l'uso dell'azienda ombra Dunărea e del fondo AVS (Aport Valutar Special) per accumulare valuta pregiata tramite triangolazioni commerciali e finanziarie con l'Occidente.

3. Studi Storici e Accademici Rumeni

La decodifica delle carte del CNSAS è stata condotta da diversi storici e ricercatori specializzati nella storia dei servizi secreti comunisti:

  • Dr. Petre Opriș: Storico rumeno specializzato nella storia economica del regime comunista. I suoi saggi descrivono nei dettagli i contratti stipulati tra le aziende di Stato rumene (Danubiana, Terra) e le società legate alla P2 e a Drăgan.

  • Mădălin Hodor e Liviu Tofan: Ricercatori ed ex funzionari del CNSAS che hanno curato inchieste e volumi tematici sulla penetrazione della Securitate nella diaspora rumena in Europa e sulle operazioni di disinformazione e propaganda ideata dalla casa editrice Nagard a Roma.

  • Rivista Sfera Politicii: La rivista scientifica di scienze politiche (in particolare il Nr. 173 / 2013) che ha pubblicato saggi sull'attività d'intelligence rumena in Italia, analizzando i report che definivano Gelli e i suoi sodali come "intermediari e trafficanti di informazioni".

4. Atti Ufficiali e Inchieste Italiane

Sul versante italiano, i riscontri sull'attività della P2 e sulle sue connessioni con i regimi del blocco orientale provengono da:

  • Relazione della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla Loggia Massonica P2 (1984): Presieduta da Tina Anselmi, la Commissione ha documentato i contatti internazionali di Licio Gelli e Giancarlo Elia Valori nei Paesi dell'Est Europa e in Sud America, evidenziando le anomalie dei loro canali diplomatici riservati.

  • Storiografia dei Servizi Segreti Italiani: Volumi e analisi di storici della politica di difesa (come Giuseppe De Lutiis) che hanno ricostruito il monitoraggio svolto dai servizi segreti italiani (SISMI/SISDE) sulle attività delle diplomazie estere e della rete d'influenza rumena in Italia durante gli anni '70 e '80.

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