giovedì 20 agosto 2026

DOX, l’agente cecoslovacco di primo livello


Un personaggio del faldone “Italia” 10443 molto difficile da identificare è stato colui che era soprannominato dall’Stb cecoslovacco: DOX. 

Lo potrei definire l’eminenza grigia dello spionaggio cecoslovacco in Italia, un agente di cui Praga si fidava ciecamente; e quindi non un semplice contatto bensì un agente di primo livello.

Gli indizi erano molti, ma, come nel caso di Gozzano, questo mister X non veniva quasi mai chiamato per cognome. 

Si trattava di un membro del comitato centrale del Partito Socialista Italiano nell’anno 1973. L'Stb cercò di spingere affinché cominciasse a scrivere per il quotidiano Avanti ma non ci riusciva. 

DOX faceva da tramite tra i cecoslovacchi e i giornalisti o gli esponenti politici italiani che volevano collaborare con Praga, ad esempio Eleuteri o Mazzon. Era anche il referente cecoslovacco della politica democristiana e della maggioranza italiana di governo.

Fu uno degli artefici del dossier 103 sulla strategia della tensione orchestrata - a quanto si legge - dal governo democristiano (o democristiano e socialista) durante il 1969. 

Era in stretto contatto con un'altra spia di Praga soprannominata Knor: Francesco Gozzano.

Ulteriori elementi per riconoscere DOX erano i seguenti: faceva parte del gruppo Bertoldi tra il 1973 e ‘74 all'interno del PSI su correnti staliniste del partito, quindi vicine ai comunisti cecoslovacchi. 

Il 20 marzo del 1973 DOX, insieme a Lizzadri, protestò contro la direzione dell'Avanti e la costrinse a pubblicare gli articoli di Piero Eleuteri, un altro contatto cecoslovacco, per il fatto che compariva il nome di Pelikan - dissidente cecoslovacco fuggito in Italia - all'interno dell' Avanti. 

Verso i primi di agosto del 1974 Eleuteri e DOX andarono da Gaetano Arfé per "intervenire in anticipo affinché non ci fossero più scritti sull'Avanti negativi sulla Cecoslovacchia" a proposito della primavera di Praga.

Il loro obiettivo era spingere Aldo Moro a stipulare patti economici con Ungheria, Polonia e Cecoslovacchia, ma era insoddisfatti perché avevano ottenuto pochi elementi concreti.

Il 15 aprile 1975 il direttore Vasconi pubblicò sull'Avanti (l'ho cercato nell'archivio online) un articolo su Dubcek, provocando la protesta di Eleuteri, il quale si lamentò che era stato fatto un dispetto alle sue spalle per provocare la sua reazione. DOX si recò al "ministero degli esteri" per protestare e accusò Francesco Gozzano e Piero Eleuteri di non aver impedito quella pubblicazione. DOX si accordò quindi con il vicedirettore Gerardi ottenendo però soltanto un "annuncio di approvazione da parte della sinistra".

Secondo Eleuteri - il cui soprannome in gergo spionistico era Expo - DOX stava per diventare nel 1975 capo della sezione politica dell'Avanti. Expo dal canto suo stava diventando portavoce di De Martino e stavano monitorando il nuovo foglio socialista che mi pare si chiamasse Listy. Era nato da un’iniziativa di Intini e Martelli a favore della primavera di Praga. Di qui, la diatriba tra i due gruppi. 

L’identikit era abbastanza ben delineato. Quando ho ricevuto la risposta dall’archivio di Praga e mi hanno comunicato il nome e il cognome che a loro risultava collegato a DOX non mi è stato difficile confermare che si tratti proprio di lui. Secondo gli archivisti DOX era Giulio Scarone. 

Ho cercato di approfondire un po’ frugando nel database che l’archivio “Ebadatelna” mette a disposizione ormai di tutti coloro che fanno richiesta di registrazione tramite l’identità digitale. Ebbene, Scarone veniva citato per cognome nel fascicolo 10443-318 relativo a Giulio Mazzon, un esponente dell’ANPI che, per l’appunto, lo stesso Scarone aveva presentato all’ambasciata cecoslovacca nei primi anni Sessanta. 

Ritengo che in realtà si tratti di Giulio Scarrone, giornalista scomparso a fine luglio del 2024, la cui biografia corrisponderebbe a quella fin qui esposta desumendola dal faldone “Italia” dei cecoslovacchi. Scarrone fu un esponente politico socialista, prima, e un giornalista dell’Avanti, poi. L’Associazione Stampa Romana e la FNSI, nel comunicarne la morte scrissero di lui che era stato uno “storico capo del servizio politico dell'Avanti”. Che è esattamente ciò che di DOX si può sapere attraverso il dossier 10443-380 relativo a Piero Eleuteri. 

Se così fosse, ci troveremmo di fronte a una serie impressionante di direttori e dirigenti del quotidiano L’Avanti! che mantenevano rapporti più o meno stretti con la Cecoslovacchia. E questi signori sarebbero i predecessori di colui che in tempi recenti (nonché mentre scriviamo nel 2026) sta riempiendo pagine su pagine dei giornali italiani, Valter Lavitola. Ma questa è un’altra storia. Oppure no?


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