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Quello che vi propongo qui non è certamente un documento inedito. E' la famosa operazione Gladio di cui parlava l'ex presidente Giulio Andreotti nel 1990 e poi ripresa da magistrati e giornalisti nelle loro inchieste. Mi sembrava però utile andare a visionare il documento originale, perché sono come san Tommaso, se non vedo non credo.
Ebbene, ora ho visto. E credo che l'operazione sia realmente esistita sotto questo nome di Gladio, che i russi non utilizzavano mai. Sarei però disonesto se proponessi questo dossier come una notizia di attualità. Si tratta di un documento del giugno 1959, del periodo in cui in Italia venivano allestite basi missilistiche di Jupiter da opporre a Kruscev e all'URSS. E' un documento che va analizzato contestualizzandolo in quel percorso, che successivamente subì notevoli scossoni politici.
Ho dimostrato in maniera inequivocabile che nei Paesi Socialisti del Patto di Varsavia queste conoscenze esistevano già fin dagli anni Sessanta, anche se venivano suddivise in svariati dossier, che andavano dall'unificazione dei servizi segreti a guida statunitense, al piano di sicurezza nazionale noto a Fanfani e Moro, alla conoscenza dettagliata di basi Nato e centrali di controllo radar distribuite sul territorio italiano, fino ai metodi di conservazione dei documenti Top secret e di assegnazione dei NOS, i nullaosta di sicurezza.
Ma ciò non vuol dire che i "gladiatori" ne fossero necessariamente a conoscenza. E di conseguenza non è detto che l'Italia nel periodo più recente si sia organizzata in maniera del tutto differente rispetto ai principi dettati nel 1959. Basti ricordare che la Commissione Parlamentare sull'archivio Mitrokhin non giunse a nessuna conclusione e che la consapevolezza che ho personalmente io, ad oggi (magari domani le cose cambieranno), non ho potuto condividerla intervistando chi governa il Paese. Inoltre, che mi risulti il tema "guerra fredda" e "spionaggio dell'est" non è oggetto di dibattito nei talk show televisivi.
Di conseguenza il documento Gladio può essere ancora interessante. Oltretutto vale la pena citare anche la fonte da cui proviene il dossier ovvero un archivio svizzero, e forse questo non è un caso: ETH Zurich: ETH di Zurigo - Pagina iniziale | ETH di Zurigo

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