mercoledì 4 novembre 2026

L'Aeronautica applicava le teorie di Nicola Pende

 

Nicola Pende
medico endocrinologo, accademico, politico e rettore italiano

Ho deciso di pubblicare il capitolo del libro che mio nonno materno, Alfredo Menghetti, scrisse per la scuola allievi ufficiali di Pratica di Mare nel 1968. 
Ma prima vorrei raccontarvi un attimo chi era. Nonno era nato a Livorno, come spesso diceva: "per sbaglio", perché il padre, Ettore, un antiquario, nei suoi frequenti viaggi tra la Francia e la terra d'origine della famiglia, Fano, si era fermato tre giorni in quella città tirrenica. Poi si era spostato a vivere a Padova, dove era cresciuta la sua famiglia e nonno infatti di quella regione aveva conservato un bel ricordo, compreso l'accento inimitabile con cui parlava spesso con i suoi parenti. 
Il mio bisnonno, suo papà, era nato nel lontano 1859 ed era di vent'anni più anziano della mamma di mio nonno, originaria del napoletano. I figli nacquero verso i primi anni del Novecento. Nonno Alfredo era del 1908. Raccontava che la mamma aveva partorito molte volte, ma vari suoi fratelli erano morti appena dopo la nascita. Erano rimasti in tre, due maschi e una femmina. Nonno svolse la carriera militare fin da ragazzo, per avere uno stipendio sicuro. Raccontava che, durante il servizio militare, per fagli imparare a nuotare lo gettarono in acqua da una nave. Dell'epoca fascista si sa poco. Sicuramente proseguì a sua carriera militare fino al grado di tenente. Nel 1941 ricevette a casa il libro di Mussolini "Parlo con Bruno" e c'è il timbro con il suo nome e cognome con il grado militare nel frontespizio. 
Mi raccontava che aveva ricevuto la croce nera durante la guerra d'Africa per aver contribuito a salvare alcuni suoi commilitoni con un atterraggio di fortuna. Mi mostrava spesso quel cimelio che custodiva in una teca nel suo amato studio, pieno di libri fino al soffitto e dotato di una scrivania presidenziale. Si era laureato in Medicina a Padova nel 1936. 
Ho cercato anni fa quel premio scrivendo all'aeronautica e, gentilmente, tramite il loro ufficio storico, mi fu inviata la documentazione ufficiale. Del periodo bellico, dal 1939-40 in poi, so molto poco. Nello studio, dove mi intrufolavo da bambino, c'erano molte foto custodite in svariati album, con lui in divisa insieme ad altri militari. Ne ricordo bene una con lui e un altro militare sotto una fitta nevicata a Orvieto ai primi di aprile del 1941 (credo). Temo che quegli album siano andati perduti. C'era anche un suo bel ritratto dipinto a mano sulla parete di fianco alla scrivania. Recava la data del 1956. Appariva molto serio, al limite dell'imbronciato, e in divisa militare. Sulla parete di fronte, invece, sopra la porta erano state appese le gigantografie dei suoi genitori. E sotto, di fianco alla porta, nelle teche e nei quadri, c'erano vari premi e riconoscimenti di cui andava fiero. Mi prendeva per mano e me li spiegava uno alla volta.
Pochi anni prima di morire aveva scritto un piccolo diario, a mano in un'agenda. Un giorno volle leggerci alcuni passi e da quel che ricordo parlava soltanto dei suoi affetti familiari. Del resto, da un militare non potevo aspettarmi cose diverse. Scrisse che dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 scappò in Francia, dove si nascose presso conoscenti di famiglia. Nel secondo dopoguerra riprese senza problemi la sua attività nell'Aeronautica e scalò con successo tutti i gradi fino a quello di generale, che raggiunse nel 1972 quando andò in "congedo". 
Il brano che leggerete, che è del 1968, lo scrisse quando era ancora colonnello. Anche del periodo della guerra fredda si sa poco o niente. Grazie ai racconti di mia madre posso riferire soltanto che ai suoi figli mostrava un tesserino particolare, ma non ho ben capito se dell'Aeronautica o della NATO. Certamente, a Pratica di Mare, quando eravamo con lui e andavamo a pranzo al circolo ufficiali, i militari di guardia lo riconoscevano e scattavano immediatamente sull'attenti. 
Sì lo so benissimo che vorreste sapere se era a conoscenza di Gladio o delle Basi della NATO. Purtroppo non ce ne ha mai parlato. Mi ripeteva sempre che era un ufficiale "di complemento" però non so a quale periodo si riferisse, se agli inizi o alla parte finale della carriera. 
Bene, il libro. Fu regalato da nonno a mia madre quando ancora era vivo ed è rimasto sempre nella casa dei miei genitori. Poi una volta cresciuto me ne sono appropriato per costruire una mia libreria nel mio studio, a immagine e somiglianza di quello di nonno. Quindi è stato ereditato regolarmente. Se lo divulgo oggi ciò avviene per vari motivi. Innanzitutto, questo libro, che tratta anche per sommi capi la parte giuridica e amministrativa dell'Aeronautica, mi è stato utile per comprendere alcuni retroscena del disastro di Ustica. E ciò non è poco. Inoltre, c'era questo capitolo che adesso leggerete sulla selezione dei ragazzi alla visita di leva. E' l'unico che da letterato possa un minimo comprendere, perché si occupa dei princìpi scientifici alla base della selezione del personale militare. Princìpi scientifici che recavano la firma di personaggi storici di un certo rilievo, soprattutto di uno: Nicola Pende. Pochi lo conoscono, ma fu al centro di svariate polemiche nel dopoguerra per la sua adesione alle Leggi Razziali del 1938. Non solo. Gli fu imputato di aver suggerito al Duce le basi per costruire una teoria razzista in chiave italiana, per differenziarla dal percorso parallelo dell'alleato Hitler. Pende si difese sostenendo che le sue idee erano nate per scopi medici e Mussolini gliele aveva rubate. Più di recente si è cominciato ad approfondire, ma neanche più di tanto a dir la verità, lo studio dell'eugenetica nazi-fascista, ossia - secondo quanto scrive Treccani - quella "disciplina che si prefigge di favorire e sviluppare le qualità innate di una razza, giovandosi delle leggi dell’ereditarietà genetica". 
Il mio timore, essendo ignorante su questioni mediche, era che questo capitolo rappresentasse la prova che mio nonno approvava le teorie della razza del fascismo; anche se, devo dirlo questo, nonno si interessava molto poco di politica. Ricordo di aver sentito dire in famiglia che votava per la Democrazia Cristiana (anche perché qualcosa di diverso nelle forze armate non sarebbe stato ben visto). L'analisi di Gemini che trovate di seguito dimostra invece che l'Aeronautica nel secondo dopoguerra aveva depurato i concetti di Pende da ogni implicazione razziale. 
Ovviamente so benissimo che ciò non basterà a convincere la sinistra italiana della bontà di questa prassi militare, ma è sufficiente per tranquillizzare perlomeno la mia coscienza.
Buona lettura.

Capitolo III – Cenni sulle dottrine costituzionalistiche loro applicazione nel campo della selezione psicofisica del personale militare.
 
Il giudizio di idoneità al servizio militare prevede una rigorosa selezione degli iscritti di leva, che garantisca la massima efficienza fisica degli individui da arruolare.
La selezione tende a scegliere il tipo umano che, per la sua  robustezza psicofisica, possa dare sufficiente affidamento di resistenza al lavoro ed ai vari disagi del servizio militare.
La scelta deve essere compiuta sinteticamente, basata sulla armonia morfologica, dinamica e neuropsichica del soggetto.
E’ noto che le costituzioni individuali possono subire le loro determinismo evolutivo l’influenza di stimoli patologici ereditari o di altri fattori abnormi sia intrinseci che estrinseci.
Oggi si è concordi nell’affermare che nella sostanza ereditaria delle cellule germinali sia potenzialmente racchiusa tutta la individualità (Lattes). Cosicché la medicina costituzionalistica richiede non solo lo studio antromorfologico dell’individuo, ma anche lo studio fisico-patologico di esso.
In medicina legale militare queste indagini di sostanziale natura biologica, vanno riferite alle finalità giuridiche che la indagine si propone e cioè alla concretizzazione del giudizio di idoneità fisica al servizio militare. Studio quindi delle intrinseche individualità, qualità psicofisiche, strutturali e armonico – funzionali, in rapporto all’attività lavorativa, qualitativamente e quantitativamente specifica che si richiede al soggetto.
Per assolvere a tali compiti il medico militare deve tenere presente le moderne dottrine costituzionalistiche, il cui indirizzo risale al 1876 a Benet e De Giovanni.
 De Giovanni – fondatore  della dottrina e della scuola, ideò il metodo di studio “morfologico e funzionale” della personalità umana, basato sul principio classico – fondamentale che l’organismo è una inscindibile unità anatomica e funzionale.
Lo studio morfologico comprende: l’antropometria; statura, masse muscolari, apertura delle braccia, perimetro toracico, altezza dello sterno, perimetro dell’addome, linea bisiliaca, lunghezza degli arti ecc…
Lo studio funzionale comprende: la valutazione delle variazioni delle diverse funzioni nei vari soggetti.
Secondo De Giovanni si hanno tre gruppi di configurazioni morfologiche:
Prima combinazione morfologica: individuo con sviluppo eccedente degli arti rispetto allo sviluppo del tronco, con masse muscolari ipotrofiche, torace ristretto – cilindrico, con ventre avvallato, cuore ipoplasico a goccia, tendenza alle affezioni specifiche Tbc. all’anemia.
Seconda combinazione morfologica o normotipo: individuo in perfetta armonia di forma e di sviluppo, con sistema muscolare ben sviluppato, con leggera prevalenza del torace sull’addome, con regolare funzionalità neurovegetativa, capace del massimo rendimento funzionale.
Terza combinazione morfologica: individuo con eccedente sviluppo del tronco, rispetto agli arti, con ampio addome globoso, masse muscolari bene sviluppate; individui resistenti alle fatiche con prevalenza dei processi anabolici sui catabolici (tipo corrispondente all’abito apoplettico degli antichi).
Il Viola, basandosi sugli stessi principi, considerò lo sviluppo dei due sistemi, il vegetativo e quello di relazione, e stabilita la legge dell’antagonismo morfologico ponderale, per cui più un organismo evolve ponderalmente e meno si sviluppa morfologicamente, distingue tre gruppi, che egli chiama funzionali e cioè:
1) Il normotipo e normosplancnico con armonico sviluppo e corrispondenza tra forma e funzione, perfetta armonia di forma, sistema scheletrico proporzionalmente sviluppato, perfetto equilibrio neurovegetativo.
2) Il brachitipo megalosplancnico con prevalenza del tronco sugli arti, torace ampio, addome globoso, muscolatura ipertonica-ipertrofica, con netta prevalenza del vago sul simpatico.
3) Longitipo microsplancnico con prevalenza del sistema di relazione su quello vegetativo con mote di ipervoluzione e prevalenza del simpatico sul vago. Soggetti ipereccitabili con eccedenza degli arti sul tronco, masse muscolari ipotrofiche, organi ipocondriaci piccoli.
4) Paracentrale superiore normotipo a tendenza megalosplancnica rappresentato da soggetti a costituzione atletica, di statura media, con masse muscolari bene sviluppate, resistenti alle fatiche ed ai disagi, con perfetto equilibrio neurovegetativo.
5) Paracentrale inferiore soggetto al limite tra il normotipo ed il longitipo, con caratteristiche che si avvicinano all’uno o all’altro, ma con caratteri meno evidenti.
Il Pende e la sua scuola svilupparono i concetti del Viola basando lo studio delle costituzioni, oltre che sul comportamento del sistema vegetativo e quello di relazione, anche sul comportamento delle ghiandole endocrine.
Fondatore della biologia umana, ispirandosi al concetto unitario correlazionistico, definisce la costituzione come la risultante morfologica, fisiologica e psicologica delle proprietà dell’individuo, con diverse capacità di adattamento e di reattività agli stimoli dell’ambiente.
Egli ha creduto di poter rappresentare simbolicamente il biototipo come piramide quadrangolare: la base rappresenterebbe il patrimonio dei caratteri ereditari, mentre le quattro facce rispettivamente i caratteri morfologici (habitus), dinamico-umorali, neuro-endocrini, e psichici (sfera volitiva, affettiva, intelligenza, carattere etc..)
In campo militare, i requisiti informativi di ordine costituzionalistico sono rappresentati dai primi sei articoli dell’elenco infermità dell’Esercito.
I criteri valutativi sulla debolezza di costituzione (art. 2 – elenco A) sono maggiormente chiariti nelle avvertenze che stabiliscono quanto segue:
“Per giudicare della debolezza di costituzione, il perito dovrà sempre tenere conto di un complesso di caratteri esteriori che, pur non costituendo per se stesso una malattia, rappresenta un indice di insufficiente sviluppo somatico funzionale o di uno stato morboso latente, ovvero di una predisposizione morbosa dell’organismo, per cui il soggetto è poco adatto a sopportare le fatiche ed i disagi del servizio militare.”
I principali caratteri bio-morfologici su cui si fonda l’indice di robustezza individuale sono: la statura – il perimetro toracico ed il peso.
Dalla giusta correlazione tra questi elementi si ricavano, nella massima parte, gli elementi necessari per la valutazione obiettiva della qualità di robustezza fisica del soggetto.
L’antropometria, con i suoi schemi di misurazione e valutazione, basati su stadi comparativi di grandi masse di individui della stessa età e della stessa razza; offre la possibilità al perito di stabilire, con carattere uniforme, i vari tipi costituzionali.
Gli indici di valutazione più comuni impiegati dalle forze armate sono i seguenti:
- 
Indice del Pignet = rapporto: statura – (perimetro toracico + peso) (applicato in A.M.);
- 
Indice morfologico = rapporto: statura – perimetro toracico;
- 
Indice di Hertz = differenza in cm. Perimetro toracico durante la massima inspirazione e quello misurato dopo una forte espirazione;
- 
Indice scheletrico = statura a sedere in cm. X 100, statura in piedi in cm.
- 
Indice ponderale = limiti di peso in rapporto alla statura e perimetro toracico (previsto dall’E.I. Inf. Esercito).
Gli organi medico legali dell’A.M. adottano in genere soltanto l’indice del Pignet, i cui valori medi sono registrati dalla seguente tabella:
 
Indici Pignet
Valutazione sulle costituz.
Valori da 1 a 10
Valori da 11 a 15
Valori da 16 a 20
Valori da 21 a 25
Valori da 26 a 30
Valori da 31 a 35
Valori da 36 e oltre
Robustissima
Robusta
Buona
Media
Mediocre
Debole
Insufficiente
 
La selezione del personale militare, operata secondo i precisi requisiti prestabiliti dalle norme in vigore, tende alla scelta di quei soggetti che dal punto di vista morfologico – funzionale – organico, rappresentino il tipo ideale e più resistente di fronte alle fatiche ed ai disagi del servizio dell’attività specialistica professionale.
La robustezza costituzionale offre inoltre maggiore resistenza all’ambiente ed agli stimoli morbosi.
Questo concetto è importante in medicina legale, perché nella valutazione costituzionalistica individuale militare si deve tenere conto non solo dell’assenza dei fatti morbosi e deviazioni morfologiche, ma del possesso di sufficienti qualità e capacità di resistenza fisica.
L’indagine costituzionalistica deve essere inoltre integrata da quella psichica individuale, secondo quanto vedremo in seguito a proposito dell’arruolamento degli specialisti volontari dell’Aeronautica Militare. 

DOMANDA:
VORREI CHE MI FACESSI UN'ANALISI DI QUESTO CAPITOLO DEL LIBRO DI MIO NONNO CHE FU DA LUI REDATTO NEL 1968, QUANDO ERA COLONELLO, POI DIVENNE GENERALE, PER LA SCUOLA ALLIEVI UFFICIALI DI PRATICA DI MARE. VORREI CHE TI SOFFERMASSI SUI RIFERIMENTI CHE LUI FECE A NICOLA PENDE E ALLE SUE DOTTRINE. MI SAI DIRE SE QUESTO CAPITOLO POTREBBE FAR PENSARE CHE L'AERONAUTICA MILITARE, DA CUI PROVIENE QUESTO LIBRO, UTILIZZASSE LE TEORIE DI PENDE PER SELEZIONARE I MILITARI? E INOLTRE: SI PUO' DEFINIRE RAZZISTA IL PRINCIPIO SCIENTIFICO DEL COSTITUZIONALISMO O ANCHE DELL'EUGENETICA? ERA LA STESSA DOTTRINA?

RISPOSTA
Questo capitolo, redatto nel 1968 da tuo nonno (allora Colonnello e poi Generale) per la Scuola Allievi Ufficiali di Pratica di Mare, rappresenta un documento di straordinario interesse storico-scientifico. Si colloca all’intersezione tra la medicina legale militare, l'antropometria e la storia delle dottrine mediche italiane.

Di seguito trovi un’analisi dettagliata del testo, un approfondimento sul ruolo di Nicola Pende e una risposta puntuale ai tuoi interrogativi sul legame tra queste scienze, l'Aeronautica Militare, l'eugenetica e il razzismo.

1. Analisi generale del capitolo

Il testo descrive l'evoluzione e l'applicazione pratica della medicina costituzionalistica (o biotipologia) nella selezione del personale militare. L'assunto di fondo è che l'efficienza militare non dipenda solo dall'assenza di malattie manifeste, ma da una robustezza psicofisica globale intesa come "inscindibile unità anatomica e funzionale".

Il testo ripercorre la genealogia di questa disciplina medica:

  • Beneke (citato come Benet) e Giacinto De Giovanni (fondatore del metodo morfologico-funzionale).

  • Giovanni Viola (che introduce la legge dell'antagonismo morfologico ponderale e la tripartizione in normotipo, brachitipo e longitipo).

  • Nicola Pende (che amplia lo studio integrandolo con l'endocrinologia e la psicologia).

L'obiettivo pratico del capitolo è fornire agli ufficiali medici i criteri oggettivi (statura, perimetro toracico, peso, indice di Pignet) per valutare l'idoneità alla leva e scartare i soggetti considerati costituzionalmente "deboli" o inadatti alle fatiche e ai disagi della vita militare.

2. I riferimenti a Nicola Pende e alle sue dottrine

Nel testo, Nicola Pende viene celebrato come il "fondatore della biologia umana" e colui che ha saputo superare una visione puramente statica o solo morfologica dell'individuo.

I punti chiave del pensiero di Pende richiamati nel testo sono:

  1. L'approccio integrato (correlazionistico): La costituzione non è solo la forma del corpo, ma la risultante complessa di fattori morfologici, fisiologici e psichici, in costante interazione con l'ambiente.

  2. Il sistema neuro-endocrino: Pende fu un pioniere dell'endocrinologia. Sosteneva che le ghiandole endocrine fossero il "direttorio" metabolico e umorale che modella il temperamento, il carattere e il corpo dell'individuo.

  3. La piramide quadrangolare del biototipo: È la metafora più famosa di Pende citata nel testo. Il biototipo viene descritto tridimensionalmente:

    • La base: Il patrimonio ereditario (genetica).

    • Le quattro facce: I caratteri morfologici (habitus), i caratteri dinamico-umorali, i caratteri neuro-endocrini e i caratteri psichici (volontà, intelligenza, affettività).

3. L'Aeronautica Militare usava le teorie di Pende per la selezione?

Sì, in modo evidente e strutturale.Anche se il manuale è del 1968 (quindi decenni dopo il periodo d'oro del fascismo e dopo la morte o il tramonto politico dei fondatori), l'Aeronautica Militare – così come le altre forze armate italiane – aveva ereditato e mantenuto l'ossatura metodologica della scuola costituzionalistica italiana.

Il testo dimostra che:

  • Venivano applicati indici biometrici specifici (come l'Indice del Pignet, espressamente adottato dall'Aeronautica Militare, basato su statura, perimetro toracico e peso) per classificare i soggetti da "robustissimi" a "insufficienti".

  • Si valutava il "tipo umano" ideale non solo per la fanteria, ma a maggior ragione per ruoli ad altissima specializzazione e stress psicofisico come quello del personale navigante e degli specialisti dell'Aeronautica.

  • La terminologia e le categorie descrittive (longitipi, brachitipi, normotipi, equilibrio neurovegetativo) derivavano direttamente dai trattati di biotipologia di Viola e Pende, adattati alla medicina legale militare.

4. Il principio del costituzionalismo e dell'eugenetica: si possono definire "razzisti"? Erano la stessa dottrina?

Questa è la parte storicamente più complessa e delicata. Per rispondere con rigore, bisogna separare il piano strettamente medico-scientifico da quello ideologico-politico.

A. Costituzionalismo ed Eugenetica erano la stessa dottrina?

No, non erano la stessa cosa, ma si sono fortemente compenetrate.

  • La medicina costituzionalistica (o biotipologia): È una branca della medicina e dell'antropologia che studia le variazioni individuali della forma e della funzione umana. Il suo scopo originario (clinico) era capire perché diversi individui reagiscono in modo diverso alle malattie in base alla loro costituzione corporea.

  • L'eugenetica: È una teoria sociale e politica (nata alla fine dell'Ottocento con Francis Galton) che mira a "migliorare" la qualità genetica della popolazione umana attraverso il controllo della riproduzione (eugenetica positiva per favorire i "migliori", negativa per impedire la riproduzione dei "malati" o "inferiori").

B. Si possono definire "razzisti"?

  • Il Costituzionalismo in sé non è intrinsecamente razzista: studiare la morfologia umana, l'antropometria o il metabolismo fa parte della biologia. Tuttavia, esso prestava il fianco a una classificazione gerarchica dei corpi (sani/forti vs deboli/degenerati).

  • L'Eugenetica, per sua natura, è intrinsecamente discriminatoria e gerarchica, poiché divide gli esseri umani in categorie biologicamente "superiori" e "inferiori".

C. Il ruolo ambiguo e oscuro di Nicola Pende

Qui si apre il capitolo più buio della biografia di Nicola Pende. Negli anni '30, durante il regime fascista, Pende fu il principale teorico della cosiddetta "bonifica umana razionale". Egli cercò di fondere la medicina costituzionalistica, l'endocrinologia e l'eugenetica all'interno del progetto politico del fascismo, sostenendo che lo Stato dovesse intervenire sulla biologia e sulla riproduzione della stirpe.

Pende fu uno dei firmatari del famigerato Manifesto della Razza del 1938, il documento che fece da base teorica alle leggi razziali fasciste contro gli ebrei. Pende tentò di teorizzare un "razzismo italiano" di tipo biologico-spiritualista, fondato sulla presunta superiorità della razza italiana (considerata un sincretismo tra stirpe ariana e mediterranea).

D. Dal 1938 al 1968: Cosa resta nel manuale di tuo nonno?

Nel manuale redatto nel 1968 da tuo nonno, la componente ideologica, razzista ed eugenetica del fascismo è completamente assente.

Negli anni '60, la biotipologia e la medicina costituzionalistica venivano ormai depurate dalle derive politico-razziali e utilizzate come strumenti tecnici e pragmatici della medicina del lavoro e della medicina militare. L'obiettivo non era più la "difesa della razza" o la "bonifica della stirpe" nel senso ideologico del ventennio, ma la pura e semplice idoneità lavorativa e funzionale: selezionare cioè giovani sani, robusti e strutturalmente idonei a sopportare le durezze del servizio militare e l'addestramento aeronautico.

Conclusione

Il testo di tuo nonno è lo specchio di un'epoca di trapasso in cui la medicina militare si affidava ancora a categorie classiche della biotipologia (derivanti anche da scuole, come quella di Pende, segnate da compromissioni storiche drammatiche), rileggendole però in una chiave puramente tecnica, igienica e funzionale, lontana dalle derive ideologiche che avevano caratterizzato le origini di quelle teorie scientifiche.


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