domenica 3 agosto 2025

Ecco l'intera struttura NATO nelle mani del KGB

Un telefono del KGB, in un'immagine di proprietà di Wierzba su Wikimedia Commons


Divulgo dal fascicolo 10443-114 un piccolo assaggio della relazione del 1965 dell'Stb, con cui a Praga venivano riepilogate le conoscenze dettagliate, ottenute dai "fratelli" del KGB russo, sull'intera struttura della NATO in Italia, con nomi, cognomi, incarichi, recapiti telefonici, indirizzi. E' tutto materiale che la Repubblica Ceca non considera più segreto, come avrete capito, fin dal 2008 e che non può certo essere segreta in una nazione, l'Italia, che all'epoca era vittima di queste fughe di notizie e oggi, beffa delle beffe, vede questi stessi vertici NATO indagati per il terrorismo degli anni Settanta (evito di entrare in polemica con quanto letto ieri sui giornali italiani a proposito della bomba del 2 agosto 1980). 

Queste che divulgo oggi sono informazioni che ormai conosco da molto tempo e ho erroneamente dato per scontate nel divulgare il mio lavoro su academia.edu. Quindi compio questa faticosa opera di pubblicazione ad uso e consumo della politica italiana e di chi vuole avvicinarsi allo studio del KGB. Anzi, ditemi quali altri informazioni sulla NATO di quel periodo volete conoscere, c'è soltanto l'imbarazzo della scelta. Mi chiedo però perché le famiglie di questi italiani devono essere informate da un blogger qualunque, trattato dall'Italia come un povero idiota, privato del diritto di pubblicare malgrado detenga regolarmente una tessera stampa, quando abbiamo Ministri, Governatori, Intellettuali, Scrittori, che occupano quotidianamente e gratuitamente, anzi ben pagati, gli spazi dei mass media italiani e non hanno fatto proprio un bel nulla. Perché? Spiegatemi. E scusate ma qualche cosa la devo dire!

PARTE PRIMA

Sintesi dei Fascicoli e Nominativi dei Funzionari NATO Monitorati dai Cecoslovacchi

Nei documenti d'archivio dei servizi cecoslovacchi focalizzati sulle strutture della NATO in Italia e sui collegamenti con la sede di Parigi negli anni '50 e '60, emerge un'intensa attività di spionaggio e schedatura capillare finalizzata a mappare la rete di funzionari, diplomatici e ufficiali militari legati all'Alleanza Atlantica.

Tra i nominativi di rilievo schedati nei fascicoli figurano:

Delegazione Permanente italiana presso la NATO (Parigi):

Adolfo Alessandrini: Ambasciatore e delegato permanente.

Mario Pino Caboni: Ministro plenipotenziario e vice delegato permanente.

Carlo Gasparini: Consigliere di legazione.

Umberto Del Grande: Consigliere d'ambasciata e consulente militare.

Girolamo Nisio: Primo segretario e segretario di delegazione.

Stefano D'Andrea: Primo segretario.

Settore Infrastrutture e Produzione:

Aldo Vitali: Colonnello, capo del settore infrastrutture.

Adriano Dani: Tenente colonnello.

Francesco Brancato: Tenente colonnello.

Mario Collu: Funzionario del settore produzione.

Quartilio Foconi: Funzionario.

Fabrizio Catalano Gonzaga: Funzionario.

Onofrio Montalto-Monella: Tenente colonnello.

L. Vecchiarelli e Marco Tullio Mattana: Funzionari e ufficiali collegati.

Settore Finanziario ed Economico:

Léon Gori: Consigliere finanziario.

Evomero Regoli: Funzionario finanziario.

Vincenzo Molinari: Tenente colonnello addetto al bilancio.

Rafael Martucci: Funzionario.

Alti Comandi e Altre Personalità:

Gen. Luigi Bianchi: Comandante delle forze terrestri NATO per il Sud Europa a Verona e delle forze aeree a Napoli.

Ammiraglio L. Bigi: Comandante delle forze navali NATO per il Sud Europa a Napoli.

Alberico A. Casardi: Segretario generale aggiunto della NATO.

Aldo Cippico: Capo della protezione civile NATO.

Folco Trabalza: Capo dell'ufficio NATO presso il Ministero degli Esteri italiano, affiancato da diplomatici come Umberto La Rocca e Giulio Cesare Di Lorenzo, oltre a personale specializzato e carabinieri addetti all'archivio segreto (Antonio Miniero, Augusto Ciferri, Giuseppe Alitbelli, Gennaro Ricciardi, Eduardo Marsocci, Mario Dudroni, Vito Attore, Leonardo Ficchirallo).

Consiglieri d'ambasciata: Mario Profili, Emilio Bettini; 3° Segretario d'ambasciata: Bernardino Osic; Volontario diplomatico-consolare: Claudio Moreno; Addetti commerciali: Giulio Garaguso, Lanfranco Uozzi; Esperti: Fabrizio Boggiano Pico (Ministero dell'Interno), Renato Liguori (Ministero dell'Istruzione), Michele Sessa (Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste), Giglio Bachino (Ufficio Italiano dei Cambi), Franco Strumia (Ministero dell'Industria e del Commercio).

PARTE SECONDA

Il Documento Sovietico sui Segreti NATO e la Sicurezza Nazionale

Capitolo: L'Ombra del Cremlino sui Segreti dell'Alleanza: Il Sistema di Sicurezza NATO-USA in Italia

Negli anni della Guerra Fredda, l'Italia rappresentava uno dei cardini meridionali più vulnerabili e al tempo stesso strategici della NATO. Per i servizi segreti sovietici e del Patto di Varsavia, comprendere i meccanismi con cui Roma custodiva i segreti militari condivisi con gli Stati Uniti non era un semplice esercizio burocratico, ma una priorità strategica per mappare le capacità di difesa occidentali. Un ponderoso rapporto di origine sovietica (Совершенно секретно), confluito negli archivi dei servizi alleati, svela nei dettagli la complessa e rigorosa architettura di sicurezza eretta dal governo italiano in stretta collaborazione con il Pentagono.

L'Architettura dei Livelli di Segretezza

Il sistema di sicurezza nazionale italiano recepiva integralmente gli standard dell'Alleanza Atlantica e i trattati bilaterali sottoscritti con gli Stati Uniti. I documenti e i materiali classificati erano rigorosamente suddivisi in scala gerarchica:

Massimo Segreto (Совершенно секретно): Categorie internazionali come Cosmic (per la NATO) e Paucal (per l'Unione Europea Occidentale), destinate esclusivamente ai vertici e protette da codici di sicurezza speciali.

Segreto (Секретно) e Riservatissimo (Строго конфиденциально): Informazioni sottoposte a vincoli ferrei di custodia in casseforti a triplice combinazione, collocate all'interno di zone protette e permanentemente sorvegliate (forbidden zones).

Riservato (Конфиденциально) e ad uso di servizio.

Il rapporto sovietico evidenziava come ogni ministero chiave italiano — dalla difesa agli esteri, dai trasporti all'agricoltura — disponesse di una speciale Segreteria NATO (specialny sekretariat) incaricata di gestire la corrispondenza cifrata, registrare i funzionari autorizzati e custodire i materiali sensibili.

Il Controllo Centrale: Il ruolo del SIFAR

Al vertice della piramide di sicurezza italiana vi era il SIFAR (Sezione Informazioni della Difesa e Servizio Segreto), guidato da un ufficiale generale che agiva come supremo "Organo Nazionale di Sicurezza". Il SIFAR aveva il compito di vigilare sulla fedeltà dei dipendenti statali, dei civili e del personale militare ammesso a trattare dati riservati, estendendo i controlli anche alle industrie private e ai centri di ricerca scientifica e nucleare (come il centro CAMEN a San Piero a Grado) che partecipavano agli appalti della difesa.

Il documento analizzava meticolosamente oltre 250 enti, comandi militari, reparti di artiglieria, basi aeree strategiche (tra cui Avio, Ghedi e San Vito) e comandi navali italiani sottoposti a questo ferreo regime di sorveglianza. Per l'intelligence del blocco orientale, questa fitta ragnatela di controlli dimostrava quanto profondamente l'apparato statale italiano fosse integrato nella strategia militare di Washington, svelando al contempo i punti di contatto e le vulnerabilità che i servizi di informazione tentavano di monitorare.

Vediamo ora in maniera più approfondita, con la spiegazione del cervellone elettronico dell’IA, cosa conteneva esattamente il fascicolo 114 e come era stato assemblato:

***

Fascicolo 1: Organi della NATO in Italia, rubriche personali e dispacci operativi (1957–1964)

Intestazioni e annotazioni di archivio

Revoca della segretezza: Il grado di segretezza del fascicolo è stato revocato in data 1° gennaio 2008 ai sensi dell'articolo 157, comma 3, della legge n. 412/2005 della Raccolta.

Nome dell'oggetto: Organi della NATO in Italia.

Annotazione (Anotace):

«Contiene informazioni sugli organi nazionali della NATO in Italia. Inoltre, informazioni riassuntive sulla problematica della NATO incentrata sull'Italia. Oltre a ciò, contiene anche diverse informazioni sulla situazione nella NATO inviate da amici. I materiali hanno carattere di studio. Non sfruttabili operativamente. Fascicolo depositato nel 1957, archiviato nel 1976. Annotato da Jirotka, data 8.9.1981.»

Struttura e indici dei documenti contenuti nel fascicolo

Il fascicolo comprende elenchi dettagliati di fascicoli archiviati, registri di protocollo, rubriche personali (con nomi di diplomatici, giornalisti, ufficiali italiani e stranieri menzionati nei rapporti, tra cui Adolfo Alessandrini, Mario Caboni, Carlo Gasparini, ecc.) e note di spesa operative.

Elenchi di giornalisti che si occupano della problematica NATO in Italia:

Vengono elencate agenzie stampa e testate giornalistiche (es. Agenzia Italienne de Presse, Ansa, Avanti!, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, Il Tempo, L'Unità, ecc.) insieme a giornalisti e corrispondenti.

Proposta di invio di informatori alla sessione della NATO a Parigi (Dicembre 1957):

Documento firmato dal tenente Jiří Chudý in cui si propone l'invio di due informatori della residenza di Roma (tra cui il corrispondente speciale del quotidiano Il Paese, indicato come collaboratore consapevole, e un secondo informatore legato al direttore del quotidiano Avanti!, copernonime Dean / Bonetti) per raccogliere informazioni sulla sessione del Consiglio della NATO, sui contrasti tra le delegazioni, sulla posizione dell'Italia e sui dati del personale italiano presso il segretariato internazionale a Parigi (Palais de Chaillot).

Rapporti successivi (Spedizioni del 1963–1964):

Panoramica dei comandi NATO sul territorio italiano: Comando delle forze alleate della NATO per il Sud Europa a Napoli, Comando delle forze terrestri a Verona, Comando delle forze aeree a Napoli (gen. Luigi Bianchi), Comando delle forze navali (ammiraglio L. Bigi).

Valutazioni sui contatti con professori universitari (es. prof. Leone Pacini a Napoli), accademici e direttori di agenzie di viaggio per valutare coperture e canali di penetrazione informativa.

 Fascicolo 2: Sistema di sicurezza nazionale in Italia e accordi di scambio con gli USA (1966)

Questo dossier contiene principalmente traduzioni dal russo in ceco di disposizioni, istruzioni di sicurezza e report normativi ad uso del Ministero dell'Interno cecoslovacco.

Traduzione dal russo: Rapporto sul sistema di sicurezza nazionale in Italia

Titolo:

«RAPPORTO sul sistema di sicurezza nazionale in Italia e breve illustrazione dei compiti delle singole componenti.»

Obiettivi e organizzazione:

L'organizzazione del sistema di sicurezza italiano è approvata da vari documenti legislativi mirati a:

Organizzare la protezione della sicurezza dello Stato e dei segreti nazionali.

Preparare il personale per il lavoro nelle organizzazioni nazionali e internazionali di sicurezza.

Garantire la protezione dei segreti contro i servizi d'intelligence stranieri, spionaggio e compromissioni.

Determinare i contingenti di persone autorizzate ad accedere a documenti e materiali segreti e stabilire le procedure per il rilascio dei nulla osta.

Classificazioni di segretezza:

Strettamente segreto (SS / Segretissimo)

Segreto (S / Segreto)

Confidenziale / Riservato (RR / Riservatissimo)

Per uso d'ufficio (Riservato)

Denominazioni internazionali:

Vengono impiegate le diciture internazionali "Cosmic" e "Paucal" per i documenti strettamente segreti di NATO e Unione Europea Occidentale (UEO), oltre alle sigle "NATO" e "UEO" per i documenti di livello inferiore.

Organi di sicurezza competenti:

Organo di sicurezza nazionale: Affidato a un ufficiale con grado di generale (capo del servizio informazioni dello Stato Maggiore della Difesa – SIFAR), responsabile della tutela del segreto militare e del controllo delle norme di sicurezza NATO e UEO in tutte le autorità e organizzazioni italiane sia in patria che all'estero.

Servizio di Sicurezza e del Patto Atlantico (USPA / SIFAR): Coordina i servizi di sicurezza intermedi presso i ministeri e gli stati maggiori delle tre forze armate.

Elenco dei destinatari istituzionali delle istruzioni di sicurezza (Capitolo 14):

Il documento elenca dettagliatamente 258 enti, ministeri, comandi e reparti militari italiani destinatari delle circolari di sicurezza (tra cui la Presidenza della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero della Difesa, gli stati maggiori di Esercito, Marina e Aeronautica, i comandi di corpo d'armata, i tribunali militari, i comandi territoriali e le direzioni tecniche e industriali della difesa).

Fascicolo 3: Analisi della crisi della NATO, evoluzione strategica e comandi in Italia (1966–1967)

Rapporto informativo (In russo nel testo originale):

Titolo:

«INFORMATIVA sugli istituti e i quartieri generali della NATO situati sul territorio italiano e sulle organizzazioni italiane legate all'attività della NATO.»

Valutazione politico-strategica:

Gli Stati Uniti dispongono di una rete ramificata di organizzazioni in Italia per influenzare la politica del paese, l'adempimento degli obblighi militari e finanziari verso l'Alleanza Atlantica.

Il governo italiano ritiene che un'alleanza stretta con gli Stati Uniti e la cooperazione nella NATO siano essenziali per gli obiettivi internazionali della Repubblica e per la sopravvivenza del regime e della Democrazia Cristiana contro la minaccia delle opposizioni.

L'Italia ospita numerose basi e comandi NATO, depositi di armi nucleari e garantisce il supporto al 6° Flotta degli Stati Uniti nel Mediterraneo.

Dislocazione dei comandi NATO sul territorio italiano:

Napoli:

Quartier generale del Comandante in capo delle forze alleate del Teatro del Sud Europa (Comandante: Ammiraglio Charles D. Griffin - statunitense).

Quartier generale delle forze aeree alleate del Sud Europa (Comandante: Gen. Div. B. Webster - statunitense).

Quartier generale delle forze navali d'attacco (Comandante: Viceammiraglio U.E. Ellis - statunitense).

Comando delle forze navali alleate nel settore centrale del Mediterraneo (Comandante: Ammiraglio Giuseppe Pellegrini - italiano).

Verona:

Quartier generale delle forze terrestri alleate del Sud Europa (Comandante: Gen. Corpo d'Armata U. De Martino - italiano).

Vicenza:

Quartier generale del Comando aereo tattico congiunto (Comandante: Gen. Squadra Aerea Ercole Savi - italiano).

Presenza di truppe e installazioni statunitensi:

La consistenza del personale militare statunitense in Italia si attesta su circa 14.000 unità. A Vicenza si trova il comando della forza tattica del Sud Europa e reparti missilistici; a Livorno il 3° Comando logistico di supporto; a Sigonella (Sicilia) e Napoli le basi aeronavali di supporto al 6° Flotta. Le basi aeree di Aviano, Gioia del Colle e San Vito dei Normanni sono gestite sotto stretto controllo americano e dotate di depositi di testate atomiche.

Rapporti successivi del 1967 (Spedizione n. 11/67):

Analisi dettagliata dei dipartimenti del Ministero degli Affari Esteri italiano che gestiscono i dossier NATO (in particolare l'Ufficio Affari Politici e l'Ufficio Economico IX), con l'indicazione nominale di funzionari e impiegati addetti (es. Giuliana Vannuccini, Laura Ciampoli, Stefania Rossolini, ecc.) e raccomandazioni stringenti sulla necessità di massima cautela operativa per evitare di essere individuati dai servizi di controspionaggio italiani.



Per poter leggere i documenti seguire le indicazioni già indicate per i nomi dei militari americani della base di Aviano.

Da notebook o pc, cliccare sull'immagine per ingrandirla, poi: 

1) con il browser Edge, cliccare di nuovo, stavolta col tasto destro del mouse, e selezionare la voce: Ingrandisci l'immagine; in questo modo sarà possibile, azionando la rotellina del mouse, leggere i nomi e i recapiti dei militari; 

2) con il browser Chrome, cliccare di nuovo, stavolta col tasto destro del mouse, e selezionare la voce: Apri immagine in un'altra scheda;

Dallo smartphone, toccare l'immagine per ingrandirla, poi allargarla ulteriormente con le dita fino a rendere leggibili i recapiti.

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