venerdì 9 ottobre 2026

Sui monti del Verbano c'erano missili americani?

Vie Nuove, numero 16 del 18 aprile 1959.

Le montagne del verbano ospitarono davvero testate nucleari durante la guerra fredda? La vicenda che già sollevò un polverone negli anni Novanta con il caso Archia a nostro avviso resta apertissima. 

La mappa che vi mostro proviene dal settimanale del PCI "Vie Nuove" del 1959. Ritrae in modo inequivocabile la zona del Monte Zeda, sulle alture che sovrastano la statale che da Verbania conduce in Svizzera costeggiando il Lago Maggiore. 

Si tratta di informazioni che precedevano di almeno un anno le relazioni spionistiche di Vittorio Matricardi, il quale raccolse notizie dallo Stato Maggiore della Difesa italiana intorno all'agosto del 1960 e che - da questo blog - avevamo già segnalato alcuni anni fa.

Chi lesse questo articoletto di "Vie Nuove", che riportiamo integralmente, probabilmente pensò a una bufala di marca comunista, bollandolo come il solito allarmismo anti-americano. Era quello un periodo di forti contrasti USA-URSS. Ma è possibile che fosse tutto falso? A voi lettori il giudizio.

"Nonostante l'ignoranza in cui il Dipartimento di Stato americano e i supremi generali atlantici tengono gli ambienti militari italiani, indiscrezioni e preoccupate rivelazioni trapelano ugualmente. Le notizie che « Vie Nuove » rivelò fin dall'ottobre scorso a proposito delle installazioni delle rampe per missili hanno ricevuto per esempio in questi giorni una interessante conferma: il piroscafo Patterson, che ha recentemente sbarcato a Venezia materiali atomici, ha infatti scaricato missili a gittata limitata i Nike e non quelli a più lunga gittata. I missili «strategici », i Thor, gli Jupiter, della gittata di 2.500 km., contrariamente a quanto è stato detto negli ultimi giorni, non saranno installati nel Veneto, ma nell'arco alpino costituito dal triangolo Monte Rosa, San Gottardo, Lago Maggiore. Questo curioso triangolo atomico ha solo la base in territorio italiano, gli altri due lati confinando con la Svizzera. Sulle ragioni di una tale scelta, naturalmente, si avanzano le supposizioni più diverse, non escluse quelle più ironiche e divertite, quale l'interpretazione che attribuisce all'astuzia militare del governo italiano la furbesca intenzione di «accucciare» le rampe vicino alla neutrale Svizzera perchè questa costituisca poi una remora alle eventuali rappresaglie. Secondo le nostre informazioni, la prima rampa << sperimentale >> verrebbe installata proprio al vertice orientale del triangolo alpino, cioè a Pallanza, all'11° Km. della strada statale n. 34 del Lago Maggiore) e al 28° Km. dal confine svizzero (Piaggio Valmara) nel vecchio << vallo >> del generale Cadorna. II «vallo » sembra sia stato scelto perchè accanto alla villa signorile, si distende un parco a terrazze trasformato dal vecchio generale Cadorna in una specie di piazzaforte monumentale con trinceramenti e finte fortificazioni rivolti verso la Svizzera che oggi si presterebbero benissimo ad essere adattati a piazzuole di lancio per missili: sulle terrazze le rampe e sottoterra le munizioni. Le altre rampe per missili strategici, secondo quanto abbiamo appreso da alcune personalità del mondo politico-militare, dovrebbero essere arretrate verso Occidente, sin nel cuore della regione valdostana, In tal modo le rampe sarebbero relativamente - molto relativamente, per la verità, in caso di missili- lontane dai confini orientali. Nel Veneto e nell'alto Adige, treppo vicine invece a questi confini, verrebbero installate solo rampe per missili tattici (Honest John, Nike) con compiti di difesa contro truppe terrestri e attacchi aerei, senza cioè i compiti strategici che possono essere asselti solo dai missili a più lunga gittata. Altre rampe dovrebbero venire installate sulla costa adriatica e in Puglia. Queste decisioni sono accolte, negli ambienti politico-militari nei quali abbiamo raccolto queste notizie, non solo con le vecchie riserve, ma con aperti contrasti tecnico-militari che sono esplosi con il «caso Liuzzi-Mancinelli », sul quale diamo in queste stesse pagine un articolo con nuove, interessanti rivelazioni."

Queste notizie non soltanto erano uscite su un giornale molto letto nell'ambiente marxista, ma furono addirittura confermate l'anno successivo nel numero 26 del 25 giugno 1960 sullo stesso periodico.


"Nel triangolo tra il Monte Rosa, il San Gottardo e il Lago Maggiore sono state impiantate rampe per missili strategici (Thor, Jupiter); mentre nel Veneto, esistono rampe per missili a gettata limitata (Nike)."

E' incredibile che di queste verità sia sopravvissuta soltanto la parte del Triveneto. Nella famosa base Tuono di Folgarìa in Trentino, infatti, esiste oggi un museo che mette in mostra i missili Nike. E nelle altre zone di cui si leggeva negli articoli? 

Base Tuono a Folgarìa, foto di Llorenzi.


Nessun commento:

Posta un commento

Si prega di pubblicare soltanto commenti e domande intelligenti, grazie.