Un contatto molto prolifico per i cecoslovacchi all’interno della DC fu Mario Santucci. La biografia di questo personaggio la si può ricostruire dalle informative interne dell’STB. Nel consueto giro di controlli incrociati si venne a sapere, tramite Emo Egoli, che il Santucci era impiegato in uffici democristiani collegati con Washington, pur non ricoprendo ruoli politici attivi.
Il messaggio originale in italiano di Egoli contenuto nel fascicolo 10443-330 era il seguente: «Santucci Mario é praticamente sconosciuto dai dirigenti della D.C. interpellati. Solo De Angelis conosce del tutto parzialmente il Santucci, che lo considera un funzionario di secondo ordine negli uffici della Direzione della D.C. Il ruolo del Santucci é praticamente quello di collaboratore tecnico alla Direzione. Non fa vita politica attiva ed impegnata e non risulta che sia collocato in una corrente interna della D.C. De Angelis esclude nel mode più assoluto che faccia parte della sinistra.»
Nelle successive informative venne quindi redatta una scheda in cecoslovacco e nacque il nuovo contatto: nome in codice Dudek.
«24 aprile 1962. SANTUCCI Mario - residente in Via Poggio Moiano 32, non iscritto al registro di popolazione di Roma fino al 3.2.1962. È sposato e ha un figlio. E’ impiegato nella segreteria generale della Dc in piazza del Gesù.»
«SANTUCCI Mario - praticamente nessuno dei funzionari intervistati lo conosce. Solo De Angelis lo conosce parzialmente. Questo lo considera un funzionario di seconda categoria negli uffici della presidenza di Washington. Il suo compito è praticamente il ruolo di assistente tecnico della presidenza. Non sviluppa un'attività politica attiva e vincolante e non sembra essere integrato in alcuna direzione interna del DC. De ANGELIS esclude quasi completamente di appartenere alla DC.»
Di questo signore sappiamo dalle relazioni del suo fascicolo personale, il 10443-372, che negli anni Sessanta si occupava di cinema italiano. Fu poi impiegato negli anni Settanta nell’INA, l’istituto statale di assistenza per gli infortuni, e infine venne arrestato nel 1977 per una frode fiscale costruita insieme ad altri complici nel suo lavoro presso l’INA. Da quel momento in poi l’STB preferì prendere le distanze da Santucci.
Il suo contributo a posteriori lo possiamo ritenere importante per alcune informazioni interne alla Democrazia Cristiana da lui fornite attraverso messaggi cifrati.
La prima riguardava il finanziamento della Montedison, evidentemente molto importante per la politica, e specialmente per la corrente di Ciriaco De Mita e Giovanni Galloni: La Base. Grazie a Santucci la DC cercò di innestare denaro fresco a Foro Bonaparte direttamente attraverso l’INA e l’IMI, e - viste le polemiche sulla famosa scalata del 1969 - non più mediante l’ENI. Veniva infatti giudicata una via più sicura quella di controllare Montedison per canali finanziari e non piuttosto con aziende capitalistiche che potevano entrare in conflitto di interessi con Foro Bonaparte.
Un altro grande tema scaturito da questa collaborazione di Santucci è il canale di collaborazione che Giulio Andreotti, di cui Santucci era segretario, stava costruendo all’inizio degli anni Settanta con l’URSS e la Cecoslovacchia. Emerge altresì la tendenza della corrente di Aldo Moro a stringere alleanze anche economiche con gli Stati arabi sulla spinta di Fiat ed ENI.
Infine il traffico di armi, che - stando a queste relazioni - la DC condusse senza alcuno scrupolo vendendo materiale bellico a nazioni del Patto di Varsavia, come la Romania, e alla Turchia, schierata con la NATO ma - come del resto l’Italia - percorsa da movimenti estremisti che saranno la spina nel fianco della parte meridionale dell’Alleanza Atlantica, definita anche «il ventre molle» della NATO.

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