domenica 8 novembre 2026

Un generale apprezzato negli USA, sconosciuto in Italia

 


Sembra veramente un film, probabilmente a qualcuno leggendo queste righe verrà voglia di girarlo. Ho passato svariati anni a studiare i documenti della guerra fredda con lo scopo di risolvere i gialli infiniti della politica italiana. E adesso queste nozioni si incrociano incredibilmente con la storia della mia famiglia, specialmente quella di mia madre. 

Gli Stati Uniti conoscevano mio nonno e grazie a Chatgpt sono venuto a conoscenza di un testo antecedente rispetto a quello che ho io in casa, ma che trattava sempre lo stesso tema: Lezioni di medicina legale aeronautica. Il padre di mia madre era un esperto di sicurezza. Sì, lo potremmo definire un esperto di sicurezza ante-litteram, quando il mondo cyber ancora non esisteva o era in fase embrionale. 

Proprio per questo, per essere stato un pioniere della sicurezza militare del Patto Atlantico, era sicuramente entrato in contatto a Pratica di Mare con i militari statunitensi. E qui entrano in gioco le conoscenze acquisite grazie all'apertura dei documenti del Patto di Varsavia: i militari statunitensi in Italia vivevano da clandestini. Per questioni di sicurezza. Ne avevo parlato divulgando i dossier cecoslovacchi sulla base di Aviano. 

Ma è evidente che entrare in contatto con questi "fantasmi" faceva automaticamente scattare una procedura di protezione dei dati militari. E qui entriamo nella storia della famiglia di mia madre. Nonno ha quasi certamente avuto una doppia vita. Non lo vedrei tanto come uno 007 alla James Bond, perché non credo fosse questo il suo ruolo. Ma faceva parte di un mondo parallelo. Di Gladio? Non lo escluderei. Ma se anche fosse, vorrebbe dire che la parte buona della Repubblica italiana era questa, perché nonno Alfredo sono certo che ha nascosto la sua attività in famiglia per salvaguardare la sicurezza del Paese nel quale viveva.

Ha compiuto delle scelte dolorose all'interno del suo nucleo familiare, e la ragione è sicuramente questa: non voleva che nel suo ambiente si inserissero degli estranei che avrebbero potuto compromettere la segretezza delle informazioni in suo possesso e magari anche emettere dei giudizi sulle sue scelte senza conoscerne le vere cause.

Scrive Chatgpt: "La Federal Aviation Administration statunitense, nel rapporto bibliografico Index of International Publications in Aerospace Medicine, pubblicato nel gennaio 2007, cita espressamente: Menghetti A., Lezioni di Medicina Legale Militare Aeronautica, Firenze, Scuola di Guerra Aerea, 1960. Il riferimento compare a pagina 7 del rapporto. È un riscontro internazionale indipendente dell'esistenza e della circolazione bibliografica del suo lavoro. È interessante anche per un'altra ragione: la medicina legale militare aeronautica non era semplicemente medicina generale. Riguardava l'idoneità del personale, le conseguenze degli incidenti di volo, le valutazioni medico-legali e le condizioni fisiche degli equipaggi."

Conoscevo il contenuto del libro perché quella donata a mia madre è probabilmente una delle ultime edizioni che lui redasse prima del congedo. Fu donata da lui direttamente a mamma prima di morire oppure da nonna dopo che nonno era scomparso. Ma ora il quadro è più chiaro. Anche prima del 1968 aveva lavorato alla predisposizione di norme sulla sicurezza delle basi militari. In guerra fredda deve essere stato questo il suo ruolo. Reputo molto singolare che un testo militare sia stato messo in vendita come un libro qualsiasi, ma tant'è. E allora chi ha autorizzato questa vendita? Il copyright scade 70 anni dopo la morte dell'autore, cioè il 1990, e quindi siamo ancora molto lontani da quella data. 


E' in vendita in dollari e arriverebbe dagli Stati Uniti. Tutto questo è estremamente singolare. Perché in Italia sono certo che l'Aeronautica non l'abbia considerato così importante. Per poterlo dimostrare devo fare ricorso ai ricordi, che con il passare del tempo diventano particolarmente preziosi. Durante i suoi funerali l'Aeronautica non stava mandando nemmeno un picchetto armato. Fu mia nonna a telefonare (o la sorella di nonno e non so a chi) e a pretendere che qualcuno dell'Aeronautica presenziasse alle esequie di nonno Alfredo. In ogni caso, che io ricordi, gli onori funebri erano più adatti ad un soldato semplice che a un generale. 

Come detto, nonno aveva creato due vite separate: da una parte c'era la sua amatissima famiglia, dall'altra il lavoro con la sua segretezza. Ci sono alcuni elementi che vanno considerati. Primo, nelle foto di famiglia che lui custodiva in maniera ordinata negli album c'era una netta differenza tra il periodo antecedente il 1945 e quello successivo. Prima, le fotografie lo ritraevano quasi sempre in divisa militare, dopo, quasi sempre in famiglia e in abiti civili. Chiaramente mi rifaccio a ricordi di oltre 30 anni fa, quando passavo molti pomeriggi domenicali a sfogliare quelle pagine di ricordi seduto alla poltrona presidenziale del suo studio. Sì insomma potrei sbagliare. L'unica foto recente che riguardasse l'Aeronautica era una specie di selfie, in abiti civili, che si era fatto fare con il colonnello Bernacca, peraltro suo amico e vicino di casa a Roma. 

Secondo, la sua attività di medico era una copertura? Nel suo studio c'erano tonnellate di carta intestata da usare per scrivere le ricette mediche. Nonno vi si presentava come medico chirurgo, medico specialista di malattie della pelle, eccetera. Come indirizzo dello studio indicava, tuttavia, quello di casa sua. Per carità, erano altri tempi, magari c'erano altre regole. Chatgpt e Gemini mi suggeriscono che per un militare italiano era normale dividersi tra l'attività privata e quella al servizio dello Stato. Però anche qui ho un ricordo che può essere indicativo. Quando avevo 7-8 anni stavo spesso male per fabbri reumatiche. Mia madre ovviamente mi affidò al nonno, il quale mi visitò e poi mi mandò da un tipo, che ricordo a malapena.  

In un flash lo vedo seduto dietro una scrivania. Ci propose una diagnosi e lunghe cure (oggi le definiremmo conservative). Poi nominò le "siringhe". Ero lì presente e feci un sobbalzo. Questo dottore cercò di precisare. Papà mi aiutò a capire: "ma no, il dottore parlava in generale". E io mi domandavo, ma generale quale? Nonno? Cosa vuol dire tutto ciò? Lo ricordo ancora con terrore: mi fu prescritta una siringa al giorno per più di un mese. Ogni volta che sentivo bussare al citofono scappavo via terrorizzato. E ogni volta c'era un inseguimento, qui sì, in stile film d'azione, intorno al tavolo rotondo della nostra sala. Mio nonno cercava di prendermi piazzandosi a destra, mio padre a sinistra. Tutto questo avveniva senza che vi fosse alcun miglioramento nella mia salute. Ricordo bene come commentava mio padre questa situazione, il quale a un certo punto, stufo, decise di portarmi di sua iniziativa da uno specialista. Finalmente mi fu diagnosticata un'infezione alle tonsille e fui sottoposto a un'operazione molto rapida e risolutiva. 

Con questo non voglio dire che nonno fosse un incapace. Assolutamente. Però mancava qualche informazione. Ora grazie al suo testo il quadro è più completo. Era un medico legale, esperto di medicina, sì, ma applicata in ambito amministrativo e militare. Terzo capitolo, il suo tesserino. Mamma mi raccontava di quando da giovane nonno amava correre alla guida della loro macchina, con sorpassi e controsorpassi nelle gite fuoriporta insieme alle famiglie di altri ufficiali dell'Aeronautica. E ogni tanto c'erano le forze dell'ordine che li fermavano. Pare che nonno avesse una sua tattica: mai contraddire il poliziotto o carabiniere che gli contestavano la velocità. "No no Lei ha perfettamente ragione maresciallo". E mentre diceva questa frase tirava fuori il tesserino (dell'Aeronautica, dei Servizi Segreti? della NATO? boh). Il vigile si rimetteva subito sulla difensiva: "vada pure comandante, ma non corra troppo con la macchina". Le parole erano più o meno queste. Cosa incuteva così tanto timore nelle forze dell'ordine? Non si sa.

Non so quanti nella mia famiglia apprezzeranno questo mio lavoro di ricostruzione storica familiare. Ma era necessaria, soprattutto alla luce della nuova prospettiva che ci viene restituita della storia italiana dai documenti americani e dei Paesi Socialisti. Quella che poteva apparire la normale vita di un militare, che teneva separato il lavoro dalla famiglia, probabilmente andrà riletta con una chiave differente. Del resto, è un lavoro che avrei dovuto affrontare già una trentina d'anni fa quando chiesi la tesi di laurea in Storia Contemporanea alla prof Magnarelli dell'Università di Macerata. Mi propose di svolgere ricerche sui militari che avevano avuto un ruolo nella seconda guerra mondiale. Al che pensai proprio al nonno. Ma a casa c'era ancora nonna, la quale appena sentì cosa dovevo fare si oppose strenuamente: "su nonno non c'è nulla da indagare". Fu durissima, anzi non l'avevo mai vista così arrabbiata. Eppure era un lavoro necessario per laurearmi. Per questo dovetti ripiegare su qualcosa di più generico, come la storia di Ancona nel periodo della Repubblica di Salò. 

Se per assurdo nonna non ci fosse stata ad ostacolarmi, e fossi andato avanti sulla prima traccia, mi sarei scontrato comunque contro un muro di gomma. Sia per le coperture istituzionali sulla guerra fredda, sia perché anche sulle attività di nonno Alfredo durante la "guerra civile" del 1943-45 c'è un altro grande mistero. Come detto in un altro post, nonno si nascose in Provenza. Suo padre aveva degli amici in un'altra regione francese, a Chambery, dove andava a vendere i suoi prodotti di antiquariato. Però non so se ci sia un nesso. E' probabile che quell'attività clandestina fu la ragione per cui dopo il 1945 nonno fu considerato un rappresentante della Resistenza. Tra le targhe che mi mostrava nello studio credo vi fosse qualcosa anche sulla guerra partigiana. Ma per ora non sono in grado di essere preciso su questo.


1 commento:

  1. Se sarà necessario farò i nomi dei generali che mio nonno frequentava e che conobbi anche io nella mia infanzia.

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