giovedì 14 dicembre 2017

“Papa Wojtyla fu scelto dalla CIA”

La foto di Papa Wojtyla sul giornale Uj Szò. Nella didascalia gli ungheresi scrissero nel 1984: "Il cardinale Wojtyla, l'attuale Papa, ha rispettato da vicino gli obiettivi e le aspettative della CIA"
Papa Wojtyla fu eletto al soglio pontificio, nel 1978, grazie alla CIA? Lo sosteneva in un ampio reportage il giornale ungherese Uj Szò, il 2 marzo 1984, cioè in pieno regime comunista. Secondo il giornale, il Vaticano era stato fin dalla seconda guerra mondiale “terreno di caccia” per le spie degli Stati Uniti, che consideravano la sede papale un’ottima fonte di informazioni sull’economia e la politica dei vari Stati del mondo.
Il lungo reportage di Uj Szò, che occupava un’intera pagina, tracciava una storia del papato degli ultimi decenni. La CIA avrebbe iniziato a influenzare la politica della chiesa fin dal 1944, grazie a “canali sotterranei” quali l'Ordine dei Cavalieri di Malta e l'Opus Dei. Ne avrebbero tratto dei benefici, però, anche svariati criminali di guerra nazisti come Klaus Barbie e Reinhard Gehlen, che ottennero copertura e documenti falsi per sfuggire ai processi post-bellici. L’Ordine di Malta avrebbe persino premiato questi ex nazisti con delle medaglie. Tra i nomi figura pure James Angleton, portavoce della CIA che secondo il reportage di Uj Szò, ma non solo, visto che ne parlarono nel loro libro “Gli americani in Italia” anche Roberto Faenza e Marco Fini, fu l’ideatore della rete di spionaggio della CIA in Vaticano dopo il 1945. Angleton nel 1948 avrebbe contribuito a costruire, nell’ambiente cattolico, una campagna di propaganda contro il partito comunista. In vista delle elezioni politiche venne denunciato un inesistente pericolo rosso. La CIA avrebbe finanziato e appoggiato, negli anni successivi, specialmente dopo il 1971, anche i cattolici conservatori dell’Opus Dei. Ciò sarebbe avvenuto nei paesi latino-americani in cui si verificò, con il contributo di questi cattolici intransigenti, un colpo di Stato di destra, vale a dire in El Salvador e in Cile.
La notizia che fa sensazione è tuttavia che l'elezione di papa Wojtyla fu favorita dalla CIA. Già prima della morte di Paolo VI, la centrale americana di spionaggio di Langley si sarebbe messa all’opera per trovare un sostituto. Scrive testualmente Uj Szò: “Dopo una serie di studi interni, Karol Wojtyla di Cracovia si è dimostrato il candidato più adatto.” Un certo Terence Cooke, dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, si sarebbe recato a Cracovia per incontrare il futuro papa Wojtyla, convincendolo a parlare ad alcuni raduni dell’Opus Dei. Quei discorsi sarebbero poi stati inviati a vari personaggi influenti del Vaticano.
La CIA avrebbe così ottenuto, con l’elezione di Karol Wojtyla, un papa che rispondeva finalmente alle sue aspettative politiche. Il cardinale polacco appariva molto diverso da papa Giovanni XXIII e a Paolo VI, che si erano mostrati disponibili a un’apertura verso il mondo sovietico e impermeabili alle influenze statunitensi. Papa Giovanni Paolo II, secondo gli ungheresi, con il suo anti-comunismo aveva confermato la bontà degli studi delle spie americane.
Quali considerazioni fare a questo punto, nel 2017? E’ evidente che questo terribile accostamento tra religione e politica può offrire un movente politico per l'attentato di tre anni prima. Il 13 maggio del 1981 il turco Alì Agca tentò di uccidere papa Wojtyla, a Roma, con dei colpi di pistola. Che possa esserci stato un interesse dei servizi segreti sovietici nell’uccidere il papa polacco lo suggerisce pure il libro di Bruno Vespa: "Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi". Ma i comunisti di questo giornale ungherese conoscevano sia gli sviluppi delle inchieste sull’attentato al papa, sia quelli per la scomparsa di Emanuela Orlandi. Sapevano della pista bulgara e dell’arresto del turco Agca, e si interessavano alle nostra vicende quanto i giornali italiani. Quindi il mandante, se mai vi fu dietro il folle gesto di Agca, può essere cercato anche altrove.