giovedì 20 dicembre 2012

La Piovra 4, l'arresto di Pippo Calò e il traffico di scorie radioattive?


La piovra 4 è un film complesso che si divide in due parti: la storia che io definisco paranormale di Frolo, un uomo che ha ucciso per vendetta e che ha perso la famiglia in un agguato di Mafia, e la storia della stessa Mafia che prosegue con Tano Cariddi, il quale convince la Cupola a investire tramite il politico Salimbeni 5mila miliardi nella finanza del nord, prima nella banca Antinari poi nelle Assicurazioni Internazionali di Filippo Rasi; quindi anche nel traffico di scorie radioattive di Espinosa. E’ questo mafioso internazionale che ordina alla fine dalla Svizzera la morte di Cattani. Nella realtà la storia del Puparo appare simile a quella di Pippo Calò, mentre un bel rebus sono sia Tano, sia il senatore corrotto Salimbeni. Quest’ultimo assomiglia, riguardo a quella legislatura, solo a Francesco Parisi della DC. Tano vive in una villa simile e nella stessa zona della villa Campari di Berlusconi, sul lago Maggiore, ma potrebbe trattarsi solo di un sosia del cavaliere. La Banca Antinari che finanzia la mafia sembra sempre più la banca di Magnoni il quale poi finirà nella futura banca fallimentare Lehman Brothers. Una storia nella storia è quella dei rifiuti radioattivi, sui quali molto è stato scritto a seguito del referendum sul Nucleare. Le scorie legali però non sono mai state smaltite del tutto, e l’Ente che doveva lavorare per il governo a questo progetto, l'Enea, è finita sotto processo nel 2007 per traffici illeciti della Mafia di queste scorie.



lunedì 17 dicembre 2012

Il giallo di Catania-Roma 1-1 della Serie A 2011-12


Giallo su Catania-Roma? La gara di Serie A 2011-12 era finita ufficialmente 1-1. Venne sospesa dall'arbitro a causa del campo impraticabile al 65', quando il risultato era sull'1-1 per i gol di Legrottaglie (C) al 24' e di De Rossi (R) al 27'. La Lega fece recuperare in questo caso solo i 25 minuti mancanti, partendo dal risultato di 1-1. I due allenatori sembra siano stati attenti a non fare più sostituzioni del consentito, sommando evidentemente i due spezzoni di partita. Ma le cose sarebbero dovute andare così? C'è più di un dubbio. Secondo il più recente regolamento del Calcio, del 2011, disponibile sul sito dell'Aia, a pagina 90 viene anche scritto che in caso di sospensione definitiva di una gara questa va "rigiocata" a meno che la competizione non preveda diversamente. E così non era nel 1990 quando a San Siro la partita di Serie A Milan-Verona del 3 gennaio venne sospesa per nebbia al 28' minuto sullo 0-0. Nelle interviste del dopo-gara il presidente Silvio Berlusconi parlò chiaramente di necessità di "rigiocare" la partita. Che infatti venne disputata il 7 febbraio del 1990 e finì 0-0. La sfortuna della Lega vuole che nel tabellino di questo recupero, a riprova del fatto che ripartì dal primo minuto, compaia l'ammonizione a Sotomayor del Verona al 20', mentre l'altra gara era stata interrotta appunto al 28'. Un'altra interruzione per  nebbia si era avuta nel 1966, stagione 1965-66. La partita Milan-Lazio venne addirittura ripetuta tre volte. La prima del 23 gennaio 1966 venne sospesa sullo 0-0 al 54'. Al secondo tentativo, il 2 febbraio, fu sospesa al 70' dall'arbitro Varazzani sul 2-0 per il Milan, con autogol di Dotti al 6' e rete di Lodetti al 52', per le vibranti proteste di Governato, della Lazio, il quale chiese più volte all'arbitro il controllo della visibilità. La beffa fu che nel recupero del 9 marzo la Lazio vinse a Milano 2-0 con gol proprio di Governato al 25' e di D'Amato al 51'. Complessivamente furono giocati, per finire Milan-Lazio, 214 minuti.

Leggi anche:
1) La FIGC cambia le regole: http://e-cronaca.blogspot.it/2014/02/recuperi-delle-partite-di-calcio-la.html
2) Le partite della serie B 2011-12: http://e-cronaca.blogspot.it/2012/12/quelle-partite-di-serie-b-che-andavano.html

domenica 16 dicembre 2012

Quelle partite di Serie B che andavano "rigiocate"


Un clamoroso errore sembra venga commesso da almeno due stagioni nel mondo del calcio. Il precedente che fa tremare la Serie B è quello del 1984-85. La partita Parma-Bari quella volta si disputò regolarmente fino all'86'. Il Parma era in vantaggio per 3-0 e sembrava fatta, ma l'arbitro vista la nebbia e pensando fossero già trascorsi i 90' minuti chiuse la gara. L'errore costò la vittoria ai parmensi che furono costretti a rigiocare la partita partendo dallo 0-0. Finì poi 1-0 sempre per il Parma con gol di Facchini all'82'. Andando a consultare il Regolamento del Gioco del Calcio più aggiornato, disponibile sul sito dell'Aia, si scopre infatti che a pagina 90 di questo Regolamento datato 2011 viene scritto questo: che le partite sospese definitivamente vanno "rigiocate" a meno che la competizione non preveda diversamente. Eppure nella serie B 2012-13 sono già un paio le partite sospese per nebbia che secondo la Lega non ripartiranno dallo 0-0 e dal primo minuto, bensì proseguiranno dal risultato e dal minuto della sospensione. Nell'elenco vi sono le gare del 2012-13 Varese-Grosseto, sospesa sul 3-0 all'81', Cittadella-Verona sospesa sul 2-1 all'82' (questi ultimi 8 minuti sono già stati recuperati l'11 dicembre 2012 e il risultato è rimasto di 2-1). Un'occhiata particolare andrebbe poi data a quella del 2011-12 Pescara-Livorno 0-2, sospesa per la morte di Morosini e "proseguita" nel maggio successivo. In quest'ultima si noterebbe una curiosità: Dionisi, il giocatore autore del primo gol del Livorno nella prima parte di gara, in cui partiva titolare, nella frazione del recupero lo si trova in panchina, per poi vederlo "rientrare" in campo come in altri sport al 35' al posto di Schiattarella.

Leggi anche:
1) Il giallo di Catania-Roma: http://e-cronaca.blogspot.it/2012/12/il-giallo-di-catania-roma-1-1-del-2011.html
2) La FIGC cambia le regole: http://e-cronaca.blogspot.it/2014/02/recuperi-delle-partite-di-calcio-la.html



venerdì 7 dicembre 2012

Fiumi di riaccrediti a Milano: quando l'azienda non lavora più per il cliente


Un doppio atto vandalico anonimo contro la mia auto nel 2008 mi ha allarmato sugli ambienti in cui ero involontariamente finito. Un’agenzia del lavoro a Milano dopo aver letto il mio Cv mi aveva mandato a lavorare nelle telecomunicazioni, dove pur spiegando la mia deformazione professionale giornalistica venni assunto nel settembre 2007 per lavorare alla comunicazione con la clientela di una importante ditta poi rivelatasi poco onesta. Mi accorsi presto infatti che sulle schede vi erano due nominativi, uno “dormiente” che era proprietario, l’altro che si sovrapponeva tramite questa azienda. Entrambi potevano telefonare a questa ditta appaltatrice dei contatti con la clientela. Mi insospettii e i team leader si innervosirono, trattandomi con poco riguardo. Venni quindi dirottato nell’azienda principale e mi accorsi che il lavoro consisteva nel gestire dei reclami che avevano sempre le stesse caratteristiche e per i quali andavano riaccreditati tutti i costi. Anche qui mi scontrai con i dirigenti poiché ingenuamente avrei voluto risolvere quei problemi che invece mi stavano garantendo uno stipendio. Cambiare azienda a quel punto significò essere assunti sempre da società con caratteristiche simili. Lavorai in quel periodo sia nella telefonia, in altre aziende, dove vidi ancora riaccrediti per dei reclami che avevano permesso, non solo la mia assunzione, ma la stessa esistenza di una azienda esterna che gestiva questo lavoro, sia nell’energia elettrica, dove un’azienda al primo piano gestiva i clienti dell’energia per conto terzi, al secondo rispondeva per conto del Comune di Milano; e questo però a Basiglio.

Qui vedete la mia intervista realizzata nel 2009 per AltaitaliaTV al giudice Luigi De Magistris

giovedì 15 novembre 2012

Albinia e Tarquinia sott'acqua per colpa di dighe fantasma?


Albinia e Tarquinia nel novembre 2012 sono finite sott’acqua. E’ stata solo colpa dei fiumi oppure ci sono di mezzo anche le dighe come nel 1960? Nell’archivio de La Stampa e l’Unità, infatti, emerge un caso analogo capitato a Tarquinia tanti anni fa: quella volta la procura di Viterbo accertò che la causa fu la rottura di una diga, il cui proprietario era l’Ordine dei Cavalieri di Malta. Fu per questo, secondo L’Unità, che il 18 settembre 1960 un’onda gigantesca seppellì decine di auto che transitavano sulla Statale Aurelia e uccise almeno 14 persone, lasciando ovunque devastazione e un panorama trasformato. Il luogo della catastrofe venne ribattezzato da La Stampa come il “Quadrilatero maledetto” ed era concentrato tra Canino-Tuscania-Montalto di Castro-Tarquinia. E’ una zona che conosco per averci abitato d’estate per tanti anni dal 1986 al 2002, per la precisione a Marina Velca, nel bel mezzo di questo Quadrilatero. Nel 1960 non c’era nulla, il costruttore della nostra casa ci raccontava di come quel luogo di villeggiatura fosse una volta una palude. Ma nessuno, quando nel 1987 una nuova alluvione sconvolse quella costa, si ricordò della catastrofe del 1960. Fui testimone di quella seconda inondazione, causata secondo gli esperti dal fiume Marta, che ruppe gli argini molto prima di giungere al mare. Le acque invasero la nostra casa al piano terra, poi l’acqua lasciò il posto al fango che, come nei racconti del 1960, si solidificò nel giardino della nostra abitazione, e per romperlo non bastarono le vanghe, ma servirono dei trattori. Nel 2004 la cosa si verificò di nuovo e per più volte, tanto che è nato un comitato che ha inviato un esposto in procura per ottenere i danni. E le dighe? Navigando online si scopre come sia quella del 1960, detta Diga Sugarella, sia tante altre sono ancora presenti nella zona di Roma, come ad Albinia e in tutto il centro-sud. Ne è al corrente la Protezione Civile, il cui capo, Franco Gabrielli, si scopre su Wikipedia che fino al 2009 era capo dei Servizi Segreti del Sisde, noti soprattutto per i depistaggi nelle Stragi di Stato. Perché nessuno dà un’occhiata a queste dighe quando c’è il rischio di pioggia?





venerdì 9 novembre 2012

Un libro choc dal passato accusa i medici italiani: programmavano il doping


Può un libro del 1964 far condannare una squadra di calcio per doping? Sembrerebbe di sì, perché a distanza di anni le cose cambiano. Il libro lo scrisse Mario Minini, giornalista stimato che in un’inchiesta parlava di esperimenti chimici sulle sostanze dopanti, ne tracciava una storia che parte dal Nazismo, e concludeva con un ritrovato della scienza per un doping del futuro che non fosse pericoloso: la Fosfocreatina. Su Google nel 2012 questa parola porta proprio agli integratori a base di Creatina della Juventus. Il suo nome commerciale oggi coincide con quel Neoton di cui Gianluca Signorini parlò al PM Guariniello. Sotto accusa ci finirebbero certi medici che per evitare le morti per doping speravano di legalizzare questa che nel 1964 sembrava una novità immorale come gli sponsor. Analizzando questo testo poco conosciuto si scopre anche che passava in rassegna proprio le sostanze dopanti, un po' datate, di cui mi sono occupato e che testimonia come le polemiche sul doping siano cicliche, sparite nei primi anni ’80 e poi tornate in scena con i processi del PM Guariniello.







giovedì 8 novembre 2012

L'invadenza dei militari nel giornalismo italiano


In una redazione di un quotidiano importante c’era la ricetrasmittente della Polizia di Stato, un reato punibile con qualche anno di reclusione. Questo mi porta a una riflessione di carattere deontologico sul giornalismo. Fino a che punto il giornalista oggi ha bisogno di spiare la polizia per avere notizie di nera e fino a che punto senza la verifica dei fatti riesce a garantire al lettore un’informazione corretta? La risposta è che non la garantisce affatto. Il risultato è un surplus di notizie di nera che abbondano soprattutto nelle cronache locali, nelle quali il giornalista si limita a fare da intermediario tra le forze dell’ordine e il lettore. Altra domanda: una notizia fornita in conferenza stampa dalla Polizia è sempre vera? A mio avviso no, la versione delle forze dell’ordine su un fatto può essere un punto di partenza, per poi effettuare però delle verifiche, delle indagini al fine di dare una versione che non sia solo quella dello Stato, il quale può avere mille motivi per nascondere le notizie.


venerdì 2 novembre 2012

Le Vitamine che fanno male ai calciatori, il racconto di Maurizio Vasino


Nel 2009 Maurizio Vasino, ex calciatore delle giovanili del Milan mi parlò in un’intervista andata in onda su AltaitaliaTV delle iniezioni di Vitamine che gli venivano fatte in quel periodo. Probabilmente non è questo il motivo per cui si è ammalato di Sla, ma il dottor Gerardo Ottani nella sua inchiesta “Doping e calcio professionistico” del 1961 aveva avvertito sui rischi derivanti dall’abuso di Vitamine da parte dei calciatori di serie A e B: "L'eccesso di vit. A - scrisse - provoca una miocardite sierosa, mentre l'esagerato apporto di vit. D ha come conseguenza la comparsa di calcificazioni coronariche, miocardiche ed endocriniche".

giovedì 25 ottobre 2012

Dossier Monte Conero: il Sisde nasconde una base?


Una serie impressionante di articoli racconta l'incredibile storia della Guerra Fredda nel Monte Conero. Si potrebbe creare con questo materiale una piccola imitazione del gran bel servizio di Walter Milan andato in onda su TV7 e che verteva sul Monte Venda, vicino Padova. Io penso e spero che le attività segrete svolte all'interno del Monte Conero siano diverse da quelle documentate da TV7, anche perché del Monte Venda e delle altre 10 basi del nord-est da Venezia a Rimini, per lo più di pianura, parlava apertamente il quotidiano La Stampa nel 1966 associandole a basi missilistiche. Sull'incredibile ritrovamento di articoli riguardanti una non ben precisata base militare, o missilistica, all'interno del Monte Conero ho preparato, per chi me lo chiederà, un dossier più dettagliato con fotocopie dei giornali marchigiani del 1984. Le immagini e i titoloni parlano più della mia ricostruzione giornalistica. Resta il mistero, certamente. Restano i depistaggi, restano le leggende, restano gli ufo. Per anni, e ne sono testimone, ad Ancona alcuni giornalisti che scrivevano nei giornali erano costretti a riempire pagine e pagine di quotidiani importanti senza ricevere l'adeguato compenso del contratto nazionale dei giornalisti. Qualcuno ha inventato anche un soprannome: i "fantasmi dell'informazione". Mi auguro che questo ritrovamento renda giustizia ai giornalisti come me che hanno subito calunnie per colpa di contratti di lavoro decisi senza una contrattazione sindacale adeguata e che non tutelano adeguatamente chi fa informazione.

mercoledì 17 ottobre 2012

Le Primarie sono un segno della Guerra Fredda


Il PD è riuscito a stare per tanti giorni in video con i suoi politici, questo grazie alle Primarie. Ma quale legge dello Stato le ha istituite e quale le regola? Ci troviamo di fronte a un problema di legalità in cui se la destra ha perso la sua immagine, con Berlusconi spesso indagato anche per scandali di stampo sessuale, la sinistra non rispetta le leggi italiane e sta creando le sue regole al di fuori della Costituzione. Le facce belle e buone di Renzi e Bersani convinceranno pure, ma alla lunga porteranno a grossi problemi di convivenza. Il PD con le Primarie emargina alcuni italiani da queste sue elezioni chiedendo in anticipo un voto che non si basa evidentemente sui programmi. Se il PDL seguirà questo terribile esempio ci troveremo proiettati indietro fino al 1976 quando il PCI rischiò il sorpasso della DC, agli anni di Piombo, della Guerra Fredda e ai sequestri dei politici, questi ultimi così poco amati anche oggi. Dalle macerie di questa politica emerge la voglia di alcuni industriali del novarese di produrre armi. A Cameri promettono 10mila posti di lavoro per costruire le Ali dei Cacciabombardieri di Alenia. Se fosse così si aprirebbe una nuova corsa al riarmo in stile hitleriano.



martedì 16 ottobre 2012

Novara, nomine scolastiche con l'SMS


Le nomine scolastiche a Novara avvengono per sms. La scoperta l’ho fatta in seguito alla mia iscrizione tardiva alle graduatorie dei supplenti di terza fascia per più materie: lettere a medie e superiori e storia dell’arte. Per un anno e mezzo c’è stato solo silenzio, come se il mio nome fosse preso tra le lapidi del cimitero. Poi, dopo le mie insistenze con cui rivendicavo il diritto di verificare le assunzioni, sono stato convocato nel 2012 per le nomine annuali. Su 1200 nomi delle varie liste nell’aula avrò visto 200 persone o poco più. Il dirigente scolastico però di fronte alle nomine per le classi di Lettere, dove c’erano molti posti da assegnare, non ha chiamato i presenti, rimandando tutto al telefono per paura che le scuole non avessero avvertito tutti. Ma poi nessuno ha garantito la correttezza delle chiamate, fino alla convocazione che ho ricevuto per il "sostegno", per il quale neanche avevo fatto domanda: è arrivata per Sms. La scuola era il Ravizza di Novara, la quale dopo avermi convocato mi bloccava nuovamente rivoltando le graduatorie a suo piacimento. Una bella presa in giro di Stato.




domenica 14 ottobre 2012

Novara: appartamenti in regalo!


Cosa sta succedendo al Tribunale di Novara? Nelle aste giudiziarie un immobile è stato valutato 12mila euro. Anche se fosse un monolocale, sarebbe molto poco. Il manifesto inoltre evidenzia un ribasso sospetto. Si scende dai 40mila euro iniziali a 12mila. Ma anche i 40mila sono un prezzo bassissimo per un immobile nel 2012. Basti considerare che, nel decennio appena trascorso, l'inflazione è rimasta sul 2% di aumento annuo, con sporadici ribassi mensili dei vari prodotti. In trent'anni il costo si è sestuplicato. Anche un cretino capirebbe che coloro i quali vendono gli immobili nel Tribunale Giudiziario, e a ruota gli agenti degli istituti privati di vendita, che parlano di prezzo di mercato e di altalena di prezzi, non vogliono far pagare l'inflazione all'acquirente. Nell'archivio de La Stampa c'è un precedente piemontese che fa pensare a una situazione simile. Nel 1996 presso il tribunale di Asti venivano venduti al ribasso gli immobili dei cittadini e c'erano due metodi per svendere le case: uno di escludere la concorrenza allestendo le vendite all'incanto in case private e non diffondendo la notizia, oppure, due, creando più vendite che venivano mandate deserte con conseguente abbassamento del prezzo base.

venerdì 12 ottobre 2012

Da Las Palmas-Torino a Marco Paoloni, il giallo dei sedativi nel calcio


Grosse novità sul caso Las Palmas-Torino, la gara di Coppa Uefa del 1972-73 in seguito alla quale i giocatori granata denunciarono di essere stati drogati per perdere. Dalle analisi uscì il nome di un tranquillante, il Luminal, che riemerge oggi riscoprendo il libro “Doping e calcio professionistico” del dottor Gerardo Ottani. Sembra incredibile ma questo “doping al contrario” non era solo in uso negli sport dove serve la calma come il Pentathlon, come accertò una mia intervista all’ex campione Passiatore, bensì anche nel calcio e nel 1961 le squadre che adoperavano i sedativo-tranquillanti erano risultate 5 in serie A e 3 di serie B. Tra questi farmaci Ottani inserì anche il Luminal. Questo problema riemerse nel 1966 dopo l’eliminazione dai mondiali dell’Italia per mano della Corea. Edmondo Fabbri accusò il medico Fino Fini di somministrare ai calciatori i tranquillanti degli Astronauti, ma la cosa finì lì senza conseguenze. Il tema è poi tornato di attualità con il recente arresto del portiere Marco Paoloni il quale avrebbe fatto prendere ai suoi compagni della Cremonese, prima di giocare in Lega Pro Uno con la Paganese, un altro farmaco, il Lormetazepam, con lo scopo di scommettere sul risultato.

giovedì 11 ottobre 2012

Simpamina, la droga che uccideva in corsa


Almeno due ciclisti sono morti durante le gare ciclistiche per aver abusato della Simpamina; il primo pare sia stato Felzini durante una Milano-Rapallo il 5 settembre del 1949. Da un’inchiesta sui quotidiani la Simpamina appare il farmaco più diffuso nel ciclismo, tanto che persino Coppi e Bartali lo avrebbero assunto. E se negli anni ’60 si discuteva se una pillola di Simpamina o di Amfetamina potesse aiutare o meno lo sportivo come lo studente, a metà degli anni ’70 lo Stato italiano ha deciso di porre fine alla questione: le Amfetamine sono droghe. Tra i casi più inquietanti e poco ricordati c’è quello di Tom Simpson ciclista inglese morto nel 1967 per le troppe pillole prese al Tour de France.


giovedì 4 ottobre 2012

Il giornalismo in Italia: una lotta di classe...


Nella mia carriera di giornalista ho lavorato prevalentemente in radio FM, televisioni locali, ma soprattutto per un lungo periodo per la carta stampata, in un quotidiano nazionale. I guadagni sono stati modesti se messi in relazione con il pubblico a cui mi sono rivolto. E per il quale ho voluto raccontare senza veli tutto ciò che accade dietro le quinte di questi mass media, dove ultimamente c’è sempre meno attenzione per i contenuti e maggiori sono le diatribe per un posto o per un miglioramento della propria carriera. Ho sempre goduto dell’apprezzamento dei direttori e dei capi-redattori, ma nel quotidiano, dove far carriera era possibile, dopo alcuni anni sono emerse contraddizioni sia nel contratto di lavoro sia nei progetti dell’azienda.




mercoledì 3 ottobre 2012

Cadono le accuse di Giuffrè contro Berlusconi


Le accuse del pentito di mafia Antonino Giuffrè contro Berlusconi pubblicate su La Stampa il 21 gennaio 2003 cadono di fronte a una verifica d’archivio. Giuffrè affermava che per avvicinarsi a Berlusconi la mafia avrebbe simulato nel 1974 un sequestro di persona nei confronti del principe Luigi D’Angerio per poi lasciarlo andare. Dell’Utrì negò questa versione dicendo che erano stati la nebbia e i carabinieri a salvare quel principe. In effetti l’8 dicembre 1974 veniva data su La Stampa e su La Provincia di Cremona la notizia di questo sequestro di un principe all’uscita da una festa nella villa di Berlusconi. E le cose andarono proprio come Dell’Utri aveva affermato. La novità che si scopre è che a guidare l’auto di quel sequestro, terminato con un inseguimento dei Carabinieri nella nebbia e con la fuga del principe dopo un incidente, fu Pietro Vernengo, un pericolosissimo boss della mafia arrestato anni dopo e accusato di 99 omicidi. Era il periodo in cui a Milano la mafia alleata dell’Anonima Sequestri seminava il terrore e ricattava ricchi industriali. Uno dei boss mafiosi del clan di Vernengo era Gerlando Alberti, ma negli anni ’70 a Milano i sequestri si scoprì che erano messi a segno anche da uomini di Luciano Liggio.

giovedì 27 settembre 2012

Il giornalismo del Risorgimento? Si faceva col "copia e incolla"


La differenza tra il governo Monti e quello degli austriaci dell’800 sta nella solidarietà. Sia ieri che oggi i governi pensano a loro stessi e provano a imporre a pioggia delle tasse indirette sui beni di largo consumo. La differenza la fanno i cittadini, che oggi non solidarizzano con chi è in difficoltà, mentre nell’800 si rendevano degni dell’ammirazione della Gazzetta di Venezia per aver donato parte del proprio lavoro o del proprio ricavato all’ideale risorgimentale della libertà. Persino i datori di lavoro si autotassavano per il patriottismo di Venezia. La scoperta avviene leggendo questo quotidiano veneziano uscito il 14 febbraio 1849 nel quale i giornalisti non si esponevano con le firme ma copiavano e incollavano, diremmo oggi, gli atti delle sedute dei vari parlamenti d’Italia. La storia che emerge è quella dei manuali, dove il popolo faceva da contorno ma partecipava commosso alle battaglie dei mazziniani per fare l’Italia.

domenica 23 settembre 2012

"Crescita" e debito pubblico: dov'è lo Stato Italiano?


Il professor Mario Monti, chiamato a salvare l’Italia, parla di crescita senza specificare però come questa dovrà prodursi. Per la verità nemmeno Berlusconi si è preoccupato molto di specificarlo e per 18 anni ha seguito come politico le privatizzazioni delle aziende di Stato. La nostra nazione infatti, per non vedersi sommersa dai debiti prodotti da continue vendite di titoli obbligazionari, che non sono altro che prestiti con un tasso oggi sempre più alto e oneroso, sa che deve poi investire questi prestiti e le tasse che gravano sui cittadini. L’economia è formata dai tre settori che ben conosciamo dalla scuola: primario, secondario, che in poche parole sono l’agricoltura e l’industria, e poi il terziario, con quest’ultimo sempre più attivo con la moltiplicazione dei mass media e la telefonia. Dov’è lo Stato in tutti questi gruppi? Secondo Wikipedia lo Stato agisce in maniera più complessa o gestendo direttamente le aziende di produzione ed erogazione o affidando a un privato la direzione, ma controllando il suo operato. In parole povere proseguono, nonostante il referendum abrogativo del 1993, le Partecipazioni Statali, le quali sono documentate sul sito del Dipartimento del Tesoro. Proseguono però anche le privatizzazioni e diventa, così, difficile capire chi chiede soldi allo Stato, in che forma li ottiene, se in prestito o a titolo perduto, e perché ne avrebbe diritto. I debiti dello stesso Stato comunque non accennano a diminuire.



sabato 1 settembre 2012

Il cardinale Martini e Piergiorgio Welby


La notizia del cardinale Martini che muore rifiutando le cure è passata in sordina. Se fosse vero si tratterebbe di suicidio, un evento non accettato dalla chiesa che vieta i funerali a chi si arroga il diritto di decidere della propria vita al posto di Dio. Anche Piergiorgio Welby aveva fatto scalpore quando chiese di morire perché, malato incurabile, era costretto a stare immobile su un letto. Welby morì il 20 dicembre 2006 tra le polemiche. Eppure la sua prima comparsa sui giornali nel 2005 era avvenuta per motivi diversi. Il 13 giugno di quell’anno il Corriere della Sera si soffermò sul suo caso, poiché si era recato alla scuola Italo Svevo di Roma per votare nonostante la malattia e la sedia a rotelle. Si trattò di un’operazione mediatica guidata dai Radicali. Welby lottava per la vita e per la ricerca, cercando di dare una speranza ai bambini malati. Cosa è cambiato nella vita di quest’uomo? Perché, poi, è stato taciuto il paragone con il noto personaggio della tv di Berlusconi, il dottor Welby, che era un medico che si occupava proprio di casi di coscienza?

1981: l'attentato "fantasma" al generale Enrico "Calvaligi"


Quale era il vero nome del generale dei carabinieri ucciso la notte di Capodanno del 1980-81 dalle Brigate Rosse? E’ solo una delle domande che bisogna porsi circa lo sconvolgente attentato che vide protagonista quello che ufficialmente per i quotidiani italiani era Enrico Galvaligi. L’altra domanda sarebbe: quale ruolo poteva avere visto che il New York Times il giorno dopo la strage gli attribuiva addirittura la leadership dell’Antiterrorismo nel nord Italia? Su questo quotidiano il generale veniva infatti chiamato Calvaligi così come avvenne sui quotidiani della Svizzera Italiana. Pare che questo nome sarebbe dovuto rimanere segreto e a farlo emergere fu il magistrato Giovanni D’Urso che era ostaggio in quel periodo delle Brigate Rosse. Un sequestro quest’ultimo che non avrebbe quindi un lieto fine, visto che portò alla morte dell’importante uomo di Stato, freddato dai killer mentre dava loro la mancia: si erano presentati come fattorini per portargli un cesto natalizio. Il dubbio che Galvaligi non sia il vero nome viene anche da una via di Jesi realmente esistente il cui nome è via Enrico Calvaligi.


sabato 28 luglio 2012

Il Mediolanum park blocca l'Ecopass? Grazie anche alla censura di un articolo


Il 27 luglio del 2012 Il Giornale usciva con la notizia che l’Ecopass a Milano era stato sospeso. Motivo: un parcheggio interrato del centro, il Mediolanum, aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato perché i suoi posti auto, a causa del costo del ticket per l’ingresso in città, rimanevano vuoti. Eppure non sarebbe andata così, probabilmente, se Quattroruote avesse pubblicato un mio articolo incentrato proprio sugli spazi per le auto nei parcheggi interrati di Milano. Lo spunto veniva dal programma le Iene, ma online anche il sito web www.tuttaaltramusica.com segnalava, in un articolo ben documentato che citava il codice della strada, le giuste misure con cui giudicare gli spazi dei parcheggi del capoluogo lombardo. Successivamente uno studio dell’Università di Napoli ha confermato quelle misurazioni. Il servizio lo avevo preparato un anno prima di quella notizia de Il Giornale e il Mediolanum era risultato uno degli Autosilo in cui parcheggiare l’auto appariva più difficoltoso. Nel corso di quell'inchiesta avevo scattato delle foto che mi crearono alcuni problemi con i posteggiatori di un altro autosilo, i quali mi trattarono come un delinquente chiedendomi, senza averne il diritto, di vedere i miei documenti personali e le credenziali per fare quel lavoro.

sabato 21 luglio 2012

Il tentativo di dittatura di Mario Monti


Mario Monti tagliando le province e accentrando il potere crea i presupposti teorici per una nuova dittatura. Lo apprendiamo leggendo il libro “La legge è con Noi” del 1971 scritto da alcuni magistrati del tribunale di Milano. E’ un libro di educazione civica e di utilità pratica sulle regole che si utilizzano in genere per la vita quotidiana. Ci insegna soprattutto una cosa a proposito delle province nell’ambito dell’organizzazione dello Stato nel dopoguerra: che non sono solo delle assemblee utili solo ai politici per guadagnare lauti stipendi, bensì erano state progettate per essere dei contenitori di uffici e servizi al cittadino. Dalla Prefettura, alla Questura, all’Intendenza di Finanza, fino agli Uffici del Lavoro, del Genio Civile, le Camere di Commercio, il Provveditorato agli Studi. Alcuni sono scomparsi, altri hanno cambiato nome, altri ancora ci sono tutt’oggi. Sono i cardini del nostro paese e spazzarli via significherebbe accentuare quel distacco già molto avvertito dai cittadini nei confronti della Pubblica Amministrazione, che risponderebbe sempre meno ai bisogni e i legittimi reclami della gente.

mercoledì 18 luglio 2012

DOCUMENTI INEDITI sui segreti di Stato


Una serie di documenti incredibili è stata da me rinvenuta sul sito della Camera dei Deputati. Erano indicizzati su Google e rintracciabili attraverso parole chiave. Il primo che ho letto e commentato è quello sullo scandalo Sir, con lo Stato che, secondo questo documento, sarebbe intervenuto direttamente per salvare l'imprenditore privato Rovelli creando una specie di Consorzio di Stato per la gestione del fallimento della Sir-Rumianca. Da lì, nel 1982, lo Stato avrebbe poi creato una vera e propria Holding d'affari che però avrebbe secondo me lucrato sui fallimenti, prima, e poi su investimenti dubbi, le note partecipazioni di Stato. Da quel file è possibile risalire a molti altri documenti contenenti relazioni sullo stato di salute dei vari enti pubblici di Stato. Enti in gran parte sconosciuti, dal titolo quasi risibile, con attività tutt'altro che trasparente e utile alla collettività. Enti che però succhiano risorse di Stato ogni anno. Ma non solo. Sul sito della Camera, e sempre senza effettuare login ma soltanto cambiando numero di pagina, è possibile leggere le relazioni della Corte dei Conti sulla situazione, la storia, di svariate Autorità Portuali, nel 99% dei casi del sud Italia. Nel 2000 ad esempio venivano segnalati abusi edilizi e la mancata attuazione del piano regolatore a Messina. Ma tutte queste informazioni negli archivi dei giornali disponibili online, quindi i principali, sembrano non essere mai state scritte. Quindi ci sono tutte le casse con cui vengono gestiti i fondi pensione delle singole categorie di lavoratori. Ma c'è di più. Esisterebbe una società, la Sogin, attiva ancora pochissimi anni fa, che starebbe gestendo le centrali nucleari italiane, le quali per legge non possono essere attivate. Qualcuno starebbe comunque prendendo notevoli stipendi di Stato prolungando quella che ufficialmente, dal 1987, è l'attività di dismissione delle centrali nucleari, non volute in referendum dagli italiani. Questa Sogin faceva segnare cinque o sei anni fa ben 400 milioni di euro di debiti. E poi tanto altro, come un ente per lo studio della Fisica Nucleare, un altro per lo studio dello Tsunami al fine di evitare che lo stesso Tsunami possa verificarsi in Italia. Tutti temi che, nei ritagli di tempo e se i miei lettori vorranno, approfondirò.

mercoledì 20 giugno 2012

VERGOGNA: in arrivo una pioggia di soldi di Stato, ma sono per gli editori.


Arrivano ufficialmente dal premier Monti 120 milioni di finanziamenti pubblici ai quotidiani. E’ una vergogna nazionale di fronte a cui i politici non sanno nemmeno arrossire. Se prima Enrico Mentana con uno scoop lanciava un sospetto, ora quello dei soldi pubblici agli editori privati sta diventando quasi un diritto. I soldi della politica potranno salvare gli editori dalla bancarotta e dal perenne problema del calo delle vendite, ma creeranno altre discriminazioni nel lavoro giornalistico. Come nella Rai degli anni ’80, i politici vorranno imporre i propri uomini nelle redazioni e le guerre intestine si faranno feroci, al fine di accaparrarsi un posto che, di fatto, è pubblico visti i soldi dei contribuenti regalati, ma è privo di concorsi trasparenti, in un settore in cui vendere un prodotto è l’ultimo dei problemi.




sabato 26 maggio 2012

INCREDIBILE: il sequestratore della BNL di Ancona si racconta su Facebook!


Tra i nomi degli eventuali responsabili della sparizione di Emanuela Orlandi nel 1983 viene recentemente aggiunto quello di Ilario Mario Ponzi, l’autore delle missive anonime sul caso Orlandi firmate Fronte Turkesh. E’ lui stesso a tornare sul fatto raccontando le sue gesta pubblicamente su Facebook. Ponzi il 25 marzo 1982 fu protagonista di un fatto eclatante di cronaca, allorché rapinando la Banca Nazionale del Lavoro ad Ancona rapì undici persone e le tenne sotto sequestro per una giornata intera. Ponzi allora chiese di parlare con il Papa e secondo La Stampa ottenne un colloquio telefonico con il segretario di Stato Vaticano Viganò. La rapina finì con l’arresto di Ponzi senza spargimento di sangue, tuttavia il giovane allora diciannovenne, da recenti articoli de Il Giornale, sembra che entrò in contatto in carcere con Alì Agca e poi una volta scarcerato con elementi della criminalità romana. Di lui parla anche un libro del giornalista Max Parisi, Assassini in Libertà uscito nel 2008, secondo cui il corpo di Emanuela Orlandi sarebbe stato sepolto a Torvajanica nell’appartamento di una presunta ex spia della Cia, Civitelli, sulla cui morte Parisi mostra di conoscere troppi dettagli.

martedì 1 maggio 2012

Nell'agonismo con un legamento rotto


Che giungla gli sport minori in fatto di informazione sull’anti-doping! Nel 2010 volevo allenarmi con una società di tennis tavolo, visto che dove abito lo sport, l’unico, in cui potevo far qualche risultato dignitoso è molto di moda. Nel giro di poco tempo, sebbene sia vicino alla soglia dei 40 anni che per uno sportivo sono un terribile traguardo, mi sono ritrovato in serie D/2 a giocarmi la promozione e fotografato sui quotidiani. I problemi però non mancano: non ci sono controlli anti-doping e nessuno ti garantisce un gioco pulito. Ciò che poi mi meraviglia è che i controlli medici sono approssimativi, visto che ho un legamento lesionato gravemente ma ho giocato comunque, e che la federazione, dicono, iscrive all’agonismo atleti anche di 70 anni.




domenica 29 aprile 2012

Decreto anti-corruzione? Ha vinto la mafia


Il primo marzo del 2010 su Ilsole24ore usciva la notizia che il consiglio dei ministri aveva approvato un decreto legge per dei controlli sulle società partecipate. Si trattava del decreto legge sulla corruzione, un vocabolo che sta entrando nella nostra politica senza più l'accezione negativa che lo contraddistingue. Accadeva quindi con quel decreto che i ministri scoprivano improvvisamente l'esistenza di un reato. Ma che dico reato, di un piccolo problemino, che avrebbe potuto creare un po' di imbarazzo dal punto di vista etico. Qualcuno avrebbe potuto essere scoperto mentre si comportava in modo non tanto onesto. Come fare, visto che in galera i politici non ci vogliono andare? Il decreto prevedeva, secondo l'articolo, dei controlli spionistici per evitare questa corruzione. Catilina evidentemente non è stato studiato adeguatamente dai nostri ministri, ma nemmeno la corruzione recente, quella che ha portato alla condanna a morte di Ceausescu ha insegnato che le leggi vanno rispettate, senza tanti giri di parole, e questo prima che sia necessario ricorrere ad estremi rimedi come in questo filmato molto crudo, ma che tratta un tema come quello della morte su cui i nostri telegiornali non sanno più come comportarsi, con il risultato di nasconderla.


giovedì 19 aprile 2012

SCANDALO: l'appalto per il Del Conero è illegale


Molte gare d’appalto di cui parla sul suo sito il Comune di Ancona non rispondono ai requisiti del Decreto Legislativo di riferimento. In particolare colpisce la gara d’appalto vinta dall’attuale Ancona Calcio per affittare lo stadio Del Conero dal 2011 al 2021 in cui rispetto a quanto stabilito dal Decreto Legislativo, che è il 163 del maggio 2006, sembra siano state convocate alla gara dal Comune solo 2 imprese sulle 5 previste. Altro requisito mancante, e non solo in questo appalto, è il criterio della trasparenza, non essendo disponibili come accade in altri Comuni per lo stesso tipo di pratica i nomi di tutti i concorrenti. Non si tratta tuttavia di una legge politicamente giusta, in quanto leggendo i vari punti spicca la possibilità per i sindaci di nominare a propria discrezione, e senza concorso pubblico, del personale per incarichi a tempo determinato, come potrebbe essere la gestione del giornalino del Comune. Il tetto minimo è di 40mila euro annui di stipendio, ciò vuol dire che al di sotto di questa cifra ogni sindaco eletto può agire a sua discrezione pur in presenza di posti pubblici e non privati.

martedì 17 aprile 2012

Una battaglia vinta: l'ex Asilo messo a nuovo


Anni fa mi occupai, per la mia rubrica "La città che non t'aspetti", di questo complesso in abbandono, l'ex Asilo Regina Elena, di Ancona, sul Colle Guasco. Aperto, pieno di immondizie, calcinacci, giornali addirittura esteri, segno che qualcuno proveniente dal porto, magari, ci andava anche a dormire, condizioni igieniche inqualificabili. Bene, oggi lo Studio Salmoni Architetti Associati lo sta rimettendo a nuovo come mostrano queste foto reperite sul loro sito http://www.archisal.it/
Ed ecco quanto si legge nella pagina dedicata all'ex Asilo in fase di ristrutturazione: "L’intervento in oggetto riguarda gli edifici compresi nel Complesso immobiliare della ex Asilo Regina Elena, storica scuola della città attiva sin dalla metà dell’800. Il complesso immobiliare è localizzato alle pendici del Colle Guasco, in Via Rupi, in prossimità del Palazzo degli Anziani. Si compone di due corpi di fabbrica e di un esteso giardino interno. Le opere di risanamento conservativo sono finalizzate alla trasformazione residenziale degli edifici, con specifica attenzione ai più alti standard abitativi, alla sostenibilità energetica, ed anche alla valorizzazione dei caratteri storico – architettonici, assai diffusi." Ma il mio blog è legato anche ai misteri, e difatti lascio aperto il dubbio. Per chi sta lavorando lo Studio Salmoni? Per il Comune? Per la Provincia? Essendo un ex Asilo, si presume che l'edificio rientrasse nel demanio pubblico. Magari oggi non è più così? Se gli alloggi abitativi saranno venduti alle famiglie private è molto probabile. Ma i beni demaniali non sono inalienabili? Come è stata decisa la dismissione di questa scuola?




lunedì 26 marzo 2012

Bruno Pizzul nel 1980: "Come si lavora male in Rai!"


Quanto è difficile una telecronaca in Rai, si lamentava Bruno Pizzul sul mensile “Tutto B” nel 1980. Il colore sui teleschermi era già arrivato eppure il grande telecronista confessava di non riuscire a distinguere i giocatori e che anche reperire le formazioni di quella serie B era impresa ardua. Adesso abbiamo gli addetti stampa e c’è chi parla di spettacolo a proposito di una partita di pallone. Ma è tutto vero ciò che vediamo su Sky? Ho voluto raccontare nel libro la mia esperienza come telecronista in cui ho imparato quanto è difficile distinguere i giocatori e che i veri maestri di una telecronaca restano proprio Pizzul e Nando Martellini, i quali non descrivevano uno spettacolo a pagamento bensì un evento di interesse pubblico.

mercoledì 22 febbraio 2012

SCANDALO: il Parlamento Italiano invischiato nell'Affare IMI-SIR


Lo Stato, che da vocabolario è “un’istituzione che rappresenta tutti i cittadini governati da uno stesso governo”, in passato pare si sia interessato solo di una persona e l’abbia salvata dal fallimento finanziando la sua azienda. Parlo di Nino Rovelli e la sua Sir sui quali online è stato lasciato in visione un documento molto scottante proveniente dal sito della camera dei deputati. Emerge da questo lungo dossier parlamentare che sulla vicenda del salvataggio Sir è stata nascosta agli italiani la notizia della costituzione nel 1982 di un Consorzio di Stato che sarebbe stato gestito direttamente dal Ministero del Tesoro. Questo organo aveva il compito, dapprima, di coprire le perdite della Sir con fondi statali, successivamente di gestire il fallimento del colosso del petrolchimico guidando questo "Nuovo Consorzio". Ne facevano parte anche diverse banche ma vi si allontanò il Sanpaolo Imi interessato soprattutto alla restituzione dei soldi “scippati” da Rovelli all’ex ente di Stato, ma impegnato pure nella causa con la famiglia Rovelli per il mancato salvataggio della Sir da parte dell’Imi. Colpiscono questi fatti: che il Consorzio di Stato abbia portato avanti dal 1982 almeno al 2008 trattative private con il Sanpaolo Imi e con la famiglia Rovelli. Come una famigliola il Consorzio e questi altri soggetti hanno trattato la sistemazione della vicenda che tuttavia al 2011 non si era ancora risolta. E che poi il Consorzio di Stato sia stato trasformato in una azienda, di cui il Comitato del ministero del Tesoro è l'azionista di maggioranza con il 60%, con un suo bilancio fondato sui seguenti introiti: liquidazioni di varie società, liquidazioni del gruppo Rel e con i maggiori introiti ottenuti dalla Mei srl, la quale era solo il contenitore della redditizia azienda STMicroelectronics, ditta che fabbricherebbe microchip di tipo militare.

domenica 19 febbraio 2012

Le radici del male: chi c'è dietro lo scandalo IMI-SIR


Alla base del processo Imi-Sir c’è una verità che viene taciuta: il fatto che Nino Rovelli ex padrone della Sir fu favorito dallo Stato Italiano attraverso finanziamenti illeciti forniti proprio dall’Imi e per i quali non fu mai processato. E’ un antefatto che i media cercano di nascondere nel raccontare una vicenda che oggi viene fatta passare come causa civile infinita per una questione di soldi. Quei 1000 miliardi che la Sir pretese dall’Imi nel 1990 e ottenne, pare, attraverso il corruttore dei giudici Cesare Previti, ma che poi l’Imi riottenne con una sentenza del 2003, alla luce degli articoli de L’Unità e La Stampa sono soldi che Rovelli non avrebbe potuto pretendere. Stando ai precedenti analoghi, la Sir con il buco che le veniva attribuito nel 1977 sarebbe dovuta fallire e Rovelli stesso avrebbe dovuto essere processato. Il giudice romano Infelisi più volte incriminò Rovelli alla fine degli anni ’70 ma l’industriale varesino riuscì a farla franca. Nessuno risarcì gli italiani del furto di Rovelli di quei finanziamenti illeciti di Stato e il processo Imi-Sir è servito almeno a evitare che i politici legati a Rovelli potessero chiedere soldi agli italiani. E’ quello che sta accadendo oggi con le impopolari tasse del governo Monti?
                        
  Questo uno dei miei servizi tv sulla Acetati di Verbania, che in passato era una delle aziende del gruppo della Montedison di Gardini e Ferruzzi. 

giovedì 9 febbraio 2012

Joe Adonis, il Padrino che morì ad Ancona


Il 26 novembre 1971 si spegneva ad Ancona uno dei più pericolosi gangster della storia della Mafia americana, Joe Adonis. La notizia era su tutti i quotidiani, i quali ricordavano la figura del criminale e la sua storia, partita dall'Irpinia e continuata negli Stati Uniti dove l’uomo divenne un pericoloso boss a capo di un giro d’affari che spaziava tra droga e bische clandestine. Cosa ci facesse ad Ancona è stato già chiarito: il tribunale di Milano lo aveva condannato al confino nella zona di Ancona, ma gli aveva lasciato ampie libertà come l’uso del telefono e Joe Adonis pare che quando morì nella clinica privata Lancisi era ancora in grado di impartire ordini. Quale fu il ruolo del capoluogo marchigiano anche alla luce delle indagini degli anni successivi legate alla morte, nel 1974, di don Vito Gallina, boss mafioso assassinato nell'anconetano?






lunedì 6 febbraio 2012

1968: Ho visto morire me stesso


Il dottor Giocondo Protti nel 1968 si avviava alla pensione mentre scriveva forse l’ultimo suo libro sconcertante: “Ho visto morire me stesso”. Il professore stavolta descrisse se stesso cercando di convincere l’opinione pubblica che nella sua vita era riuscito varie volte ad evitare la morte per infarto e per edema polmonare. Lo avrebbe fatto grazie ad alcuni accorgimenti come l’essersi portato dietro delle siringhe di morfina e tramite anche la nitroglicerina, che però è un reagente chimico delle detonazioni. 
E’ un libro che ancora una volta manifesta la personalità sicuramente affabile, ma pure inquieta e poco professionale del medico di origine veneta, il quale nel raccontarsi descriveva la sua infanzia a Longarone, il paese sommerso dal crollo della diga del Vajont, intervallando queste immagini alle peripezie, anche a volte poco nobili, del suo organismo per scampare alla morte.



Abolizione del valore legale della laurea: bocciatura in Senato?


E’ tramontata il primo febbraio 2012 la trovata del governo Monti dell’Abolizione del valore legale della laurea, che in fin dei conti è l’abolizione stessa della certificazione di Stato del laureato. A salvarci sembra siano stati i tanti pareri negativi che sono stati registrati dal Senato nel corso dell’indagine conoscitiva tra tutte le categorie interessate. Un primo disegno di riforma era stato lanciato nel 2010 dal centro-destra con l’idea di un organo statale accentrato di controllo e rating delle università. Seguendo questa strada l’abolizione del valore legale della laurea pare sarebbe servito a favorire l’ingresso nel marcato della formazione universitaria di nuovi soggetti privati e anche esteri. Stupore è stato quindi espresso dagli ordini professionali e i sindacati per l’iniziativa. Tra le conclusioni dell’indagine conoscitiva parlamentare desta sospetto il fatto che il provvedimento, per attuarsi, avrebbe necessitato della cancellazione di numerose leggi e regolamenti, di qui la decisione di non procedere oltre.





giovedì 2 febbraio 2012

Con chi protestare per il precariato?


Il responsabile del precariato in Italia sarebbe secondo Wikipedia Tiziano Treu. L’uomo politico, prima del governo Prodi, poi di quello di D’Alema, è legato al cosiddetto "Pacchetto Treu" – scrive l’enciclopedia online - da cui trae origine la legge 196/97 ("Norme in materia di promozione dell'occupazione"). Con questa legge il lavoro interinale e altre forme contrattuali di lavoro atipico entrano a far parte dell'ordinamento italiano del lavoro. Il "Pacchetto Treu" viene considerato come uno dei principali atti legislativi che hanno permesso la nascita del precariato." Inutile quindi protestare in piazza se è stata una legge a permettere ai “padroni”, come li chiama Il fatto quotidiano, di distruggere le tutele dei propri lavoratori e inutile far causa, visto che il problema secondo il quotidiano di Travaglio è così grave da coinvolgere tanti cittadini. L’impegno dovrebbe essere quello di bocciare in referendum questa legge sul precariato ripristinando la legalità sul posto di lavoro evitando la condanna a morte del lavoratore.

martedì 31 gennaio 2012

1966: Gli Isotopi Radioattivi in medicina interna


Il libro intitolato “Gli isotopi radioattivi in medicina interna” del 1966 mette in evidenza la pericolosità delle cure mediche praticate dal professor Giocondo Protti, il quale scopriamo aveva aperto un centro isotopi radioattivi sia a Busto Arsizio, sia ad Ancona. Ma poi anche a Roma in via Marco Polo 41, numero civico che oggi corrisponde a una casa di cura, ma che nel 1966 era sede del centro isotopo terapico di Protti. Qui i pazienti malati di cancro venivano sottoposti a cure molto dubbie, di cui l’assistente di Protti, dottor Bortolini, in questo libro ci offre una descrizione dettagliata e allarmante. Gli isotopi venivano inseriti nell'organismo del paziente e la loro circolazione veniva anche cronometrata. Si parla di Jodio Radioattivo 131, ma non solo. Ogni sostanza può acquisire una carica atomica tramite l'uranio. Tuttavia alla prova con i pazienti, ci si accorge che la cura portava solo ad atroci sofferenze e la morte.


venerdì 27 gennaio 2012

Giocondo Protti, un filo-nazista tra i medici italiani


Chi era veramente il dottor Giocondo Protti? Fu un vero medico o un assassino? Lo sconcertante libro “La Luce del sangue” scritto nel 1945 dal professore mette in luce una sua possibile relazione politica con il gerarca nazista, Otto Rahn. In una nota infatti viene scritto che il Rahn aveva dato il suo patrocinio alla presunta scoperta scientifica del professor Protti: i raggi di Gurwitsch-Protti, che costituiscono il fulcro di quel libro. Questi raggi consisterebbero in realtà nelle radiazioni contenute secondo il professore nel nostro sangue; ma non solo. Ne sarebbero pieni molti altri elementi del nostro pianeta. Protti quindi era convinto che attraverso le radiazioni contenute nei lieviti sarebbe stato possibile curare il cancro. In realtà il lettore scopre nel libro che i pazienti-cavia su cui aveva tentato l’esperimento finiscono per morire tutti tra atroci sofferenze e lo stesso Protti alla fine del libro non sembra convinto della bontà del suo lavoro.

lunedì 16 gennaio 2012

La famiglia di una spia russa nell'anconetano


Il 10 marzo del 2010 il quotidiano online Viveresenigallia riportava la notizia che il padre di Alexander Litvinenko, la spia russa morta a Londra avvelenata dall'isotopo radioattivo noto con il nome di Polonio 210,  si era rifugiato nell'anconetano per paura di ritorsioni. Da una ricerca sul personaggio si scopre che prima del suo avvelenamento su cui si ipotizzò un coinvolgimento del premier russo Putin, Litvinenko stava organizzando un attentato con i guerriglieri ceceni proprio contro il leader discusso del Cremlino. Lo riportava La Stampa il 20 ottobre 2003 in un articolo intitolato: "Un cecchino ceceno per uccidere Putin". L'articolo dovrebbe stimolare un dibattito sul ruolo delle spie in campo nazionale e internazionale, quando sono utili e quando invece rappresentano dei rischi per la vita democratica del paese.





mercoledì 4 gennaio 2012

"Blast in Italy kills 100"


E' il titolo con cui il primo settembre 1945 il New York Times usciva su una notizia che aveva tutta l'aria di essere l'ennesima strage di quella lunga e terribile guerra che fu il secondo conflitto mondiale. E' un titolo, inoltre, che gli americani erano soliti leggere fino ad alcuni mesi fa riguardo alle stragi dei talebani in Afghanistan. E invece no. Non è l'Afghanistan, ma una strage rimasta apparentemente senza un colpevole e un perché accaduta nelle Marche. Dove? Ad Ancona.
La notizia veniva riportata soprattutto dai giornali italiani: il Corriere della Sera, La Stampa, mettevano in prima pagina, sempre il primo settembre, un piccolo articolo a due colonne sulla tragedia. Una grande tragedia, poiché un treno, appena partito dalla stazione di Ancona, era esploso a 4 km dalla stazione stessa, mentre si dirigeva verso sud. Oggi potremmo dire che l'incidente è accaduto nei pressi dello stadio Del Conero. "Impressionante sciagura" la definiva La Stampa. Ben 100 passeggeri erano rimasti uccisi nell'incendio divampato nelle carrozze del treno. Il motivo secondo il giornale sarebbe da ascrivere al fatto che in alcuni vagoni erano state sistemate delle munizioni, che sarebbero poi esplose per la presenza in quegli stessi vagoni di alcuni clandestini che si erano messi a fumare. La cronaca parlava anche di gravi danni alle case che si trovavano nella zona dell'esplosione, il che farebbe pensare al fatto che possa proprio trattarsi della zona di Passo Varano. Inutili dunque i soccorsi di medici, infermieri giunti con la Croce Rossa. Si stava anche indagando sulle cause, scriveva l'articolista, ma poi quello che è certo è che sulla notizia non tornerà, per quello che ho potuto verificare, nessun giornale. Lo stesso articolo, va aggiunto, veniva redatto anche dal Corriere della Sera, e dal giornale svizzero Libera Stampa. Restano tante domande su questo episodio: dove è avvenuto realmente l'incidente. Perché questo, che dovrebbe essere considerato il più grave incidente del dopo-guerra, non viene mai citato nei servizi che parlano di attentati o incidenti ferroviari? Chi realmente fece esplodere il convoglio? E, soprattutto, chi erano i morti? Quali erano i loro nomi? Di dove erano? Domande a cui sembra incredibile ma non c’è una risposta, poiché i giornali locali di quel periodo sono difficilmente reperibili.