sabato 4 novembre 2017

Che fine ha fatto "l'aurora artificiale" del Conero?


Che fine ha fatto l'aurora artificiale del misterioso professor Cutolo? Nell'aprile del 1961 fu pubblicato, sul numero 4 del periodico "L'antenna TV", un interessante articolo che parlava di esperimenti sullo spazio condotti dal Monte Conero. Venne scritto che era stata "impiantata una stazione per sondaggi ionosferici" nella zona che la Marina Militare gestiva, appunto, sull'isolata collina che sorge a sud di Ancona. 
Era il periodo della famosa eclissi solare totale, che fu osservata il 15 febbraio 1961, sul Conero, da migliaia di persone: studiosi italiani ed esteri, ma anche semplici cittadini. Da questo episodio potrebbe essere nata quella leggenda a cui si fa spesso riferimento (lo ha fatto in particolare la trasmissione "Mistero" di Italia 1) per accostare il Conero agli alieni. Leggenda che narra di una specie di Area 51 presente all'interno del bosco, o di una "base aliena". In realtà, sulla ionosfera già nel 1961 si combatteva la guerra fredda (il caso dell'U2 caduto nell'Unione Sovietica era di quel periodo), e alla fine degli anni Settanta vi si propagavano già le onde degli esperimenti statunitensi, di cui ho letto nel libro "La guerra elettronica", trovato per caso in una bancarella di piazza Cavour ad Ancona. 
Tornando a quegli esperimenti nella zona militare del Conero, il Corriere Adriatico, il quale all'epoca pubblicava approfonditi resoconti sull'eclissi solare, scrisse che vi avrebbe partecipato quello che per noi è un enigmatico professore universitario. Si chiamava Mario Cutolo. Era alla guida di una spedizione organizzata dal "Centro Studi di Fisica dello Spazio" dell'Osservatorio astronomico di Monte Mario (o dell'Università di Napoli). Il centro era diretto dal professor Cimino.
Cercando nel web il nome di Mario Cutolo si scopre che era molto apprezzato negli Stati Uniti. Compaiono delle fotografie e una biografia in inglese. C'è anche dell'altro. Nel 1938 Cutolo fu un assiduo frequentatore dei corsi di Ettore Majorana all'università di Napoli, forse per amore di un'altra studentessa di quei corsi: Nada Minghetti. Quindi, secondo certi studi recenti Cutolo sarebbe stato uno degli uomini collegati, indirettamente, alla sparizione misteriosa dello stesso Majorana. 
Ma il professor Cutolo fece la sua strada, nel campo della fisica. La cosa veramente incredibile è che in un articolo della Stampa, del 28 dicembre 1956, veniva annunciata una grande scoperta di questo professore; scoperta che per noi è tuttora sconosciuta. Si trattava di una specie di seconda luna, artificiale, che per il professor Cutolo era possibile creare dalla terra per illuminare zone impervie del globo, non raggiungibili dalla luce elettrica. L'idea consisteva nel trasformare le radio-onde di Guglielmo Marconi in "energia luminosa". Luce vera e propria in orari notturni, insomma, ma a basso costo.
Il sospetto che nutriamo, invece, con le conoscenze odierne, è che Mario Cutolo avesse scoperto i satelliti spia, che effettivamente illuminano, ma non come immaginava La Stampa. Infatti un altro articolo del 27 novembre 1957, dello stesso quotidiano torinese, annunciava che il centro sperimentale di Nola - dal quale secondo "L'antenna TV" erano stati ideati gli studi sulla ionosfera poi replicati sul Monte Conero - era finanziato direttamente dal Ministero della Difesa degli Stati Uniti, e controllato dalla NATO (veniva fatto il nome del maggiore italiano di aeronautica Giovanni Corsaletti). L'obiettivo dichiarato era proprio di creare "un'aurora artificiale", della quale, tuttavia, in seguito si persero completamente le tracce. Invece nell'articolo del 1957 appare evidente che a Nola gli americani volevano che fossero condotti studi sui disturbi nelle comunicazioni con gli aerei dell'Air Force. Sappiamo bene quanto fossero strategiche Napoli e la zona di Montevergine (vicina a Nola) per la NATO.
La storia narra che il 31 gennaio del 1958 gli Stati Uniti avevano lanciato in orbita il primo satellite denominato Explorer 1. L'URSS aveva tuttavia preceduto gli americani con l'invio nello spazio, l'anno prima (4 ottobre 1957), dello Sputnik 1. L'ultima notizia sul professor Cutolo risale al 5 maggio 1972, allorché sulla Stampa fu scritto che uno studio sulla ionosfera commissionato dal professore era stato venduto agli americani da un suo collega, che era stato denunciato e condannato.

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