mercoledì 3 settembre 2014

Ecco i nazisti che occuparono Ancona nel 1943


Tra le carte dell'archivio di Stato relative alla prefettura di Ancona emergono le attività e i luoghi in cui vivevano i tedeschi. Ci sono gli elenchi di tutte le spese che i nazisti avevano lasciato qua e là nel capoluogo, che la prefettura si impegnava a rimborsare: automobili requisite, lavori di muratura, verniciatura, fornitura di benzina, collegamenti telefonici, noleggio di natanti, casse mortuarie, mobili e, tanto per fare un esempio, persino delle cucine economiche. Pare che i tedeschi tenessero molto al rifacimento di alcune strutture del porto, e non, come pensavo, a costruire tunnel nel monte Conero. Almeno nei primi mesi, pagarono ciò che utilizzavano con dei buoni, proprio come i buoni pasto di oggi. Oppure con dei visti, oppure requisivano materiale e ne dichiaravano loro stessi il valore reale. Un manifesto della prefettura faceva sapere che sarebbe bastato presentare prova del passaggio di quei soldati e la Repubblica di Salò avrebbe erogato rimborsi. Tra settembre e dicembre furono infatti rimborsati ai commercianti e ai cittadini oltre 36 milioni di vecchie lire, che erano tanti soldi nel 1943.