mercoledì 18 luglio 2012

DOCUMENTI INEDITI sui segreti di Stato


Una serie di documenti incredibili è stata da me rinvenuta sul sito della Camera dei Deputati. Erano indicizzati su Google e rintracciabili attraverso parole chiave. Il primo che ho letto e commentato è quello sullo scandalo Sir, con lo Stato che, secondo questo documento, sarebbe intervenuto direttamente per salvare l'imprenditore privato Rovelli creando una specie di Consorzio di Stato per la gestione del fallimento della Sir-Rumianca. Da lì, nel 1982, lo Stato avrebbe poi creato una vera e propria Holding d'affari che però avrebbe secondo me lucrato sui fallimenti, prima, e poi su investimenti dubbi, le note partecipazioni di Stato. Da quel file è possibile risalire a molti altri documenti contenenti relazioni sullo stato di salute dei vari enti pubblici di Stato. Enti in gran parte sconosciuti, dal titolo quasi risibile, con attività tutt'altro che trasparente e utile alla collettività. Enti che però succhiano risorse di Stato ogni anno. Ma non solo. Sul sito della Camera, e sempre senza effettuare login ma soltanto cambiando numero di pagina, è possibile leggere le relazioni della Corte dei Conti sulla situazione, la storia, di svariate Autorità Portuali, nel 99% dei casi del sud Italia. Nel 2000 ad esempio venivano segnalati abusi edilizi e la mancata attuazione del piano regolatore a Messina. Ma tutte queste informazioni negli archivi dei giornali disponibili online, quindi i principali, sembrano non essere mai state scritte. Quindi ci sono tutte le casse con cui vengono gestiti i fondi pensione delle singole categorie di lavoratori. Ma c'è di più. Esisterebbe una società, la Sogin, attiva ancora pochissimi anni fa, che starebbe gestendo le centrali nucleari italiane, le quali per legge non possono essere attivate. Qualcuno starebbe comunque prendendo notevoli stipendi di Stato prolungando quella che ufficialmente, dal 1987, è l'attività di dismissione delle centrali nucleari, non volute in referendum dagli italiani. Questa Sogin faceva segnare cinque o sei anni fa ben 400 milioni di euro di debiti. E poi tanto altro, come un ente per lo studio della Fisica Nucleare, un altro per lo studio dello Tsunami al fine di evitare che lo stesso Tsunami possa verificarsi in Italia. Tutti temi che, nei ritagli di tempo e se i miei lettori vorranno, approfondirò.