domenica 23 settembre 2012

"Crescita" e debito pubblico: dov'è lo Stato Italiano?


Il professor Mario Monti, chiamato a salvare l’Italia, parla di crescita senza specificare però come questa dovrà prodursi. Per la verità nemmeno Berlusconi si è preoccupato molto di specificarlo e per 18 anni ha seguito come politico le privatizzazioni delle aziende di Stato. La nostra nazione infatti, per non vedersi sommersa dai debiti prodotti da continue vendite di titoli obbligazionari, che non sono altro che prestiti con un tasso oggi sempre più alto e oneroso, sa che deve poi investire questi prestiti e le tasse che gravano sui cittadini. L’economia è formata dai tre settori che ben conosciamo dalla scuola: primario, secondario, che in poche parole sono l’agricoltura e l’industria, e poi il terziario, con quest’ultimo sempre più attivo con la moltiplicazione dei mass media e la telefonia. Dov’è lo Stato in tutti questi gruppi? Secondo Wikipedia lo Stato agisce in maniera più complessa o gestendo direttamente le aziende di produzione ed erogazione o affidando a un privato la direzione, ma controllando il suo operato. In parole povere proseguono, nonostante il referendum abrogativo del 1993, le Partecipazioni Statali, le quali sono documentate sul sito del Dipartimento del Tesoro. Proseguono però anche le privatizzazioni e diventa, così, difficile capire chi chiede soldi allo Stato, in che forma li ottiene, se in prestito o a titolo perduto, e perché ne avrebbe diritto. I debiti dello stesso Stato comunque non accennano a diminuire.