sabato 12 aprile 2014

La via parallela che porta a De Morpurgo Varzi


Uno degli azionisti di maggioranza della Banca Commerciale di Lugano nei primi anni '80 era Domenico De Morpurgo Varzi. Fu fatto il suo nome sui giornali svizzeri (il Corriere del Ticino) nel momento in cui la BCL si apprestava ad allargare la sua influenza anche su Zurigo, il 3 ottobre del 1985. Potrebbe aver lavorato al fianco di Rovelli, per poi essere sostituito dall'industriale solbiatese al vertice del consiglio di amministrazione quando fu il momento di inglobare la Banca Rasini, nel 1984. Ma c'è anche una storia di Tangentopoli che lo riguarda. Stando infatti alle accuse del finanziere italiano Florio Fiorini, direttore dell'ENI che fu arrestato a Ginevra nel febbraio del 1993, De Morpurgo Varzi lo avrebbe ricattato chiedendogli molti soldi, circa 6 miliardi di vecchie lire, per non rivelare i segreti del "Conto Protezione". Era la cassaforte della Loggia P2 di Licio Gelli, il conto bancario svizzero le cui tracce furono trovate dai magistrati a casa del "Venerabile".