domenica 19 febbraio 2012

Le radici del male: chi c'è dietro lo scandalo IMI-SIR


Alla base del processo Imi-Sir c’è una verità che viene taciuta: il fatto che Nino Rovelli ex padrone della Sir fu favorito dallo Stato Italiano attraverso finanziamenti illeciti forniti proprio dall’Imi e per i quali non fu mai processato. E’ un antefatto che i media cercano di nascondere nel raccontare una vicenda che oggi viene fatta passare come causa civile infinita per una questione di soldi. Quei 1000 miliardi che la Sir pretese dall’Imi nel 1990 e ottenne, pare, attraverso il corruttore dei giudici Cesare Previti, ma che poi l’Imi riottenne con una sentenza del 2003, alla luce degli articoli de L’Unità e La Stampa sono soldi che Rovelli non avrebbe potuto pretendere, perché, stando ai precedenti analoghi, la Sir con il buco che gli veniva attribuito nel 1977 sarebbe dovuta fallire e Rovelli stesso essere processato. Il giudice romano Infelisi più volte incriminò Rovelli alla fine degli anni ’70 ma l’industriale varesino riuscì a farla franca. Nessuno risarcì gli italiani del furto di Rovelli di quei finanziamenti illeciti di Stato e il processo Imi-Sir è servito almeno a evitare che i politici legati a Rovelli potessero chiedere soldi agli italiani. E’ quello che sta accadendo oggi con le impopolari tasse del governo Monti?

  Questo uno dei miei servizi tv sulla Acetati di Verbania, che in passato era una delle aziende del gruppo della Montedison di Gardini e Ferruzzi.