sabato 1 giugno 2013

L'estremismo nero e la mente dell'assassino delle Stragi


Uno degli ideatori delle stragi del 1993 proveniva dall’estremismo nero e non dal mondo della mafia siciliana, inoltre quelle bombe furono progettate con una estrema precisione. A dirlo un articolo de La Repubblica del 24 maggio 2013. I due grandi attentati dei Georgofili a Firenze e di via Palestro a Milano portano quindi a delle conferme circa il profilo di un ipotetico S.I. amante soprattutto della storia e dell’arte, ideatore di un percorso criminale con un senso comune. Fu proprio l’arte ad essere colpita il 27 maggio del 1993 a Firenze. Se il luogo corrisponde alla firma del mandante, i Georgofili rappresenterebbero la passione dell’S.I. per il mondo dell’enologia e dell’agricoltura, mentre via Palestro a Milano, colpita sempre il 27 ma di luglio del 1993, corrisponderebbe a una città teatro di una vittoriosa battaglia risorgimentale del 1859. Se quindi nell’agendina dell’assassino ci fossero stati i santi di quei giorni, il 27 maggio sarebbe stato scelto per ricordare S. Agostino di Canterbury, il quale visse sempre intorno al 500 d.c. e che fu noto per aver cristianizzato la Gran Bretagna, senza però convertire i celti dell’Irlanda, i quali potrebbero essere il segno che la vittima dei Georgofili viene considerato dall’assassino un vincente, il quale però non ha saputo sconfiggere i neofascisti. Indizi più inquietanti sono presenti per l’attentato del 27 luglio, allorché si celebrava l’onomastico di Santa Liliana e Sant’Aurelio. Santa Liliana in realtà non esiste e viene ricordata al suo posto Santa Liliosa, che insieme a Sant’Aurelio e altri tre martiri scelse volontariamente la condanna a morte. Quel giorno del 1993 la bomba scoppiò uccidendo esattamente cinque persone: tre vigili del fuoco, un agente della municipale e un marocchino. Le cronache dicono che le bombe avevano un timer e che prima dell’esplosione qualcuno avvisò il vigile Alessandro Ferrari della presenza di fumo da una Fiat Uno bianca. L’esplosione avvenne mentre Ferrari con i vigili del fuoco si apprestava a tentare il disinnesco. Coincidenze? Può darsi che sia così e che sia tutto frutto di una volontà divina, ma chissà.