mercoledì 31 luglio 2013

Riforma del Condominio: un attentato alla proprietà privata


Le riforme del codice civile che sono previste nel Decreto Legge trasformato nella Legge 210/2012 e che dal 18 giugno 2013 sono entrate in vigore costituiscono un pericolo per le proprietà dei cittadini. Queste norme sono state formulate attraverso una cosiddetta leggina, la quale dovrebbe servire solo per provvedimenti straordinari in mancanza di norme di riferimento. Wikipedia infatti specifica alla voce Decreto Legge che si tratta di: "un provvedimento provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo, ai sensi dell'art. 77 della Costituzione della Repubblica Italiana. È inoltre regolato ai sensi dell'art. 15 della legge n. 400/1988." I nostri politici del Governo si sentono spesso troppo importanti e vestono i panni di Giustiniano per entrare nella storia del diritto italiano, che spetta di diritto solo all'intero parlamento. Che ciò avvenga per andare incontro ai bisogni dei cittadini mi sembra molto dubbio. Viene inoltre autorizzata una libertà di azione fin troppo ampia agli amministratori di condominio, i quali, da quando esistono società istituite solo per questo scopo, non abitano nel palazzo ma sono dei veri e propri professionisti che amministrano con il solo scopo di trarre dei profitti. Il rischio è che la libertà di gestire il proprio appartamento sia condizionato dalla presenza di questi personaggi, essendo ora previsto l'obbligo di notificargli anche i dati catastali degli immobili. Le novità nella legge non finiscono qui. Sono modifiche che ledono la proprietà privata soprattutto quando si afferma che alcuni miglioramenti, ovvero i rifacimenti di parte del palazzo che in ogni caso non sono necessari, possono venire approvati non più con la maggioranza dei due terzi bensì con pareri favorevoli pari solo alla metà del valore dell'edificio. Questo è tanto più grave perché avviene in un periodo di crisi, in cui mantenere il proprio lavoro e il proprio stipendio non è affatto facile. Si rischia di arrivare a costringere un proprietario a vendere l'immobile per non essere costretto a spendere soldi ritenuti inutili. Con un ulteriore problema: oggi la vendita dell'immobile non è più un affare privato bensì un mercato "nero" controllato dalle agenzie di intermediazione immobiliare, le quali impongono con prepotenza un loro prezzo, che in questo periodo non segue l'inflazione galoppante e mal gestita dai politici, bensì può scendere fino a poche decine di migliaia di euro. Che ci sia qualcosa di strano è più che evidente e bisogna evitare che gli amministratori di condominio diventino dei veri e propri Ras Fascisti in grado di interfacciarsi con le ditte appaltatrici dei cosiddetti miglioramenti.