giovedì 25 giugno 2015

La distruzione dell'economia italiana


Durante la trasmissione Uno Mattina è stato detto che migliaia di aziende dal 2009 hanno chiuso, perché in Italia è difficile vendere. Quante volte l'ho sentito! Però nessuno ti dice che quando vai al supermercato in Italia trovi lo stesso prodotto, tipo il salame o il prosciutto, a un "primo prezzo", un "secondo prezzo", un "terzo prezzo", e anche un "quarto prezzo". Io da 6 anni faccio la spesa con 20 euro, tanto anche il primo prezzo non è che è roba scaduta... E chi se ne frega se non si chiama Rovagnati... Non si vuole capire che questo mercato libero è un mercato mafioso, un mercato sleale, in cui nessun tribunale ti difenderà mai. Il mercato in Italia ha sempre avuto delle leggi. Se leggete il libro di Almerighi sullo Scandalo dei Petroli capirete che il governo italiano negli anni '70 stabiliva dei prezzi standard che andavano rispettati. Il costo della vita stesso va rispettato. E' bello comprare una casa a 30 mila euro come oggi, è l'american dream di don Vito Corleone. Ma qualcuno pagherà a caro prezzo questo sogno realizzato. Se io dieci fette di prosciutto le devo vendere a 99 centesimi, altrimenti trovo un altro che avrà sulla confezione un bollino del supermercato con scritto: "prezzo più conveniente!", devo probabilmente licenziare la gente, abbassare gli stipendi, fare i co.co.pro., risparmiare su qualcosa, metterci i soldi di tasca mia... Insomma, basta fare la spesa per capire che in Italia non ci si può più inserire in nessun mercato, libri e giornali inclusi.