mercoledì 18 gennaio 2017

Terremoti artificiali? Ecco dove avvennero


Nel centro Italia si susseguono i terremoti, probabilmente naturali. Di certo nel passato ve ne furono, però, altri provocati artificialmente. Come ad esempio quello che avvenne nel 1960 nella zona di Intra. Scienziati italiani ed esteri fecero esplodere, in occasione dell'anno geofisico, considerevoli quantitativi di tritolo nel monte Bavarione, a quota 1100 metri sul livello del mare.
Se si va a prendere la cartina, non si può non constatare che con il monte Bavarione siamo esattamente nella zona dell'Alpe Archia di Trarego Viggiona, la stessa di cui si parlò nel 1996 per la denuncia del consigliere provinciale Diego Caretti. 
La data esatta dell'esperimento fu il 26 settembre 1960. La prova ce la fornisce un articolo del 27 settembre 1960 del quotidiano La Stampa. Secondo quanto riportava la cronaca, quella che fu testimoniata dagli articoli che abbiamo trovato potrebbe non essere nemmeno l'unica esplosione avvenuta nel ventre di quel monte. Il 23 settembre del 1960, alle ore 11, "di fronte ad una piccola folla di curiosi tenuti a debita distanza" altre due tonnellate di tritolo erano esplose in località Levone, nei pressi di Cirié, nel torinese. Gli scienziati cercavano di provocare onde che fossero dirette verso Oropa-Intra, dove erano piazzati dei sistemi di rilevamento. A coordinare i lavori c'era il professor Vecchia, del Politecnico di Milano, come già avevamo anticipato. "E' un esperimento importante, forse decisivo per la conclusione degli studi sulla formazione geologica di questa zona", aveva dichiarato. Due giorni dopo gli scienziati avevano programmato di effettuare l'esperimento nella direzione opposta. 
Furono convocati i giornalisti, ma sembra che rimasero a bocca asciutta. La Rai-tv a Cirié era pronta a riprendere l'esperimento, che tuttavia fu rinviato al giorno dopo, il 23 appunto, per problemi tecnici. Sta di fatto che i giornali uscirono senza alcuna foto.
L'esplosione di Intra provocò scosse telluriche del primo grado della scala Mercalli. Ma quali conseguenze può aver avuto un simile terremoto negli anni successivi? Può essere quella la causa delle numerose frane che si sono verificate in anni più recenti per le forti piogge? Gli scienziati per ora non si pronunciano. La materia è delicata. I monti sopra Intra fanno parte dal 1992 del parco nazionale della Val Grande. Toccare zone simili sarebbe un reato.
Un altro interrogativo che ci assilla è ancora peggiore: se è vero che l'esplosione dell'Alpe Archia ci fu, e avvenne proprio in alcuni pozzi creati nella montagna, come sostenuto durante il processo istruito contro Caretti per procurato allarme, come è possibile che a distanza di quasi quarant'anni questi residui dell'esperimento, gestito da equipe scientifiche internazionali, erano ancora nello stesso posto, e in stato di totale abbandono, tanto da far pensare che la zona fosse a rischio ambientale?