domenica 29 gennaio 2017

“Campi di addestramento neofascisti a Todi? Pura fantasia”



Signor Luigi Ceccobelli, in uno degli ultimi documenti su di lei si legge che il servizio segreto cecoslovacco era a conoscenza di un suo viaggio in Ungheria nel 1973. E che la considerava una persona sgradita. Non è che per caso passava informazioni ai servizi italiani di Forte Braschi?
<Nel 1973 io e un mio amico facemmo il primo viaggio in Cecoslovacchia, circa una settimana a Praga in camping, e poi proseguimmo il viaggio fermandoci alcuni giorni a Budapest, sempre soggiornando in camping. Ed è completamente falso, credo sia solo fantasia, il fatto che ero considerato persona non gradita, dato che successivamente sono tornato in Ungheria senza avere alcun problema. Sono certo che soltanto dopo l'espulsione dalla Cecoslovacchia l'ingresso in Ungheria mi fu negato. Non sono mai stato a conoscenza di cosa possano essere i servizi segreti di forte Braschi. Non ho mai avuto, ripeto mai, informazioni di qualsiasi genere da trasmettere a qualsiasi individuo dell'intera Europa o del mondo. Nel 1974 Il Giornale la Nazione di Firenze pubblicò un concorso: "Come reclamizzereste la città di Firenze all'estero con uno slogan" (non più di quindici parole). Io inviai un solo slogan "Firenze; un sorriso da ricambiare". Vinsi il primo premio, che consisteva in tre settimane negli Stati Uniti. Dall'Ambasciata ebbi un visto multiplo, il che significava che potevo entrare negli Stati Uniti sempre, e ciò credo che sia dovuto al fatto che alla richiesta del visto avevo fornito la mia appartenenza politica alla DC e la carica di consigliere comunale. Ti informo di tale fatto con la speranza di ritrovare una minima logica su tali fantasie dei servizi segreti cecoslovacchi.>
La Berardi parlò di un campo di addestramento neofascista a Todi, sotto la copertura del tiro a volo. A me fa venire in mente un campo di addestramento di Gladio, ma che io sappia era in Sardegna. Che ne pensa?
< Ti posso assicurare che la Berardi ha agito dicendo il falso, dalla traduzione appare chiaro che non dorme, sente rumori e visioni che sono frutto della sua fantasia, di una mente malata per l'età. Nel nostro territorio vi erano alcuni campi di tiro al piattello, non sono mai esistiti campi di tiro per addestrare dei fascisti. Il nostro territorio è densamente popolato ed è impossibile fare esercitazioni segrete. Di vero c’è senz’altro il fatto che i servizi segreti cecoslovacchi hanno preso per vero ciò che lei aveva segnalato.>
Però, signor Ceccobelli, non credo che una persona di 70 anni possa essere definita anziana. Potrebbe benissimo sporgere una denuncia senza essere presa per pazza. Da quello che ho letto io, nei documenti non si evince affatto che la Berardi fosse pazza, né che fosse rimbambita. Semmai che dopo la morte del marito era un po' ansiosa.
<Giusto, forse la Berardi era animata da cattiveria politica. E' una possibile ipotesi per quei tempi>.
Ma come mai in un periodo di guerra fredda le venne in mente di andare a Mosca in campeggio? A me non verrebbe voglia nemmeno adesso con Putin al governo, e sono uno che viaggia molto in macchina.
<Nel 1972 avevo 22 anni e fui assunto alle Poste con destinazione Firenze, lo stipendio era di 60 mila lire mensili, ed annualmente mi organizzavo un viaggio o due nei paesi dell'est: Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia. Il motivo di scegliere tali Paesi era molto semplice: in quei paesi il tuo denaro aveva molto valore e ti potevi permettere una vacanza di svago e particolarmente adagiata, venivi a conoscenza di un diverso sistema politico e amministrativo ed eri a contatto con una diversa cultura. Per gli stranieri un costo elevato erano gli alberghi. Il camping era economico, non era troppo comodo ma avevi anche una certa libertà, e come prima tappa il camping aveva una certa sicurezza che poi ti permetteva di trasferirti ad un costo modesto in qualche appartamento o stanza che riuscivi a trovare nella città che visitavi. Per ciò che riguarda il viaggio in Russia, era obbligatorio programmare l'intero viaggio di permanenza in Russia con l'Agenzia Italturist di Roma, che dietro pagamento forniva i visti, l'itinerario e le tassative tappe con le relative fermate prima di giungere a Mosca. A suo tempo, un mio errore fu quello di non effettuare tale viaggio di vacanza con segretezza.>
Ma questa Berardi, poi, morì davvero l'anno dopo come mi ha raccontato? Oppure la fecero fuori le spie di Praga? Cosa si sa sulla fine di questa donna? Pensa che conoscesse troppi segreti?
<No, sicuramente non morì in maniera violenta. Non molto tempo dopo quei fatti, comunque. In un piccolo paese come è il comune di Fratta Todina, non supera i duemila abitanti, tutti si conoscono e tutti sapevano che il 70% votava a sinistra come nei restanti comuni vicini, e che gli elettori di destra si potevano contare con le dita. Non esistevano e non sono mai esistiti nell'intero territorio umbro campi di addestramento per neofascisti e tutto ciò non poteva che essere pura fantasia. Per quanto riguarda la mia persona non vi era soggetto (e non vi è tuttora) che non fosse a conoscenza di ogni storia personale mia e della mia famiglia, e non credo che la Berardi fosse cosi ignorante e sprovveduta da non sapere che i pericolosi fascisti che vedeva in ogni luogo non erano mai esistiti. La sola ed unica spiegazione che si possa dare è che tale fantasia fosse dovuta a una forma di malattia o cattiveria che non è spiegabile. Anche se straniera e di nazionalità cecoslovacca, questa donna era residente da molti anni nella nostra comunità e sapeva certamente che ero figlio di un grande invalido di guerra, un carabiniere investito da una camionetta americana nella città di Firenze nel 1945/46 dove prestava servizio, e che a causa di tale incidente dopo vari mesi in ospedali del centro Italia non fu più in grado di camminare senza l'aiuto di stampelle. E non poteva non sapere che l'intera mia famiglia era di manifesta opinione politica socialista e che, durante il periodo fascista, mio nonno non fu costretto a bere olio di ricino per il semplice fatto che con il proprio fucile da caccia dissuase due fascisti incaricati di eseguire tale punizione. Dei suoi due fratelli, uno fu disperso in guerra in Russia, e l'altro fu missionario di Don Bosco e morì a Cuba nel 1948. Sono certo che la vita di ogni persona è una storia, un libro che, sebbene non sia scritto, ha ugualmente numerose pagine, e la ricchezza che trovo nelle mie pagine sono le mie esperienze. Tra le positive vi ritrovo anche il fatto negativo di Praga, che comunque è stato ugualmente un mio arricchimento.>