martedì 27 settembre 2011

I morti-vivi di Santa Palazia


Le vittime del bombardamento alleato del primo novembre 1943 ad Ancona furono lasciate per 13 anni sul luogo del massacro e oggi non si sa dove siano state sepolte. E’ quanto emerge leggendo l’archivio dei quotidiani che nel gennaio 1957 riferivano di un sopralluogo effettuato dai vertici delle forze dell’ordine all'interno del rifugio dove centinaia di sventurati trovarono la morte a causa di una bomba che ostruì l’uscita. Il racconto raccapricciante del 1957 parlava allora di ossa ammonticchiate al centro della galleria e sotto le panche. I quotidiani, mentre gli inquirenti constatavano l’ovvio decesso di quegli anconetani, ricostruivano la vicenda che a tutt'oggi reca con sé contorni oscuri. Pare che non tutti morirono per lo spostamento d’aria provocato dalla bomba, bensì alcuni moribondi furono curati dagli stessi carcerati. Poi la galleria venne murata dai fascisti per motivi igienici ma questa ipotesi appare oggi poco probabile constatando che nel novembre 1943, contrariamente alla tesi sostenuta dal Corriere della Sera, il clima non fu affatto caldo.