martedì 18 ottobre 2011

DOCUMENTO ESCLUSIVO: le prove sulla Base Conero


I politici italiani sapevano che nel Monte Conero potevano esserci armi pericolose. Il caso che fece emergere queste notizie fu quello dell’arresto per sospetti di spionaggio di tre ecologisti che cercavano informazioni sui tunnel del monte Conero. Alla fine di gennaio del 1984 in consiglio comunale di Ancona avvenne un vivace scambio di domande e risposte tra il deputato dei Verdi, Marco Moruzzi, e il sindaco di allora, Guido Monina. La paura di Moruzzi era che nel Conero vi fossero armi atomiche, chimiche o batteriologiche. Monina smentiva tutto, ma ammetteva l’esistenza di un sito militare nella montagna. Pochi giorni prima in parlamento vi erano state già due interrogazioni parlamentari. La risposta arrivò da parte di Scalfaro nel febbraio 1985, dunque solo un anno dopo. In qualità di Ministro degli Interni, Oscar Luigi Scalfaro, poi indagato nel 1993 per dei fondi neri del Sisde, rammentava agli interroganti che uno dei tre ecologisti aveva in mano “schizzi planimetrici” dei tunnel del monte Conero e riferiva loro delle condanne. Ma aggiungeva che queste stesse condanne sarebbero state cancellate dal casellario giudiziario.