venerdì 25 gennaio 2013

Monte dei Paschi in crisi prestando soldi a Monti


Quale operazione è stata compiuta dallo Stato, mentre era guidato dal premier Monti, quando il 27 giugno 2012 sono stati pianificati – stando al quotidiano Ilsole24ore - aiuti al Monte dei Paschi per 3,9miliardi di euro? Si è veramente trattato di un aiuto dello Stato o è proprio lo Stato ad aver bisogno di aiuto per una sua discutibile politica economica? Il bravo giornalista e scrittore Cesare Peruzzi si domandava se si trattasse di una nazionalizzazione quella del Monte dei Paschi. Ma i nostri quotidiani non prendono in considerazione il passato. La nazionalizzazione più famosa avvenne nel 1968, allorché lo Stato attraverso l’Eni acquistò il pacchetto di maggioranza di azioni della Montedison. Quella volta comprava una bella fetta di azienda, insomma, usufruendo degli eventuali utili. I capitali privati di quella grande azienda diventavano pubblici, costituiti quindi dai soldi dei contribuenti, e alla gente, agli azionisti di minoranza, questo non andava bene, perché lo Stato garantiva dividendi molto magri. Oggi avviene il contrario: il Monte dei Paschi - diceva Ilsole24ore – aveva nel 2012 ben 25miliardi di euro di btp. Significa che lo Stato sta rastrellando soldi dalle banche vendendo non azioni (di qualche azienda pubblica dell'Iri magari) bensì obbligazioni. Si tratta di prestiti e il tutto dovrà essere restituito dallo Stato con gli interessi. Questo induce a una riflessione sulla politica economica dei recenti governi. Il Ministero delle Partecipazioni Statali è stato abolito nel 1993, dunque lo Stato sta tuttora privatizzando le proprie aziende (Iri, Eni, Enel) e non rende noti i suoi investimenti attravrso i giornali; né al Parlamento, né alle masse. Lo Stato inoltre sta svendendo il proprio patrimonio immobiliare e in mano gli resta sempre meno a titolo di garanzia per quei prestiti. Le obbligazioni vendute dallo Stato non sono tanto diverse dal mutuo che il privato chiede per comprare casa. Viviamo dunque in un sistema protezionistico, con tasse sulle vendite dei privati? Oppure manca totalmente un disegno economico italiano e i governi impongono i loro diktat alle banche sperando di ritardare l’inevitabile disastro della restituzione delle obbligazioni?