giovedì 17 gennaio 2013

Redditometro, una nuova schedatura degli italiani?


Cosa si nasconde dietro il Redditometro? Da quello che si sente in tv sembra evidente che non ci sia alcuna finalità di accertamento fiscale in questo provvedimento, ma solo di spionaggio dei gusti sessuali, familiari, e delle esigenze della popolazione. Proprio come negli anni '60 faceva il Sifar nel noto scandalo della schedatura di 157mila italiani. Ma abbiamo capito che oggi lo Stato cerca di far passare ciò che farebbe scandalo per una cosa conveniente. Il Redditometro, basato sulla dichiarazione (spontanea?) di spese che sono già state tassate con imposte indirette, potrebbe avere finalità politiche di ricatto, ma anche di studio di misure di prestito a usura verso chi è in difficoltà. Non dimenticate quello che sta accadendo qui a Novara, dove il tribunale vende con aste al ribasso partendo da 40mila euro immobili che vengono proposti anche per 12mila euro, il costo di una bellissima Ford Fiesta. Nessuna applicazione del prezzo al tasso attuale di inflazione, insomma. Sembra una punizione divina e basta. Non si vede nello Stato una predisposizione verso il bene del cittadino. Dal lavoro, ai prestiti, alle tasse, l'unico comune denominatore è l'imposizione dall'alto di provvedimenti spesso proprio illegali. A questo proposito Ilfattoquotidiano oggi pubblica un articolo interessante: si parla di prestiti da usura di poste italiane, una società s.p.a. a capitale pubblico, cioè fondata ancora sui soldi dei cittadini. E' un articolo che bisogna leggere fino in fondo per capirlo. Poste italiane in pratica ti presta oggi con facilità da 700 a 1500 euro, ma poi ti chiede anche l'anima: in parole povere la restituzione dei soldi con interessi oltre il 17%. Avrebbero dovuto spiegare meglio all'inizio del pezzo (lo fanno solo alla fine) che il 17% è un tasso che nulla ha a che vedere con quelli delle banche (6-7%). Chi legge distrattamente può finire per essere invogliato.