mercoledì 1 maggio 2013

Il primo maggio italiano con il sussidio di disoccupazione


In questo primo maggio 2013 ho voluto dare un’occhiata a chi il lavoro non ce l’ha. E a differenza di quanto si legge sui giornali o si vede in tv non mi pare che in Italia si stia poi così male. Sembra che basti essere attenti a non andare via volontariamente da un’azienda e poi il gioco è fatto. Tutti coloro che sono stati licenziati senza giusta causa, o semplicemente non gli è stato rinnovato un contratto, non saranno reintegrati, non più perché gli imprenditori non possono essere disturbati dai sindacalisti, ma almeno avranno dallo Stato, cioè dall’INPS, un sussidio di disoccupazione che solo recentemente è passato dalla durata di 8 anni a un solo anno. Il suo nuovo nome, dal primo gennaio 2013, è “Aspi”. Gli importi mensili possono arrivare a 1200 euro. Mi chiedo: l’Italia è un paese che si può permettere il lusso di creare un morbido materasso statale su cui far atterrare tutti i defenestrati di questo nostro malandato e mafioso mondo del lavoro?