lunedì 1 maggio 2017

“Jaroslav, forse non ti stiamo simpatici?”


Il 28 ottobre 1976 partì una nuova informativa dell’Stb. Sembra che Giuseppe Setti si sia sempre offerto di lavorare per l’Stb di Praga. E che siano avvenuti degli incontri in ristoranti delle vicinanze degli appuntamenti. Vengono citati due personaggi che avrebbero fatto da tramite con l’imprenditore di Reggiolo: Cermak e Forst.
I primi contatti dell’Stb con Giuseppe Setti avvennero il 9 gennaio del 1967, ma il dossier lasciato da Forst non appare chiaro alle spie di Praga. Il 14 e 20 gennaio 1967 Setti si incontrò con Cermak a Praga, quando l’italiano era espatriato per lavoro. L’organizzazione di questi contatti fu sempre curata da Forst. Setti e Forst si rividero l’11 maggio 1967 a Roma, mentre con Cermak Setti si incontrò di nuovo a Praga il 19 gennaio 1968.
Scrive ancora l’Stb: “Nel corso della riunione del 13 Febbraio 1967, Setti e Forst hanno visto 26 diverse forme di timbri utilizzati nelle schede del consiglio comunale di Reggiolo (A questo materiale ha avuto accesso come materiale di informazione generale del Consiglio della comunità di Reggiolo).”
E’ evidente che Setti trattò sulla possibile falsificazione dei documenti italiani. Prosegue l’Stb: “Quando vi è stato l'incontro con Forst a Roma il 20 Marzo 1967 sono stati interessati a sapere se il trasferimento di quel materiale va bene e ha chiesto se non abbiamo bisogno di altro, Forst ha risposto in senso negativo e Setti ha esortato alla cautela.”
L’11 maggio 1967 Setti a Roma offrì nuovamente altri documenti da falsificare, ma Forst gli consigliò di essere più cauto. Il 19 gennaio 1968 l’ultimo incontro. Setti chiese se il materiale era stato utile. Pare che Cermak rispose: “il materiale è utilizzato per scopi educativi soprattutto nei casi di italiani che fanno domanda per la residenza permanente in Cecoslovacchia.”
Ma perché Setti viaggiava in Cecoslovacchia su un passaporto senza visto, si domandava l’Stb nella relazione del 18 ottobre 1976. Cermak spiegò: “in quel momento si concedeva a molti degli italiani chiamati il visto fuori dalla regole, che era in linea con le linee guida di allora.” Non è molto chiaro questo punto. L’Stb sembra domandarsi se Setti fosse o no un loro contatto privilegiato. Se questi entrava in Cecoslovacchia già attrezzato con visti falsi, ciò non vuol dire che aveva un rapporto privilegiato con noi, sembrano voler spiegare ai loro superiori, perché era una prassi che seguivamo spesso in quel periodo.
Dunque Giuseppe Setti era considerato una persona sospetta? Di sicuro era guidato da Dagmar Hampl - conclude il rapporto -, nato il 6 febbraio 1927 cittadino residente a Bratislava. L’Stb cercò altre informazioni nel proprio archivio senza successo. Appare evidente comunque che Giuseppe Setti tentò nel 1976 di riprendere i contatti con le spie cecoslovacche, ma vi era una certa diffidenza di fondo che ostacolava i rapporti. Tra i documenti del dossier spicca una lettera scritta in italiano dall’imprenditore che riportiamo integralmente.
“All’attenzione del signor Jaroslav Forst. Ricevi, unitamente alla tua famiglia, da parte mia e di mia moglie, i migliori saluti. Dalla telefonata di alcuni giorni fa, ho appreso che stai bene e, questo è l’essenziale. Da parte mia non mi posso lamentare, se penso a quello che ho passato. La famiglia sta bene ed il figlio ormai è diventato un giovanotto.
E’ passato parecchio tempo da quando ci siamo visti l’ultima volta! Io e mia moglie desideriamo tanto vederti e stare assieme un po’ con te, e parlare di tante cose come si faceva un tempo. Ma per il momento non è possibile per noi venire a Roma. Ma perché tu quando passi da Reggio Emilia non ti fermi? Forse non ti stiamo simpatici? Se così è fai bene a non venire. Ma se siamo appena sopportabili, fai uno sforzo, e soprattutto un grande favore, FERMATI! Vieni a trovarci, ho voglia di fare una lunga chiacchierata con te...
Jaro! Unita alla presente, tutti i documenti della ragazza che ha sposato mio cugino. Ti prego fa’ il possibile per farle avere questo visto di soggiorno... E’ una brava ragazza, e sembra che si abitui abbastanza bene, penso che il più difficile siano i primi giorni, ma poi si abitua...
Non ti annoierò oltre, rinnovandoti l’invito a te e a tua moglie, tanti auguri. Reggiolo, 27, 5, 976. Giuseppe Setti”