venerdì 19 maggio 2017

Neanche la strage di Ancona fu terrorismo


L’incidente causato da un ispanico a New York il 18 gennaio 2017 ci riporta al 2005, quando un’analoga tragedia si verificò ad Ancona. La dinamica fu praticamente la stessa: una carambola in pieno centro con l’urto di un’auto impazzita contro le bitte di una piazza molto affollata, tra gente a spasso e famiglie sedute a mangiare il gelato. Si registrarono svariati feriti, falciati come birilli, e due morti. Due donne. Era il 9 ottobre 2005, una tranquilla mattina domenicale. Facevo il cronista per Il Resto del Carlino. Se oggi sto qui a ricordare questo episodio tragico sul mio blog personale è perché la dinamica non fu chiarita nei dettagli, come una strage del genere avrebbe meritato. Si sarebbe potuto gridare al terrorismo, e si sarebbe potuto indagare con più convinzione. L’episodio di New York ci permette di affermare, oggi, che anche in quel caso, il 9 ottobre del 2005 ad Ancona, non si trattò di terrorismo. Ma la morte di Manlio Mingoia in piazza Roma, nel centro di Ancona, è un giallo. Mingoia quel giorno si stava fermando, poi, da morto, accelerò e percorse buona parte di Corso Garibaldi, all’epoca ancora accessibile alle auto e non pedonalizzato. Ma può un corpo morto riuscire a spingere il piede sull’acceleratore? Ho provato a simulare un mio infarto al volante. Il problema è dare gas. Per farlo serve un atto volontario. La dinamica avrebbe dovuto essere vagliata dalla polizia municipale di Ancona, oppure dalla Polstrada. Invece mi pare che fu tutto molto veloce e confuso.