mercoledì 13 ottobre 2010

Bin Laden: i Talebani gli avevano tagliato le linee telefoniche...


Quello che per gli italiani era il “nemico invisibile” prima dell’11 settembre 2001 pare fosse un pericolo circoscritto. Talmente poco legato ai governi islamici, Talebani compresi, che questi ultimi avevano tagliato le linee telefoniche al “Signore del terrore” e si preparavano a sbarazzarsi di quell’ “ingombrante miliardario-terrorista”. Bin Laden aveva fatto proseliti, ma non al punto da potersi permettere di combattere una guerra, per giunta da solo, contro gli Stati Uniti. Questo appare certo dall’articolo che Repubblica pubblicò il 14 febbraio 1999. Dunque il ricercato numero uno dalla Cia stava fuggendo in quel periodo, ma dove? Forse in Iraq si disse. E le sue tracce si perdettero in questo momento, probabilmente, quando sembrava che la cattura fosse imminente. In un articolo antecedente di Repubblica, del 18 agosto 1998, veniva riportata la descrizione del Sunday Times del rifugio di Bin Laden sulle montagne rocciose dell’Afghanistan. Un trilocale con una stanza dotata di due letti, scomodi materassi e coperte di lana. Ecco dunque il suo quartier generale, visto forse via satellite, ma tutto questo accadeva ben prima dell’attentato alle Torri Gemelle di New York. Eppure la sensazione è che le fonti di stampa del dopo-attentato abbiano cercato di replicare queste informazioni nel momento in cui gli Usa cercavano di dare una risposta, anche sul piano militare, al terrorismo. Chi e perché ha portato gli Usa e l’Italia nel posto sbagliato?