martedì 21 ottobre 2014

Nessuno rispetta l'esclusività della professione giornalistica


La legge istitutiva dell'ordine dei giornalisti, del 1963, impone al giornalista professionista di esercitare in modo esclusivo la professione giornalistica, pena la cancellazione dall'albo. E' una delle tante leggi che in Italia raramente vedo rispettate. Quanti giornalisti si dilettano nella scrittura di un libro? Tuttavia il mestiere di scrittore è ben diverso da quello del giornalista. Scrivere un libro equivale ad effettuare una ricerca storica oppure a scrivere un romanzo. Un libro, è vero, potrebbe essere considerato un lunghissimo articolo contenente una miriade di notizie, ma resta una cosa ben diversa. Quindi non sarebbe un corretto giornalista Vittorio Feltri, tanto per fare un esempio, perché proprio oggi ha presentato al TG5 il suo libro "Il quarto reich", che tutto sembra tranne una raccolta di suoi articoli del Giornale o di Libero. E un trasgressore è stato beccato. Ma gli altri? Montanelli, Gervaso, Travaglio, Vespa, tutti sono giornalisti, quando fa loro comodo, e scrittori, quando diventano magari più anziani e meno vessati dai loro capiredattori. Una vecchia legge del re del 1928 (altra assurdità: è ancora in vigore!) fornirebbe un alibi a questi signori: dice che l'esclusività del mestiere di giornalista non viene meno se il secondo lavoro è occasionale. Però difficilmente una ricerca storica, che richiede anni, può essere fatta passare per lavoro secondario. Il rispetto della legge inizia da questi piccoli dettagli, affinché non si arrivi al paradosso della mia situazione (sono pubblicista, non professionista). Non mi viene pubblicato un pezzo dal 2009 su una testata giornalistica, e un altro articolo della legge del 1963 decreta la cancellazione dei colleghi che per tre anni (o due, per quelli iscritti da meno di dieci anni) non hanno lavorato. Sicuramente non è il mio caso, visto il caos del giornalismo italiano, e visto che ho dovuto persino firmare delle denunce ai carabinieri per scongiurare questa ipotesi della cancellazione. Infatti, sempre la legge del 1963 vieta il lavoro giornalistico a chi non è iscritto all'albo. Decidiamoci se applicarla tutti o cancellare l'ordine come vuole la sinistra.