martedì 8 agosto 2017

Voci in Vaticano: “Aldo Moro era malato di cancro”


Aldo Moro prima di essere sequestrato dalle Brigate Rosse in via Fani, il 16 marzo del 1978, sapeva di essere malato di cancro alla gola. I medici gli avevano diagnosticato poche settimane di vita.
Sono le voci che la Stasi raccolse in quel periodo in Vaticano tramite un proprio infiltrato, che probabilmente si chiamava generale Otto. Il rapporto spionistico è sempre quello nel quale vennero ipotizzate le cause della morte di Giovanni Paolo Primo, datato 18 ottobre 1978. Il suo nome, nel codice che gli è stato assegnato dall’archivio di Berlino della Stasi, è il seguente: Mfs HA XX 13332.
A pagina nove c’è un breve paragrafo intitolato: “Le opinioni in Vaticano per la morte di Aldo Moro”. Il presidente DC, già gravemente malato, sarebbe stato ucciso in un rapimento organizzato dalla Democrazia Cristiana. Parecchi circoli del Vaticano avrebbero parlato di accordi tra le alte autorità del Vaticano e la Democrazia Cristiana, che sarebbero state a conoscenza di un progetto per rapire Moro. Il movente del delitto starebbe, secondo queste indiscrezioni, nella politica senza via d’uscita in cui la Democrazia Cristiana si era avviata: non poteva far altro che collaborare con il Partito Comunista. Il sacrificio di Moro avrebbe invece offerto un evento sensazionale grazie al quale “guadagnare prestigio nella popolazione” e interrompere il Compromesso Storico.
Sulla malattia di Moro, che certamente non viola la privacy della famiglia, sia perché si tratta di un personaggio pubblico, sia perché una tale circostanza potrebbe spiegare certe scelte dei politici durante il rapimento, non ho trovato, in ogni caso, alcuna traccia nel web. Una conferma che Moro stesse male può arrivare dalla storia della borsa con i medicinali, che il magistrato Infelisi prelevò dalla macchina presidenziale dopo la strage di via Fani, e che restituì alla moglie dello statista poco dopo. Di certo della necessità di prendere farmaci Moro parlò alla moglie, la signora Eleonora Chiavarelli, nelle sue lettere dalla prigionia. 

Il testo originale dell'informativa tedesca è leggibile solo parzialmente. Molte parti sono sbiadite. Ho quindi cercato di incrementare il contrasto, con i programmi di editing del computer, per far riaffiorare anche i segni delle parole mancanti. La parola “kehlkopfkrebs”, ossia “cancro alla gola”, era una di quelle meno visibili con la luminosità originale, tuttavia dopo aver letto e riletto più volte il testo ritoccato mi sono convinto di non aver sbagliato.
“Le opinioni in Vaticano per la morte di Aldo Moro
Nei circoli del Vaticano e sotto l'alta autorità spirituale, si ritiene che il rapimento e la morte di Moro siano stati organizzati dalla DC. La politica della DC era caduta in un vicolo cieco, poteva esercitare solo il potere di governare in collaborazione con il Partito comunista italiano. Moro è stato attivo nel lavoro con i comunisti. Le forze di destra della DC erano in disaccordo con la politica di Moro ed è venuto agli scontri duri nella DC. Al fine di rivalutare l'intera politica della DC, la destra aveva bisogno di un evento spettacolare per isolare Moro all'interno e per sollevare la cooperazione con i comunisti. Prima del rapimento, Moro sapeva che aveva il cancro alla gola e tutti i medici gli avevano dato solo poche settimane da vivere. Con il rapimento e la morte di Moro, la DC ha trovato un martirio e guadagnato grande prestigio tra la popolazione. Ora la DC è stata in grado di riconquistare la sua completa indipendenza e di promuovere la lotta contro il partito comunista italiano. Parecchi circoli in Vaticano presumono che vi fossero accordi tra la DC e l'alta autorità del Vaticano e che fossero accuratamente informati sul rapimento. Forze di destra nel Vaticano esercitano da quel momento un’influenza ancora più forte sul governo d’Italia. Il politico DC Fanfani è di nuovo sotto la guida dell'ala destra della DC, dopo la morte di Moro. Ha una percentuale vicino alla forze di destra del Vaticano ed è un avversario della cooperazione con i comunisti.”