mercoledì 3 ottobre 2012

Cadono le accuse di Giuffrè contro Berlusconi


Le accuse del pentito di mafia Antonino Giuffrè contro Berlusconi pubblicate su La Stampa il 21 gennaio 2003 cadono di fronte a una verifica d’archivio. Giuffrè affermava che per avvicinarsi a Berlusconi la mafia avrebbe simulato nel 1974 un sequestro di persona nei confronti del principe Luigi D’Angerio per poi lasciarlo andare. Dell’Utrì negò questa versione dicendo che erano stati la nebbia e i carabinieri a salvare quel principe. In effetti l’8 dicembre 1974 veniva data su La Stampa e su La Provincia di Cremona la notizia di questo sequestro di un principe all’uscita da una festa nella villa di Berlusconi. E le cose andarono proprio come Dell’Utri aveva affermato. La novità che si scopre è che a guidare l’auto di quel sequestro, terminato con un inseguimento dei Carabinieri nella nebbia e con la fuga del principe dopo un incidente, fu Pietro Vernengo, un pericolosissimo boss della mafia arrestato anni dopo e accusato di 99 omicidi. Era il periodo in cui a Milano la mafia alleata dell’Anonima Sequestri seminava il terrore e ricattava ricchi industriali. Uno dei boss mafiosi del clan di Vernengo era Gerlando Alberti, ma negli anni ’70 a Milano i sequestri si scoprì che erano messi a segno anche da uomini di Luciano Liggio.