venerdì 15 luglio 2016

La mafia russa dietro gli attentati di Al Qaeda


C’è l’ombra della mafia russa sulle stragi provocate da Bin Laden. Rileggendo gli articoli del quotidiano La Stampa emerge con chiarezza che poco prima dell’attentato al World Trade Center Al Qaeda era appoggiata dai russi di Berezovskij, un imprenditore morto suicida (ufficialmente) nel 2013 sul quale aleggiano da tempo sospetti di collusione mafiosa, con la temuta mafia russa. Il 25 agosto del 1998, analizzando la politica del premier russo Eltsin e del suo alleato Cernomyrdin, Enzo Bettiza de La Stampa scrisse: sul piano internazionale la Russia ricalcherà "schemi manichei da guerra fredda con l’appoggio ai vari Milosevic, Saddam Hussein e Bin Laden." Un paese, quello ex sovietico, che era lanciato nel “neocapitalismo burocratico di avventurosi tycoons come Berezovskij e compagni”. Quest'ultimo sicuramente sapeva dei progetti di Bin Laden per colpire gli Stati Uniti. Il 10 dicembre del 2001 i lettori del quotidiano La Stampa appresero dall’articolo di Maurizio Molinari della confessione piena di Bin Laden. La principale cassa di risonanza delle sue gesta fu proprio l’agenzia di stampa cecena di proprietà di Berezovskij: Kavkaz (considerata addirittura l'organo di informazione dei guerriglieri ceceni). Nel video di Kavkaz citato da La Stampa lo sceicco si appellava ai musulmani di tutto il mondo per combattere la Jihad, “fino a quando gli infedeli e le forze antislamiche non saranno state annientate - fu l'anatema di Bin Laden -, e fino a quando tutte le false religioni non saranno state sconfitte.”