martedì 26 luglio 2016

"Preparavano attentati confondendosi con i fascisti"


Preparavano attentati confondendosi con i fascisti e con gli altoatesini. Questa frase scritta sulle pagine dell'Unita' il 7 febbraio del 1967 mette paura. Perché è così che le cose sono andate in tutti questi anni nella vicenda della bomba di piazza Fontana. La frase la pronunciò la polizia, che secondo il quotidiano del PCI stava indagando insieme ai carabinieri sui filo-cinesi di Milano, due anni prima del terribile attentato di Milano. Ci sono scritti altri nomi di indagati, il che vuol dire che la vicenda non si concluse affatto con l'arresto dell'operaio milanese. Questi signori sembra fossero in contatto con il partito marxista-leninista d'Italia, un importante gruppo politico extraparlamentare vicino al PCI sorto proprio in quegli anni. Come si può immaginare all'Unita' non piacque che le accuse degli inquirenti si concentrassero sui loro 'compagni', piuttosto che sulla destra. E la storia dei filo-cinesi finì lì. Tra le vittime degli attentatori in quel 12 dicembre 1969 alla banca nazionale dell'agricoltura c'era anche un novarese, Giulio China, 57 anni, commerciante di bestiame. Lo scrisse La Stampa. Visto che abito e lavoro in quella città mi pare doveroso ricordarlo. Il Sid avrebbe potuto fare chiarezza sull'intera vicenda, ma preferì tacere. Mi piacerebbe sapere perché. Fino al 1969 l'attività del Sid per contrastare lo spionaggio sovietico era stata secondo me esemplare, con buona pace dell'Unita'. Molte minacce furono sventate, ma a quel punto le cose cambiarono e prevalse il segreto a oltranza. Ho validi motivi per affermare che dai primi anni '70 il Sid non ha più fatto gli interessi del governo italiano.