domenica 6 novembre 2016

Gheddafi conosceva i nostri segreti militari


Scorte di petrolio libico di contrabbando in cambio di segreti militari. Questo accordo, stretto tra Gheddafi e membri della loggia P2 intorno al 1975, potrebbe essere alla base di molte stragi di Stato che videro i servizi segreti protagonisti di depistaggi o complicita'. Nulla sarebbe probabilmente venuto a galla se il giornalista Mino Pecorelli non avesse deciso di pubblicare a puntate questa storia sul suo OP. Poco tempo dopo, il 20 marzo 1979, Pecorelli fu assassinato. Gli inquirenti così scoprirono nel suo appartamento il dossier che aveva dato origine allo scandalo. Secondo la ricostruzione che ne offrono Mario Guarino e Fedora Raugei nel loro libro su Licio Gelli, fu Giulio Andreotti, allora ministro dell'industria, a chiedere al direttore del Sid, l'ammiraglio Casardi, un'indagine su Mario Foligni, un esponente DC che stava fondando un nuovo partito e per il quale si scoprì che aveva chiesto aiuti finanziari proprio ai libici di Gheddafi. Le microspie di Casardi registrarono i colloqui di una struttura parallela che stava vendendo al colonnello Gheddafi i nostri segreti militari e i carri armati Leopard della Oto Melara in cambio di petrolio a prezzi scontati e fuori dagli accordi dell'Opec.