domenica 25 giugno 2017

Ecco le prove che il terrorismo era nazimaoista


Alcuni gruppi terroristici di sinistra venivano sicuramente manovrati dai neofascisti. Lo affermavano gli analisti dell’intelligence dell’ex Germania Est nel 1980, ed è ampiamente e facilmente dimostrabile con una ricerca d’archivio con internet. Nella seconda parte dell’articolo scritto da Hermann Mierecker sul terrorismo italiano, che appare di stampo più politico propagandistico, vi sono due nomi che colpiscono la nostra attenzione. Innanzitutto quello dei NAP, i Nuclei Armati Proletari, dei quali Wikipedia scrive che furono un gruppo di estrema sinistra, e in gran parte confluirono dal 1977 nelle Brigate Rosse. Secondo l’analista della DDR, al contrario, i NAP rappresentavano un tipico esempio di “camuffamento” del terrorismo neofascista. I NAP sarebbero in realtà “un’organizzazione puramente fascista, nemica della democrazia, dei lavoratori e di tutta la sinistra”. Sarebbero state le “Squadre d’azione di Mussolini” a nascondere dei neofascisti dentro ai NAP e questo perché, secondo Mierecker, le “Squadre d’azione di Mussolini” sarebbero identiche alle Brigate Rosse. Per Pankow non è mai esistita una guerra fra opposti estremismi: “Strategia della tensione” e attentati contro i politici erano progettati dallo stesso gruppo di estremisti. Scrive Mierecker: “Un tipico esempio di questa interazione nel contesto della “strategia della tensione” neo-fascista è “l'Organizzazione lotta di Popolo” “OLP”.” Si trattava di un nucleo formato da maoisti e neofascisti di “Avanguardia Nazionale”. Avrebbe fondato basi operative a Roma, Torino, Genova, Napoli, Salerno, Bari e in altre città “che erano centri della “Strategia della tensione”. L'OLP” - prosegue Mierecker - infiltrava la sua gente nei gruppi estremisti di sinistra, organizzava numerosi atti di terrorismo e ha contribuito nel dirigere le indagini della polizia sulla “sinistra”. Queste provocazioni sono per lo più sotto la protezione degli organi dello Stato.”