lunedì 19 giugno 2017

“Un neofascista a capo delle Brigate Rosse”


Lo disse anche il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, poco dopo il sequestro di Aldo Moro: “questi terroristi sono fascisti”. Poi con il tempo corresse il tiro e si attirò l’odio di Mosca. L’ipotesi, sostenuta da Mierecker, che le Brigate Rosse siano state organizzate da neofascisti travestiti da comunisti può far sorridere. Gli analisti potrebbero definirla il punto più alto della dietrologia anticonformista. Tuttavia va analizzata punto per punto, perché ha dei solidi appoggi nella realtà: l'estremismo di sinistra filocinese unito ad elementi del neofascismo avrebbe creato, secondo l’opinionista della DDR, in Italia un clima di guerriglia che avrebbe fatto l’interesse della classe borghese. Dietro questi atti di terrorismo, secondo l’analisi di Mierecker, vi sarebbe stata la mano della CIA. “E' la CIA, che ha organizzato finanziato e manovrato gruppi terroristici, che ha rilanciato negli ultimi mesi in Italia la guerriglia urbana della P38, ha introdotto la strategia totale armata nel nostro paese, e la sanguinosa lotta contro lo Stato”, avrebbe scritto la rivista italiana “Giorni” nell’aprile del 1977.