martedì 7 febbraio 2017

Romanisti in campo con farmaco per la rianimazione?


La sostanza dopante per la quale furono squalificati Peruzzi e Carnevale, la Fentermina, potrebbe appartenere a un farmaco che si usa soltanto per rianimare i pazienti. Questa terribile notizia la apprendiamo dalle dichiarazioni di un ex portiere che nel 1974 venne deferito alla disciplinare per un caso molto simile alla vicenda dei due ex romanisti.
Sandro Luciani, romano, classe 1951, venne trovato positivo in un controllo antidoping dopo Cosenza-Frosinone della stagione 1973-74. Gli riscontrarono tracce di Fentermina e Me-Fentermina. La partita finì 1-1 con belle parate, secondo le cronache, del portiere del Frosinone. Che era proprio Luciani, un portiere di riserva che disputò solo 5 partite in tutto il campionato.
Ecco come l’ex numero dodici ricostruisce a distanza di 43 anni quell’episodio poi risoltosi, a differenza dei due romanisti, con un’assoluzione.
Di che sostanza si trattava? “Che ricordi io - mi ha scritto sul Messenger Facebook - mi pare si trattasse di Viamina, un farmaco che di solito si usava in sala operatoria per rianimare i pazienti dopo l'intervento in anestesia totale. Alla disciplinare di Firenze mi difesi per bene, da solo, e credo di essere l'unico giocatore, trovato positivo al doping, a non aver avuto neanche una giornata di squalifica.” La storia infatti dice che venne aperta una breve inchiesta federale e il suo esito fu che il giocatore Sandro Luciani, che era stato indagato, non risultava punibile. Vennero colpiti la società e soprattutto il medico, squalificato per 9 mesi circa. Quattro milioni invece fu l'ammenda per il Frosinone Calcio.
All'antidoping vennero sorteggiati Spaziani e Jannarilli, mentre del Cosenza andarono a fare il test: Codognato (autore di uno dei due gol, l’altro fu di Massimo Palanca), Rigoni e Lualdi... giusto? “No all'antidoping venni sorteggiato io e Spaziani mi sembra, o forse Jannarilli, non ricordo...”
Quando lesse sui giornali che Peruzzi e Carnevale erano stati squalificati per la Fentermina cosa pensò? Che si trattava di un dimagrante? “Quando successe a Peruzzi e a Carnevale, allora medico della Roma era il dott. Alicicco che io avevo avuto per tre anni nelle giovanili della Lazio, pensai che fosse successo quello che era accaduto a me.”
Ma perché un portiere di riserva avrebbe dovuto sottoporsi a quel trattamento? “Questa che ora le dico è una verità che ufficialmente non è mai venuta a galla, alla luce del sole. In quegli anni che ero a Frosinone il medico sociale, che era il dott. B. un'istituzione a quei tempi, prima di alcune partite era solito fare delle iniezioni ai ragazzi più giovani, come me, che non si potevano permettere di fare domande. Non sapevamo cosa fosse e ci convincevamo che erano veramente dei "ricostituenti" come si diceva allora. Quel giorno, il 2 giugno 1974, a Cosenza mi ricordo che oltre a me, in albergo, fece la puntura anche ad altri tre o quattro ragazzi che sarebbero scesi in campo, sicuramente anche a Massimo Palanca, che era in camera con me.”
E poi? “Io poi incontrai sul treno per andare alla disciplinare di Firenze il dott. B., e dopo avergliene cantate di tutti i colori, dicendogli anche che avrei detto tutto, mi lasciai convincere a dire che mi ero sentito male tra il primo ed il secondo tempo, dato che quel giorno era molto caldo, e che lui mi aveva somministrato quel prodotto come cura, senza comunque sapere cosa fosse.”
Quindi lo sapeva che si trattava di un farmaco per la rianimazione... “No assolutamente, nessuno lo sapeva, io ho saputo di che farmaco si trattasse solo dopo aver avuto l'analisi clinica dal laboratorio di medicina legale di Roma.”
Perché fece quelle analisi? “Beh io fui convocato lì per le contro-analisi e lì venni informato della positività a quel prodotto mentre aprivano dinanzi a me la seconda provetta.”
Luciani gentilmente accetta la mia richiesta di amicizia su Facebook e mi invia la copia del giornale dell’epoca, Il Tempo, di quella famosa partita: Cosenza-Frosinone 1-1 del 2 giugno 1974. Il titolo era: “Frosinone imbattuto (Luciani para tutto)”. La firma del pezzo di Massimo Marino.
Luciani, lei quando lesse quel titolo pensò alla puntura che le avevano fatto? “Ma naturalmente si, ultimamente durante una cena tra ex ne parlavamo con Claudio Ingrassia (ex Roma) che in quella partita entrò nella ripresa nel Cosenza e che ancora oggi dice ‘hai preso venti calci d'angolo al limite dell'area di rigore’”.
Cioè? Cosa voleva dire? “Che effettivamente, oltre ad alcuni grossi interventi tra i pali, in quella partita ero uscito in presa su quasi tutti i calci d'angolo battuti da loro, anche fin quasi al limite dell'area di rigore, avevo una esplosività nelle gambe da paura.”
Avevo provato a intervistare Ranghino, un altro ex calciatore che fu sorpreso con la Fentermina, che aveva dichiarato come i due romanisti di aver preso il Lipopill. Ma Ranghino non ha voluto più parlare. “Naturalmente ho parlato con lei di questo argomento poiché già a Frosinone ne avevamo discusso lo scorso anno, con Massimo Palanca e gli altri, durante un raduno organizzato da alcune persone che curano dei siti web locali e con giornalisti della radio locale e della carta stampata. Ma è un argomento che non piace molto, dato che il medico di cui si parla ancora vive e ha un suo spiccato ruolo nella società frusinate (società intesa come habitat e non come squadra).
Per come la penso io il Lipopill è una copertura, contiene quella sostanza però è un farmaco che potrebbe passare come necessario per dimagrire e quindi trovare la giustificazione dei media e del pubblico. Ma la Fentermina è contenuta in molti altri medicinali.”
Non ho capito bene il momento in cui ha saputo che la Fentermina era contenuta in un farmaco della rianimazione della sala operatoria. Mi ha detto al momento delle contro-analisi, ho capito bene? Oppure molti anni dopo indagando per conto suo? “Ho saputo di cosa ero accusato a Firenze, quando andai alla disciplinare, credo fosse Luglio 1974, dal verbale che ne conseguì io lessi di cosa si trattasse e poi verificai che tipo di farmaco avevo assunto per via intramuscolare e dal mio medico curante venni a sapere che si trattava di un farmaco non in commercio nelle farmacie, ma che si usava in sala operatoria per rianimare i pazienti dopo un'anestesia.”
Certo, era ovvio che fosse così... C'è un referto medico e ci si può informare. Però perché il magistrato Guariniello non ci è arrivato? Bastava sequestrare i referti della Federcalcio... in fondo.
“Ci addentriamo in un ambito troppo complesso, che oggigiorno è ancor più peggiorato ed omertoso di allora, basta seguire quello che avviene nei settori giovanili delle società professionistiche, ma spesso anche nei dilettanti.”
In che senso è peggiorato?
“Sicuramente per il fatto che il calcio non viene più fatto e gestito da gente di calcio, ma da personaggi squallidi che girano per il paese cercando di portare questo o quel ragazzo in club professionistici a spese, piuttosto elevate, di genitori che pensano che il proprio figlio diventerà un campione con la complicità dei responsabili dei vari settori giovanili, che intascano in nero prebende extra solo per tenere in una rosa primavera, berretti o allievi nazionali elementi che non avranno futuro.”
Intanto continuano a riemergere dall’archivio altri casi relativi alla Fentermina, anche in questo caso associata alla Me-Fentermina (nel caso di Peruzzi e Carnevale si parlò solo di Fentermina, è bene precisarlo). Il 15 novembre 1970, dopo la partita di serie C Sottomarina-Triestina, venne trovato positivo il terzino della Sottomarina, Antonio Visentin, classe 1944 di Polesella (Rovigo), il quale fu deferito alla Disciplinare.