martedì 26 gennaio 2016

Due marchigiani tra le spie dell'archivio Mitrokhin


Erano Angelo Sferrazze di Fano (rapporto Impedian 22) e Corrado Macioni di Macerata (rapporto Impedian 49) le spie marchigiane presenti nell'archivio Mitrokhin, pubblicato integralmente e poi non si sa perché censurato nell'ultima versione del 2007 del libro di Andrew. Ci si poteva aspettare di più, in quanto si tratta di due personaggi legati alle ambasciate e dunque riferibili alle Marche soltanto dal luogo di nascita. Sferrazze era del 1937 ed era un esponente del Dipartimento Internazionale del Partito Democratico Cristiano Italiano. Fu coltivato dalla residentura di Roma del KGB dal 1975 al 1982 e soprannominato "Kant", ma l'operazione venne smascherata dal controspionaggio occidentale. Macioni era del 1913 e viveva a Roma. Era capomessaggero del direttorato politico generale e del Dipartimento NATO del Ministero degli Esteri italiano. A differenza di Sferrazze, Macioni collaborava per i servizi bulgari, con il nome di "Masentsio". Il suo compito era di collocare "apparecchi di ascolto" al ministero degli esteri e a Ginevra presso la conferenza sul disarmo. Nell'archivio Mitrokhin al momento non ho trovato riscontri sul misterioso uomo del KGB che Senzani delle BR incontrò nel 1981 alla stazione di Ancona (ma non è detto che non ci sia). La Stampa riportò durante il processo Peci l'identikit di questa spia fatto dal pentito Buzzatti: "Era un tipo robusto, sui 45-50 anni, vestito di grigio, capelli corti brizzolati, carnagione scura, occhiali con montatura metallica". Nell'archivio Mitrokhin non si trova inoltre nessun cenno al famoso Giorgio Rinaldi (anche se il nome di molti agenti non è stato rintracciato). Rinaldi secondo la Cia era la spia del KGB che controllava le basi italiane e spagnole della Nato.