martedì 5 gennaio 2016

Il videomaker Matteo Montesi teme di essere ucciso


Il videomaker di Castelfidardo Matteo Montesi mi ha confidato ieri che teme di essere ucciso se sarà divulgato il suo video sul bunker del Monte Conero. Racconta spesso, anche nei suoi video, che un uomo dei servizi segreti, con un atteggiamento tra il paternalistico e il minaccioso, entrò lo scorso anno in casa sua per cancellare il video dal computer. Anche a me erano state rivolte anni or sono, sul blog, minacce di morte se mi fossi avventurato in quei posti: "Uscirai in una bara", tuonava il tipo. Montesi precisa di avere un figlio di 8 anni e che sarebbe un dramma se dovesse rimanere senza padre. Interpellato sulla situazione, il noto scrittore Sergio Nazzaro, che compì un'incursione simile nella base di Mondragone, ha assicurato l'interessamento di una deputata del Movimento 5 Stelle, ma si è schierato dalla parte di questi fantomatici militari: "Nel caso quei luoghi vengano violati possono sparare a vista". Eppure vedo in tutti questi fatti un eccesso di violenza che avvalora le mie ipotesi più estreme: che il Monte Conero sia oggi legato a misteriosi rituali mafiosi o massonici, coperti da insospettabili complicità.