mercoledì 20 gennaio 2016

Terremoti ad Ancona: dove sono le case antisismiche del fascismo?


La domanda andrebbe posta al presidente dell'ordine degli ingegneri della provincia di Ancona, Raffaele Solustri. I terremoti ormai sono all'ordine del giorno, ma nessuno si preoccupa più di tanto. Infatti nel 2009, all'indomani del terremoto dell'Aquila, Solustri rassicurava gli anconetani dalle pagine del Resto del Carlino più o meno con queste parole: "Le nostre case sono state costruite con criteri antisismici dopo il terremoto del 1930, ed è per questo che Ancona ha resistito al sisma del 1972." Se le cose stessero così ci sarebbe da preoccuparsi. In un vecchissimo articolo de La Stampa del 23 aprile del 1931 si può leggere che delle case antisismiche furono scoperchiate a Posatora dopo un nubifragio. Ma scriveva il giornalista che anche a Borgo Rodi e al più moderno Corso Tripoli le abitazioni avevano ceduto. La storia che il fascismo abbia realizzato opere che sono rimaste nel tempo l'avevo raccontata anch'io. E' emblematico il retroscena appena riscoperto del parco del Conero. C'è tanto di fascista nella nostra attualità, certi amministratori pubblici lo sanno. Persino la raccolta di figurine che avevo collezionato da bambino (album del Sapere della Carlucci sud) scriveva, sotto la foto di Ancona, che la caratteristica del luogo erano quelle abitazioni innovative del 1930. Il problema è che quell'Ancona, dal punto di vista urbanistico, non esiste più dai bombardamenti del 1943, che ridussero la città dorica a un cumulo di macerie. Il presidente degli ingegneri e i giornalisti del Carlino si informino meglio.