martedì 20 settembre 2016

La pessima figura della seconda repubblica


Aveva promesso un milione di posti lavoro, il Cavaliere, e di mettere sul campo la sua esperienza di imprenditore. L'impegno ce l'ha messo, ma i risultati sono stati scarsi. Non solo per lui, bensì pure per il centro-sinistra. Dal primo governo del berlusca fino alla fine del Berlusconi tre, nel 2006, il debito pubblico non fece altro che aumentare, seppur progressivamente e con qualche altalena. Durante il periodo del centro-sinistra dal 1995 al 2001, al di là dei commenti positivi dell’Unità per dei piccoli segnali di miglioramento, le cose continuarono a peggiorare. Nel 1997 il debito salì a 2.204.903 miliardi di lire, pari a 1596 miliardi di euro attuali. Dunque se nel 1994 l’indebitamento statale rallentava a 1466 miliardi di euro, ci fu una salita rapida fino ai ben 1700 miliardi di euro del 2000, e poi una discesa fino ai 1669 miliardi del dicembre 2003 (euro più euro meno, seguendo i dati della Stampa e adeguandoli ai costi di oggi). Nell’aprile del 2004 si saliva però di nuovo ai 1.744 miliardi di euro di oggi. A quel punto fu un nuovo crescendo che raggiunse nel marzo 2005 il tetto di 1.775 miliardi di euro di debito. Confrontando questi dati con gli articoli del passato remoto scopriamo che i primi debiti risalgono al 1956, allorché fu denunciato un disavanzo di 4451 miliardi di lire, equivalente di 67 miliardi di euro. Differenze? Intanto la distinzione nel ‘56 tra debito patrimoniale e debito fluttuante, con un monitoraggio più dettagliato delle singole voci passive di bilancio, e poi l’attenzione alla credibilità dello Stato che oggi non c’è più. Le banche non dovrebbero vendere obbligazioni statali di fronte a una situazione di dissesto, scriveva Renato Cantoni nel 1972. E invece ancora le vediamo nei listini.