venerdì 23 settembre 2016

"Condizioni inumane per i migranti"


Nel 2014 una risoluzione del senatore marchigiano del PD Luigi Manconi denunciò l'aggravarsi della condizione dei migranti nei centri di accoglienza. Citando dati della Polizia relativi al 2013 parlava di 6016 migranti trattenuti in tutti i centri di identificazione ed espulsione operativi in Italia. Di questi meno della metà, ossia 2749, venne rimpatriata. Ma il numero delle persone respinte nel 2013 scendeva nettamente se calcolato tra le pratiche gestite dai CIE (centri di identificazione ed espulsione), cioè fu dello 0,9% su un totale di 294mila irregolari stimati dall'Ismu (istituto per lo studio della multietnicità). Ci pare di capire che il senatore Manconi si lamenti dell'inefficacia della normativa del 2010 sui rimpatri: non serve, perché i migranti restano nei centri italiani per un tempo prolungato ormai a 18 mesi, e in condizioni "inumane". Così infatti le avrebbero definite secondo Manconi i migranti stessi. Il motivo del malcontento andrebbe cercato nella gestione dei centri di accoglienza, che vengono appaltati per l'offerta economica minima, "determinando un ulteriore e insostenibile scadimento delle strutture e dei servizi". Nel 2014 erano attivi solo cinque CIE: Bari, Caltanissetta, Roma, Torino, Trapani, su undici totali. Stupisce che la commissione di cui faceva parte Manconi affermasse che molti di questi centri accolgano meno migranti, il 50% circa, della loro capienza. Dove sono finiti gli altri? Si legge ormai spesso, e lo abbiamo detto, di basi militari e ex basi Nato dismesse scelte quali sedi temporanee per gli immigrati. Accade soprattutto in Veneto, tra proteste spiccatamente razziste. Una delle ultime trovate dei prefetti è il trasferimento di alcune persone alla base del monte Venda, dove dei militari in passato morirono contaminati dal Radon. C'è una cattiveria inaudita che va aumentando. L'Italia, denunciano all'estero, è l'unica nazione che non apre inchieste dopo la morte dei migranti in mare per scoprire la loro identità.