domenica 25 settembre 2016

Un suggeritore guida il premier del PD


Il premier del PD e presidente del consiglio, Matteo Renzi, avrebbe avuto un suggeritore per le sue idee politiche. Secondo quanto hanno scritto alcuni importanti giornali di centro-destra, riprendendo le accuse di questo suggeritore pentito, Renzi sarebbe andato in onda a Ballarò, sulla Rai, senza sapere cosa dire, chiedendo che i testi gli venissero forniti da un ghostwriter. Una pratica, quest'ultima, talmente diffusa nel partito democratico da far scrivere ad alcuni blogger che persino personalità illustri come D'Alema e Veltroni avrebbero solo firmato i loro libri, che in realtà sarebbero stati scritti da autentici fantasmi della cultura italiana. La vicenda non è nuova, tuttavia riteniamo di dover sottolineare alcuni punti fondamentali. Non è pensabile che un presidente del consiglio, il quale si è preso in mano un governo tecnico e ha disegnato riforme epocali in pochi mesi, non sappia cosa dire di fronte alle telecamere della Rai. Perché ciò vuol dire che forse questo accade anche in Parlamento, e milioni di italiani pendono dalle decisioni di uno sprovveduto, aiutato da un giovane ghostwriter che si sta lamentando di non essere stato pagato. Ma è ancora meno accettabile che queste notizie escano su giornali importanti senza che altri mass media, come vorrebbe il manuale del buon giornalismo, le abbiano riprese e sottolineate. Soprattutto è grave che non vi sia stata alcuna crisi di governo, ammesso che ancora queste possano esistere con il PD. Come si può accettare che a capo della maggioranza sia stata messa una controfigura, ma diciamo anche un manichino, manovrato dietro le quinte da un'oscura organizzazione segreta, oltretutto vietata dalla Costituzione? Bisognerebbe tornare ad arrossire dalla vergogna e riscoprire i veri valori della vita.