sabato 29 agosto 2015

Le prove del sequestro dei beni ebraici ad Ancona


Il sequestro dei beni ebraici ad Ancona fu annunciato e poi messo in atto. Uno dei principali accusati, nel dopoguerra, fu F.S. che venne denunciato da B.V. di avergli portato via tutti i mobili della sua casa di Palombina, e poi da altre vittime di Senigallia. F.S. venne arrestato a Milano il 26 luglio del 1945 e nella sua deposizione confessò di essere stato il sequestratario dei beni ebraici, ma di aver accettato solo per impedire che gli stessi venissero rubati dai tedeschi. Il 24 ottobre del 1947 il giudice istruttore di Ancona ordinò il "non doversi procedere" contro F.S. per l'amnistia Togliatti, ma probabilmente anche per gli attestati di stima che questi ricevette dagli antifascisti. La stessa sentenza riguardò anche altri processi aperti ad Ancona per il sequestro dei beni ebraici.