sabato 20 febbraio 2016

Dieci milioni di dollari e una villa sul Conero


Dieci milioni di dollari in banca e una villa sul Conero. E' il tesoretto di un «big» della vecchia Montedison. Secondo una notizia uscita il 13 febbraio 2015 sul sito lanotiziagiornale.it, uno dei dirigenti di spicco dell'ex colosso pubblico della chimica, Raffaele Stracquadanio, conservava un tesoretto da 10 milioni di dollari nella banca Hsbc di Ginevra. Il conto era cointestato al figlio Giorgio, un parlamentare del Pdl deceduto nel 2014. Stracquadanio senior, che viene definito uno dei «fedelissimi» del presidente Eugenio Cefis, sembra che fosse coinvolto nelle vicende della speculazione edilizia in Sardegna. Ma dall'archivio dell'Unità emerge un'altra storia. Durante l'estate del 1976 la squadra mobile di Ancona fece irruzione nella villa di Stracquadanio, che non si trovava in Sardegna, bensì nella verde vegetazione del monte d'Ancona, il Conero, protetta da un sofisticato sistema di allarme. Il dirigente era ricercato dal tribunale di Ivrea per falso in bilancio, associazione a delinquere e qualcos'altro. Fu poi assolto da queste accuse, ma la sua villa sembra sia stata inghiottita dal parco del Conero. Quella speculazione edilizia tutta marchigiana che venne denunciata nell'estate del 1963 da un grande giornalista di Ancona, Walter Montanari, che fine ha fatto? Montanari dalle colonne dell'Unità ce l'aveva in particolare con una parte della borghesia anconetana, il cui vezzo era costruirsi la villa sul Conero. «I ricchi anconetani - protestava il giornalista il 15 agosto del 1963 - hanno potuto insediarsi in una delle zone più belle della città», sconvolgendone il panorama. Il Corriere Adriatico li tirò in ballo tanti anni dopo, nel 1984, per un'altra brutta storia. Bruno Nicoletti scrisse che G., l'ecologista del Pungitopo, cercando informazioni sui tunnel militari, stava intervistando proprio i proprietari di quelle ville. Quali segreti nascondono questi "ricchi anconetani" di cui nessuno parla più?